Anguria: tutte le proprietà nutritive del frutto simbolo dell’estate

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Anguria: tutte le proprietà nutritive del frutto simbolo dell’estate

Non solo rinfrescante e dissetante, l’anguria è anche ricca di vitamine, potassio, fosforo, magnesio e tante altre proprietà nutritive benefiche per la salute e il benessere dell’organismo.

EFFETTI BENEFICI ANGURIA – Rinfrescante e dissetante grazie al suo elevato contenuto di acqua, l’anguria è il frutto estivo per eccellenza. Comunemente nota anche come cocomero, l’anguria al sapore dolce e delizioso associa tante proprietà nutritive benefiche per la salute.

La sua polpa contiene infatti vitamine A e C, potassio, fosforo e magnesio. La presenza di vitamina C e potassio in particolare avrebbe un’azione depurativa e detossificante che rende l’anguria un frutto ideale per contrastare in maniera naturale la ritenzione dei liquidi, il gonfiore alle gambe e l’ipertensione.

 

Valori nutrizionali Cocomero

Quantità per 100 grammi
Calorie 30
Lipidi 0,2 g
Acidi grassi saturi 0 g
Acidi grassi polinsaturi 0 g
Acidi grassi monoinsaturi 0 g
Colesterolo 0 mg
Sodio 1 mg
Potassio 112 mg
Glucidi 8 g
Fibra alimentare 0,4 g
Zucchero 6 g
Proteine 0,6 g
Retinolo 569 IU Acido ascorbico 8,1 mg
Calcio 7 mg Ferro 0,2 mg
Vitamina D 0 IU Piridossina 0 mg
Cobalamina 0 µg Magnesio 10 mg

 

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Citrullus lanatus

L’anguria o cocomero  è una pianta della famiglia Cucurbitaceae, originariamente proveniente dall’Africa tropicale.

Il nome cocomero, prevalente in Italia centrale, deriva dal latinocucumis (cetriolo), mentre il termine mellone d’acqua, diffuso in Italia meridionale, distingue questa pianta dal mellone di pane (Cucumis melo). Il nome anguria, comune in Italia settentrionale, deriva invece dal greco tardoangurion (cetriolo) ed entra nel lessico della lingua italiana in epoca bizantina attraverso l’Esarcato di Ravenna.

Caratteristiche del frutto

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Il frutto è una falsa bacca (peponide) dalla buccia dura e relativamente sottile; l’interno è di colore rosso (o, meno frequentemente, giallo, arancio o bianco a seconda della varietà) e ricco di semi, che possono essere neri, bianchi o gialli. La polpa è costituita per oltre il 90% di acqua, ma contiene anche un discreto quantitativo di zuccheri, soprattutto fruttosio, e vitamine A, C (8.1 mg per 100 g di frutto), B e B6. I frutti sono disponibili esclusivamente nel periodo estivo, da maggio a settembre.

 

Varietà e coltivazione

Al 2008, esistono più di 1200 cultivar di anguria che producono frutti di peso variabile tra meno di 1 kg e più di 90 kg; la polpa può essere rossa, arancione, gialla o bianca.

Anguria a polpa gialla

In Italia e Giappone sono state prodotte angurie dalla forma quadrata o piramidale; la forma inusuale viene ottenuta facendo crescere i frutti all’interno di recipienti di vetro in modo da fargli assumere la forma del contenitore

 

 

Storia

David Livingstone, un famoso esploratore dell’Africa, riportò che l’anguria cresceva abbondante nel deserto del Kalahari, dove sembra che esso abbia avuto origine. Lì il frutto cresce selvatico ed è conosciuto come Tsamma (Citrullus lanatus var citroides). La pianta è riconoscibile per le sue foglie particolari e per l’elevato numero di frutti che produce, fino a cento per ogni esemplare. Per questa ragione è una sorgente di acqua abituale per gli abitanti della zona, oltre a fungere da cibo sia per gli uomini sia per gli animali.

 

 

Pianta di anguria con frutti e tipiche foglie

Non è dato sapere quando l’anguria sia stata coltivata per la prima volta ma il primo raccolto di angurie mai registrato avvenne nell’Antico Egitto quasi 5000 anni fa ed è stato documentato in alcuni geroglifici. Il frutto veniva spesso deposto nelle tombe dei faraoni, come mezzo di sostentamento per l’aldilà. Nel mito egizio, l’anguria aveva origine dal seme del dio Seth.

Nel X secolo d.C., l’anguria era coltivata in Cina, attuale primo produttore mondiale. Nel XIII secolo il frutto venne introdotto in Europa dall’invasione dei Mori.

Presso i beciuani è conosciuta con il nome di lerotse ed è considerata una pianta sacra con le foglie purificanti. Come scrive James George Frazer ne Il ramo d’oro fra i beciuani è d’obbligo, prima di consumare i nuovi raccolti, purificarsi. La purificazione avviene all’inizio del nuovo anno, in gennaio, in un giorno stabilito dal capo tribù. Tutti i maschi adulti tengono le foglie del lerotse in mano e le schiacciano, ottenendone un succo che applicano agli alluci e all’ombelico. Poi ciascuno di essi si reca alla propria abitazione e spalma tutti i membri della sua famiglia con questo succo. Quando questa purificazione è stata completata, ma non prima, la gente è libera di mangiare i nuovi raccolti.

 

Avversità

Tra gli insetti, il parassita più importante è l’afide Aphis gossypii. Tra le malattie da funghi, vi sono l’oidio (causato da Erysiphe cichoracearum e dal Sphaerotheca fuliginea), la peronospora (causata da Pseudoperonospora cubensis), la muffa grigia (causata da Botrytis cinerea) e il nerume (causato da Alternaria alternata). Tra le micotossine, vi è la patulina.

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