Oggi voglio parlarvi della mela, tutto ciò che leggerete è frutto di una mia scrupolosa ricerca personale.

Se volete farmi qualche domanda o inviarmi qualche suggerimento scrivetemi  qui e Sarò contenta di ricevere un riscontro.

Un abbraccio
Lilly

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La  mela è il frutto (più precisamente si tratta di un falso frutto a pomo) del melo. Il melo ha origine in Asia centrale e l’evoluzione dei meli botanici risalirebbe al Neolitico. La specie è presente in Italia nominalmente con circa 2000 varietà, ma la definizione più precisa è difficile data la sovrapposizione storica delle denominazioni, e le specie estinte o irreperibili.

 

Nota:

Si definisce falso frutto o frutto complesso, il frutto che si origina dalla trasformazione non soltanto dell’ovario ma anche da altri organi del fiore come il ricettacolo o parti del perianzio quali sepali o petali.

Spesso il frutto complesso deriva da un fiore dove il ricettacolo aderisce all’ovario, e ciò gli impedisce di diventare caduco. In altri casi, come succede nella fragola, il ricettacolo pur non essendo contiguo all’ovario si accresce e diviene sostegno per i veri frutti semplici, gli acheni, generati dai numerosi carpelli liberi.

Esempi di falsi frutti sono:

  • Acrosarco
  • Balausta
  • Catoclesio
  • Cinorrodo
  • Diclesio
  • Fragola
  • Ghianda
  • Pseudobacca
  • Pomo dove il vero frutto è il torsolo, la parte che noi mangiamo invece è il ricettacolo, non il frutto vero e proprio.
  • Peponide
  • Riccio
  • Siconio, frutto del fico
  • Sorosio
  • Strobilo, derivato dall’infiorescenza femminile delle conifere

Pomo

In botanica, il pomo (dal latino pōmum) è il falso frutto di alcune piante comprese nella famiglia delle Rosaceae, in particolare della sottofamiglia Maloideae, tra cui ci sono il melo, il pero, il cotogno e le nespole comunemente chiamate Pomacee.

Il carattere di falso frutto del pomo deriva da una particolarità che lo contraddistingue da altri veri frutti; di fatto quello che comunemente si considera “frutto” (inteso come parte commestibile) è solo il ricettacolo fiorale che cresce formando la parte prevalente (come massa) rispetto alla parte centrale (torsolo) che è quella derivata dalla fecondazione; tale parte centrale, che è il vero e proprio “frutto”, avvolge e contiene i semi. Quindi la parte del torsolo che contiene i semi è il vero frutto delle pomacee, la parte accresciuta attorno non è originata della fecondazione e quindi non è botanicamente definibile come frutto.

Nei veri frutti, il frutto vero e proprio, detto pericarpo, è composto di tre parti, endocarpo, mesocarpo e epicarpo(o esocarpo), che corrispondono rispettivamente al tegumento esterno del seme (o dei semi), alla polpa e alla buccia. I vari frutti assumono consistenza e aspetto differenti, ma condividono l’origine dell’endocarpo, del mesocarpo e dell’epicarpo, in quanto queste parti derivano dall’accrescimento dell’ovario, a seguito dell’impollinazione, contemporaneo all’accrescimento del seme. Nei frutti veri e propri il ricettacolo fiorale non prende parte alla formazione del frutto.

Altri esempi di piante il cui frutto è classificato come pomo sono il biancospino, il nespolo del Giappone, il nespolo d’inverno, l’azzeruolo, il sorbo.

 

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La mela è il frutto più destagionalizzato (lo si trova tutto l’anno) e ciò richiede la presenza di impianti che provvedono alla conservazione e ne distribuiscano la disponibilità su di un ampio arco di tempo.

La maturazione naturale varia da fine agosto a metà ottobre. La disponibilità alla conservazione naturale dei frutti è drasticamente diversa nelle differenti varietà; dati gli elevati contenuti in acidi organici, di norma la conservazione va da uno a quattro mesi. Nella conservazione industriale sono importanti le condizioni fisiche in cui questa avviene. Dopo il raccolto, i frutti sono conservati a temperature da 1,0 a 3,5 °C con umidità relativa del 59-68%. Per conservazioni prolungate si ricorre a conservazioni in celle con atmosfera controllata (più ricca di CO2).

Le mele sono destinate prevalentemente al consumo casalingo, per quello immediato ma anche in cucina per la preparazione di primi, secondi e diversi dolci. Inoltre si presta anche ad essere utilizzata per preparare in casa maschere di bellezza. La mela è da sempre alleata della bellezza: ha un apporto calorico piuttosto basso e, grazie alla pectina, aiuta ad eliminare dal corpo le sostanze tossiche. Altre destinazioni per le mele in industria sono: produzione di succhi, sidro, olio di semi di mela (molto utilizzato nei paesi del nord Europa ed ottenuto come sottoprodotto dalla produzione del succo e del sidro), creme, fette di mela essiccate, produzione di alcolda distillazione da fermentati.

Gli obiettivi del miglioramento genetico riguardano l’ottenimento di piante resistenti agli insetti, in particolare ai rodilegno, difficilmente contrastabili, al colpo di fuoco batterico, alla ticchiolatura, oidio e afidi. Si punta anche all’ottenimento, per le varietà commerciali più note, di cloni autofertili.

 

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Idrata e tonifica

La mela è uno dei frutti più usati in cosmesi naturale. In particolare, la mela annurca, un’antica varietà della Campania, è in grado di rivitalizzare l’epidermide, idratandola, tonificandola e svolgendo un’azione antirughe. Basta applicare una mela bio frullata con il succo di mezzo limone e 2 cucchiaini di olio di germe di grano. Lasciare in posa per 15 minuti e lavare con acqua tiepida. Da ripetere 3 volte a settimana.

 

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La mela ha un potere antiossidante (ORAC) con un indice di valore 4275 poiché contiene vitamine importanti come provitamina A, vitamine B1, B2, B6, E e C, niacinae acido folico, insieme a flavonoidi e carotenoidi, dall’effetto antiossidante.

Antiossidanti cosa sono?

Gli antiossidanti sono sostanze chimiche (molecole, ioni, radicali) o agenti fisici che rallentano o prevengono l’ossidazione di altre sostanze. L’ossidazione è una reazione chimica che trasferisce elettronida una sostanza ad un ossidante.

Le reazioni di ossidazione possono produrre radicali liberi, responsabili dell’avvio di una reazione a catena che danneggia le cellule; gli antiossidanti terminano queste reazioni a catena intervenendo sui radicali intermedi ed inibendo altre reazioni di ossidazione facendo ossidare se stessi. Come risultato, gli antiossidanti sono definiti chimicamente agenti riducenti – come tioli o polifenoli – in quanto le reazioni chimiche coinvolte sono di ossido-riduzione.

Anche se le reazioni di ossidazione sono fondamentali per la vita, possono essere altrettanto dannose; perciò, piante ed animali mantengono complessi sistemi di molteplici tipi di antiossidanti, come glutatione, vitamina C e vitamina E, così come enzimi quali catalasi, superossido dismutasi e vari perossidasi. Livelli troppo bassi di antiossidanti o di inibizione degli enzimi antiossidanti causano stress ossidativo e possono danneggiare o uccidere le cellule.

Così come lo stress ossidativo potrebbe essere la causa di molte malattie umane, così l’uso degli antiossidanti in farmacologia è stato intensamente studiato, in particolare nei trattamenti dell’ictus e delle malattie neurodegenerative; ma non si sa se lo stress ossidativo sia la causa o la conseguenza di queste malattie. Gli antiossidanti sono largamente usati come ingredienti negli integratori alimentari con la speranza di mantenere il benessere fisico e prevenire malattie come cancro e cardiopatie coronariche. Anche se alcuni studi hanno suggerito che l’integrazione di antiossidanti ha benefici sulla salute, molti altri studi di ricerca medica non hanno rilevato alcun beneficio per le formulazioni testate, mentre un eccesso di integrazione può risultare dannoso. In aggiunta a questi usi in medicina, gli antiossidanti hanno molti usi industriali, ad esempio come conservanti in cibo e cosmetici e nella prevenzione della degradazione di gomma e benzina.

 

La mela è rica di Retinolo

La vitamina A è una vitamina liposolubile, in natura si trova in diverse forme. Con il termine di vitamina A vengono indicati sia il retinolo che i suoi analoghi, detti retinoidi, di cui si conoscono almeno 1500 tipi diversi, tra naturali e sintetici. Anche i carotenoidi posseggono l’attività biologica della vitamina A in quanto possono fungere da provitamine (se ne conoscono almeno 600 tipi diversi, di cui solo il 10% possiede una simile attività).

per saperne di più

Neolitico

Definizione del termine neolitico

 

 

 

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