love-lettere

 

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penna-e-calamaio  Io ti amo.

Ti desidero più di quanto tu desideri me. Ogni volta che ci incontriamo, tu riempi tutto lo spazio intorno a me. Io ti amo, e so che il contatto fisico ha un suo momento. Che poi scompare. Non voglio che niente di grande fra noi finisca per scomparire, perché non sappiamo che cosa può accadere dopo. La nostra relazione è già abbastanza forte, ma non so fin dove possano spingere i limiti imposti all’amore. Eppure, mi metto nelle tue mani. Un uomo si può mettere nella mani di qualcuno solo quando l’amore è tanto grande che il risultato di questo abbandono è la libertà totale. Io ti amo con tutto ciò che esiste in me. La punta dei miei capelli, persino quella delle mie unghie tutto è pregno di questo amore per te.

Kahlil Gibran Lettere d’amore del Profeta

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penna-e-calamaio Lettera scritta a John Middleton Murry da Redcliffe Road, Fulham, sabato sera, 18 maggio 1917

Tesoro mio,

non pensare, perchè  hai trovato queste righe nel tuo libro personale a un’intrusione da parte mia. Lo sai che non è così. E dove altro avrei potuto lasciare una lettera d’amore? Perchè ho davvero voglia di sciverti una lettera d’amore questa sera.Tu sei tutto intorno a me – mi sembra di respirarti –  di udirti – di sentirti in me e mio – Cosa sto facendo qui? Tu sei via – ti ho visto sul treno, alla stazione, arrivare, sederti alla luce della lampada a parlare,   salutare la gente – lavarti le mani – E io sono qui – nella tua tenda – seduta al tuo tavolo . Ci sono dei petali di violaciocca sul tavolo e un cerino usato, una matita blu e una copia della Magdeburgische Zeitung.  Mi sento a casa quanto loro… 

L’altra notte, c’è stato un momento prima che tu entrassi nel letto. Stavi in piedi, completamente nudo, un po’piegato in avanti e parlavi. E’ stato solo per un istante. Ti ho visto – e ti ho amato così tanto – ho amato il tuo corpo con così tanta tenerezza – Ah mio caro – e non sto pensando alla ‘passione’ in questo momento. No, penso a quell’altra cosa che mi fa sentire che ogni centimetro di te è per me così prezioso. Le tue morbide spalle – la tua morbida pelle color crema, le tue orecchie, fredde come conchiglie – le tue gambe lunghe e i tuoi piedi che amo efferrare con i miei – sentire la tua pancia – la tua sottile e giovane schiena –  proprio sotto quell’osso che ti sporge dietro al  collo hai un piccolo neo . In parte è perchè siamo giovani che sento questa tenerezza – amo la tua giovinezza – se fossi Dio non sopporterei di vederla sfiorare nemmeno da un vento freddo.

Noi due, lo sai, abbiamo tutto davanti a noi, e faremo grandi cose – ho perfettamente fede in noi – e così perfetto è il mio amore per te che rimango immobile, senza parole davanti alla mia stessa anima. Voglio solo te come mio amante e  amico e a nessun’altro se non te sarò fedele.

Sono tua per sempre. Tig.

 

 

 

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Lettera di Napoleone Bonaparte a Giuseppina Beauharnais primavera 1797

penna-e-calamaioNon ti amo più; al contrario, ti detesto. Sei una disgraziata, realmente perversa, realmente stupida, una vera e propria Cenerentola. Non mi scrivi mai, non ami tuo marito; tu sai il piacere che le tue lettere gli procurano eppure non riesci nemmeno a buttar giù in un attimo una mezza dozzina di righe.
Che cosa fate tutto il giorno, Signora? Che tipo di affari così vitali vi privano del tempo per scrivere al vostro fedele amante? Quale pensiero può essere così invadente da mettere da parte l’amore, l’amore tenero e costante che gli avevate promesso? Chi può essere questo meraviglioso nuovo amante che vi porta via ogni momento, decide della vostra giornata e vi impedisce di dedicare la vostra attenzione a vostro marito? Attenta Giuseppina; una bella notte le porte saranno distrutte e là io saro.
In verità, amor mio, sono preoccupato di non avere tue notizie, scrivimi immediatamente una lettera di quattro pagine con quelle deliziose parole che riempiono il mio cuore di emozione e di gioia.
Spero di tenerti tra le braccia quanto prima, quando spargerò su di te milioni di baci, brucianti come il sole dell’equatore.

          Bonaparte

 

 


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 DIMMI SENZA NEGARTI

penna-e-calamaiochi sei?…fatti sentire nel verso roco
dell’amore e di una pioggia in arrivo…Amore si
Improvvisamente intimi
Amore no
Ognuno di noi conduce la propria sfortuna perfetta fortuna
Amore mio
È pur sempre il mare la scoperta inconscia di ogni artista
Amore di più
Prendi una via ansiosa e vieni verso me così bella come sei
Amore di me
Il sognar è di più che il tuo sogno inoltrato
Amore lo sai
Io amo saperti acquerello e magia nei capricci dell’umanità
Amore dove sei?
In capo al mondo presentami al tuo Mondo come un sospiro in coro
Amore c’è e ci sarà
Perché non si è mai stanchi di una certa golosa sciocchezza
Amore parli con gli occhi
Ed io ti assiduo
Dimmi senza negarti chi sei?“Senza più rimedio
Fermiamo queste stupidaggini
Senza drammi e senza recite baciami sul collo
Posami sul tuo letto in disordine
E lì tra le lenzuola coltivami rosai di dolore
Incollami ai tuoi propositi
E fammi situare il tuo nome per mia memoria”Amore una storia
Modificabile?
No, è luce speciale di un incontro fra nubi e bufera
Amore
DIMMI SENZA NEGARTI
chi sei?
Amore altro e in corso
Per tutto l’affondo di un profumo
E carnagioni di energia indifendibile…
Fra nubi e bufera.
Maurizio Spagna

 

 

 

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Lettera di John Keats a Fanny Brawne13 ottobre 1819

penna-e-calamaioMia cara ragazza
In questo momento mi sono messo a copiare dei bei versi. Non riesco a proseguire con una certa soddisfazione. Ti devo dunque scrivere una riga o due per vedere se questo mi assiste nell’allontanarti dalla mia mente anche per un breve momento. Sulla mia anima non riesco a pensare a nient’altro. È passato il tempo in cui avevo il potere di ammonirti contro la poco promettente mattina della mia vita. Il mio amore mi ha reso egoista. Non posso esistere senza di te. Mi scordo di tutto salvo che di vederti ancora la mia vita sembra fermarsi lì non vedo oltre. Mi hai assorbito. In questo preciso momento ho la sensazione di essermi dissolto – sarei profondamente infelice senza la speranza di vederti presto. Sarei spaventato di dovermi allontanare da te. Mia dolce Fanny, cambierà mai il tuo cuore? Amore mio, cambierà? Non ho limiti ora al mio amore… Il tuo biglietto è arrivato proprio qui. Non posso essere felice lontano da te. È più ricco di una nave di perle. Non mi trattare male neanche per scherzo. Mi sono meravigliato che gli uomini possano morire martiri per la loro Religione – Ho avuto un brivido. Ora non rabbrividisco più. Potrei essere un martire per la mia religione – la mia religione è l’amore – potrei morire per questo. Potrei morire per te. Il mio credo è l’amore e tu sei il mio unico dogma. Mi hai incantato con un potere al quale non posso resistere; eppure potevo resistere fino a quando ti vidi; e perfino dopo averti visto ho tentato spesso “di ragionare contro le ragioni del mio amore”. Non posso farlo più – il dolore sarebbe troppo grande.

Il mio amore è egoista Non posso respirare senza di te.
Tuo per sempr

  John Keats

 

 

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A Thomas Carlyle.Spedita da Templand, martedì, 3 ottobre 1826

penna-e-calamaioE’ poco gentile che voi dobbiate sempre sopportare di vedermi giù di morale quando è così facile per voi sollevarmi al settimo cielo! Il mio animo era più scuro della notte quando la vostra penna scrisse “Che luce sia” e luce fu per ordine di quella Parola. Ed il mio spirito è ora risollevato e provo persino gioia davati all’idea  della temuta cerimonia, della fame e della sorte   qualsiasi essa sia.

Oh, carissimo amico mio! Siate sempre buono così con me, e io sarò la migliore  e  la più felice delle mogli! Quando ho letto nei vostri sguardi e nelle vostre parole che mi amate, l’ho sentito nel più profondo del mio cuore; allora non mi curo più di nulla nell’intero Universo; ma quando voi volate via dalle mie carezze per fumare tabacco o parlate di me come una nuova accolita del vostro gruppo, in quel caso davvero ‘il mio cuore è disturbato da molte cose’ .
Mia madre non è ancora arrivata ma la aspetto questa settimana; la settimana seguente deve essere riservata a lei per consentirle di dare un’ultima occhiata a sua figlia; e poi mio Carissimo, Dio volendo, sarò vostra per sempre. …
Oddio! Cosa darei per essere seduta ora nella nostra casa di bambole, sposati da una settimana!. . . 
Posso decisamente rendervi uno dei vostri venti [baci]. Ma, davvero, Caro, questi baci sulla carta non vale la pena conservarli. Me ne avete dato uno sul collo quella sera che eravate così di buon umore, e uno sulle labbra, in un’altra occasione che non ricordo, di cui non mi priverei anche per cento mila baci di carta. Forse un giorno o l’altro non ne riceverò di nessun tipo;  sic transit gloria mundi . . . Ma devo fermarmi. E questa è la mia ultima lettera. Che pensiero! Terribile eppure pieno di diletto.Voi mi amerete per sempre, vero, marito mio e io sarò sempre la vostra sincera e affezionata.
Jane Welsh.

 

 

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penna-e-calamaioLettera di Paul Eluard a GalaCecilia,

Molto bella e gentile, è stata dolce con me, ma senza di te non ho i miei bicchieri di smeraldo e di fuoco, e non ho ricavato da tutto questo che un disincanto incredibile, e tanta voglia di morire. La bellezza da sola non basta. Senza amore, tutto il resto è perduto, perduto, perduto, un insieme sgradevole di contrattempi e veleni ignobili e disgustosi.
Non c’è vita senza amore.
Ed io, mia piccola Gala, ti amo infinitamente.
Non credo affatto alla vita, credo in te. Questo universo che è mio e che Si mescola alla morte non può entrarci che con te. E fra le tue braccia che esisto. E dentro i tuoi occhi, fra i tuoi seni, fra le tue gambe che non mi spegnerò mai.
Il resto, è solo una grande miseria che sogna solo di crollare. Sono incredibilmente triste e confuso. Ho abusato troppo della vita. E ti amo troppo, lo dico con ardore, con fede, di sogno in sogno, ho cambiato universo, sono passato nel tuo.
Guardati nello specchio, e guarda gli occhi che amo, i seni che amo, il sesso che amo, le belle mani, ascolta come parli, mia unica amica, capisci perché comprendo solo il tuo linguaggio, perché ti lascio libera, e quale gioia ricavo dalla tua, perché ti voglio audace e forte e fatta a tua immagine e somiglianza, secondo la tua volontà che è anche la mia, e che si è meravigliosamente elevata, come la mia, sul nostro amore.
Ti adoro e ti abbraccio dappertutto.

 

 

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A Sir William Temple

penna-e-calamaio 

Sono  molti ingredienti  che un marito deve avere per rendermi felice. Per prima cosa, come dice mio cugino Franklin , i nostri caratteri devono andare daccordo; e perchè questo avvenga egli deve avere un tipo di educazione simile alla mia, e accompagnarsi con le stesse persone. Cioè, non deve essere così 
tanto gentiluomo di campagna da intendersi  solo di cani e falchi ed essere appassionato più di quelli che di sua moglie; nè essere della sorta di quelli il cui unico scopo è diventare Giudici di Pace e  una volta che uno è diventato Alto Sceriffo non leggere altro che leggi e non dedicarsi allo studio di altro che non sia la stesura dei suoi discorsi , infarciti di frasi latine che è più probabile stupiscano e spaventino quei suoi poveri vicini in lite piuttosto di persuaderli alla calma ( . . .) Nè deve essere un Monsieur di mondo, con la testa piena di piume, fuori e dentro, che parla solo di balli e duetti  e  ha il coraggio di portare fusciacche che fanno rabbrividire tutti quelli che gli stanno intorno. Non deve essere assoultamente uno stupido, nè uno capriccioso, cafone, orgoglioso o avido;e a tutto ciò deve essere aggiunto il fatto che egli mi deve amare e io devo amare lui tanto quanto ci è possibile amare.

Senza tutto questo, la sua fortuna ,qualsiasi essa sia, non arriverebbe mai a soddisfarmi; se questo ci fosse, anche una fortuna molto piccola  mi porterebbe a non pentirmi mai della mia scelta.

DOROTHY OSBORNE (1627-95)

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Buon giorno 7 Luglio

penna-e-calamaioA letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mia amata immortale, ora lieti, ora di nuovo tristi, nell’attesa che il destino esaudisca i nostri desideri – posso vivere soltanto unito strettamente a te, non altrimenti, sì, ho deciso di errare lontano finché non potrò volare nelle tue braccia e sentirmi perfettamente a casa accanto a te e lasciando che la mia anima, circondata dal tuo essere, entri nel regno degli spiriti – purtroppo così deve essere – ti rassegnerai, tanto più conoscendo la mia fedeltà verso di te, nessuna altra donna potrà mai possedere il mio cuore, mai – mai – O Dio perché doversi allontanare dall’oggetto di tanto amore, la mia vita a V. è ora miserevole – il tuo amore ha fatto di me il più felice e nello stesso tempo il più infelice degli uomini – alla mia età avrei bisogno di vivere in modo uniforme senza scosse – ma è ciò possibile nella nostra situazione? – Angelo mio, mi dicono ora che la posta funziona tutti i giorni – quindi chiudo affinché tu possa ricevere la lettera al più presto – sii calma, solo contemplando con serenità la nostra esistenza potremo raggiungere il nostro scopo di vivere insieme – sii calma – amami – oggi – ieri – Quanta nostalgia, quanto rimpianto di te – di te – dite – mia vita – mio tutto – addio – ti prego continua ad amarmi – non smentire mai il cuore fedelissimo del tuo amato.
L.
Eternamente tuo
Eternamente mia
Eternamente nostri

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penna-e-calamaioLettera di Charles Baudelaire a Jeanne Duval

Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli. affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso, per scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo! tutto quello che sento! tutto quello che intendo nei tuoi capelli! La mia anima viaggia sul profumo come l’anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature: contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti. dalle foglie e dalla pelle umana.
Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su un cielo immenso dove si abbandona il calore eterno.
Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano.
Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco, confuso a quello dell’oppio e dello zucchero: nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell’azzurro tropicale; sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco.
Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere. Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi.

         Charles Baudelaire

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LA REGINA VITTORIA (1819-1901)

penna-e-calamaioAl Re del Belgio, inviata da Osborne, 20 dicembre 1861

Mio CARISSIMO e GENTILISSIMO PADRE , perchè come tale vi ho sempre amato! Quella povera bimba senza padre di otto mesi è ora una vedova di quarantadue anni completamente  affranta  e dal cuore spezzato! La mia vita felice è finita! Il mondo per me se n’è andato! Se devo continuare a vivere ( e non farò nulla che possa farmi stare peggio di ora) sarà d’ora in avanti solo per i nostri poveri figli senza padre …per il mio triste paese, che perdendo lui ha perso tutto,e solo per fare  quello che so e sento  lui vorrebbe,perchè lui è vicino me… il suo spirito mi guiderà e mi ispirerà!  Ma…che male fa essere tagliata fuori dalla vita nel fiore degli anni…vedere la nostra  pura, felice, quieta vita  domestica , che da sola mi dava la forza di sopportare la mia posizione così poco amata, SVANIRE a quarantadue anni…mentre io avevo sperato con tanta intima certezza che Dio non ci 

avrebbe mai diviso e ci avrebbe fatto invecchiare insieme ( anche se lui parlava sempre della brevità della vita)… è troppo brutto, troppo crudele! Tuttavia deve essere stato per la sua bontà, per la sua felicità! Troppo grande era la sua purezza, troppo alte le sue aspirazioni per questo movero misero mondo! Ora la sua grande anima sta godendo ciò di cui era degna! E non lo invidierò; pregherò solo che la mia possa migliorarsi per questo, così da poter stare con lui per l’eternità, e a quel momento benedetto sinceramente guardo con profondo desiderio. Carissimo, carissimo zio, come stato gentile a venire! Sarà un indicibile  conforto e tu potrai fare molto e dire alla gente quello che dovrebbe fare. Per quanto riguarda il mio bene, tutta la mia servitù, in particolare la povera Phipps, non potrebbe essere più devota, nonostante anche loro abbiano il cuore affranto, e ansiosa solo di vivere  come lui desiderava! La buona Alice è stata e sta bene. Il 26 per me va perfettamente. 

La vostra  sempre devota, sventurata Figlia,

Vittoria R. 

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Lettera a Dino CampanaVilla La Topaia, Borgo San Lorenzo , 7 – 8 agosto 1916 Notte

penna-e-calamaio Possa tu riposare, mentre io ardo così nel pensiero di te e non trovo più il sonno, e sono felice.
M’hai promesso di farti rivedere ancor più bello, mia bella belva bionda.
Come passerai questi giorni e queste notti? Mi senti nella mia sciarpa azzurra, speranza, grazia? Riposa, riposa.
Ci siamo meritati il miracolo. Lo vivremo tutto. E avrai tanta dolcezza anche dal dimenticarti in me, qualche momento, dall’avermi dinanzi come qualcosa a cui la tua dedizione sia sacra, fertile e sacra. Ho tanta fede, Dino. Mi sento ancora così forte, per questo scambio del nostro sangue.
Sibilla Aleramo

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A Susan Gilbert, 6 febbraio 1852 

penna-e-calamaioMi farai venire cara Susie…così come sono vestita ora, con il vestito sporco e liso, il mio vecchio ampio e i miei capelli … Oh Susie, non ho abbastanza tempo per descriverti il mio aspetto, però ti voglio bene esattamente quanto te ne vorrei se il mio aspetto fosse sempre  a posto, perciò non ti importerà, vero? Sono così felice, cara Susie … che i nostri cuori siano sempre puliti, e sempre lindi e belli, perciò non c’è nulla di che vergognarsi. Ho lavorato molto stamattina e dovrei lavorare anche adesso…ma non posso negare a me stessa il lusso  di spendere uno o due minuti con te.
I piatti possonoa spettare, cara Susie…e la tavola da sparecchiare può stare lì…loro  sono sempre con me, ma te ‘non ti ho sempre’ con me…. 
Oh, mia carissima, per quanto tempo mi sei stata lontana, quanto sono stanca di aspettare e cercarti e chiamarti; a volte chiudo gli occhi, e chiudo il cuore davati a te, e cerco nuovamente di dimenticarti, perchè tu mi fai così tanto disperare, ma mai te ne andrai via… Oh,tu non lo farai mai…dillo, Susie, promettimelo ancora ed io abbozzerò un sorriso…e sopporterò ancora la mia piccola croce di questa triste, triste separazione. Quanto sembra vano  scrivere, quando si sa come ci si sente…quanto più importante  sia sederti a fianco, parlare con te, sentire i toni della tua voce;   ” nega te stesso , prendi la tua croce e seguimi” è così difficile… dammi la forza, Susie, scrivimi di speranza e amore, e di cuori che hanno resistito e di quanto grande sia stata la ricompensa dal ‘nostro Padre che sta nei Cieli’! Non so come farò a sopportarlo, quando arriverà la primavera; se lei dovesse venire a trovarmi e mi parlasse di te, oh di sicuro la cosa mi ucciderebbe! Mentre il gelo rimane attaccato ai vetri e il Mondo è rigido e cupo; l’assenza è più semplice; anche la Terra è in lutto per i suoi piccoli uccellini; ma quando tutti loro ritornano, e lei canta ed è così festosa…per piacere, che ne sarà di me? 
Susie, perdona e dimentica tutto quello che ho detto, prenditi qualche piccolo scolaro che ti canti un dolce canto su Maria e Betlemme e continuerai a fare dolci sonni, come se non ti avessi mi scritto tutte queste brutte cose … Mattie è molto intelligente, parla spesso di te, mia cara; ti devo lasciare ora…”Una piccola ora di Paradiso”…ringrazio chi me l’ha concessa, così me ne concederà una  ancora più lunga  quando al suo amore piacerà …riportami a casa Susie,sì!Ti voglio sempre, e per sempre, sinceramente bene!

Emily

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