6 poesie d’amore meravigliose

La poesia è nata prima della scrittura stessa, affondando le sue radici nelle tradizioni orali, tramandate fra le generazioni fin dalla notte dei tempi. E così, come la poesia, anche l’amore, un sentimento connaturato con la struttura stessa dell’uomo e che lo ha accompagnato di fatto lungo tutta la sua storia. Naturale quindi il fatto che amore e poesia costituiscano uno dei più duraturi ed indissolubili binomi che hanno accompagnato la storia dell’uomo, l’evoluzione della sua cultura, del suo sentire e del suo essere fino ad oggi. Comporre poesie fin da subito, ha coinciso in modo del tutto istintivo con il parlare d’amore e innumerevoli sono stati gli autori, noti e non, che si sono cimentati nel tentativo di esprimere, a parole, ciò che è di fatto inesprimibile… come dire ti amo.

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“Tanto gentile e tanto onesta pare”

Tanto gentile e tanto onesta pare

la donna mia quand’ella altrui saluta,

ch’ogne lingua deven tremando muta,

e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,

benignamente d’umiltà vestuta;

e par che sia una cosa venuta

da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,

che dà per li occhi una dolcezza al core,

che ‘ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova

un spirito soave pien d’amore,

che va dicendo a l’anima: Sospira.

Dante Alighieri

 

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 “Benedetto sia l’ giorno”

Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno

e la stagione e ‘l tempo e l’ora e ‘l punto

e ‘l bel paese e ‘l loco ov’io fui giunto

da’ duo begli occhi che legato m’ànno;

e benedetto il primo dolce affanno

ch ‘ i’ ebbe ad essere con amor congiunto,

e l ‘ arco e le saette ond ‘ io fui punto,

e le piaghe che ‘infin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch’io

chiamando il nome di mia Donna ò sparte,

e i sospiri e le lagrime e ‘ l desio ;

e benedette sian tutte le carte

ov’io fama l’acquisto, e ‘l pensier mio,

ch’è sol di lei , sì ch’altra non v’à parte

Francesco Petrarca

 

 

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 “A Silvia”

Silvia, rimembri ancora

quel tempo della tua vita mortale,

quando beltà splendea

negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,

e tu, lieta e pensosa, il limitare

di gioventù salivi?

Sonavan le quiete

stanze, e le vie dintorno,

al tuo perpetuo canto,

allor che all’opre femminili intenta

sedevi, assai contenta

di quel vago avvenir che in mente avevi.

Era il maggio odoroso: e tu solevi

così menare il giorno.

Io gli studi leggiadri

talor lasciando e le sudate carte,

ove il tempo mio primo

e di me si spendea la miglior parte,

d’in su i veroni del paterno ostello

porgea gli orecchi al suon della tua voce,

ed alla man veloce

che percorrea la faticosa tela.

Mirava il ciel sereno,

le vie dorate e gli orti,

e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.

Lingua mortal non dice

quel ch’io sentiva in seno.

Che pensieri soavi,

che speranze, che cori, o Silvia mia!

Quale allor ci apparia

la vita umana e il fato!

Quando sovviemmi di cotanta speme,

un affetto mi preme

acerbo e sconsolato,

e tornami a doler di mia sventura.

O natura, o natura,

perché non rendi poi

quel che prometti allor? perché di tanto

inganni i figli tuoi?

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,

da chiuso morbo combattuta e vinta,

perivi, o tenerella. E non vedevi

il fior degli anni tuoi;

non ti molceva il core

la dolce lode or delle negre chiome,

or degli sguardi innamorati e schivi;

né teco le compagne ai dì festivi

ragionavan d’amore.

Anche peria tra poco

la speranza mia dolce: agli anni miei

anche negaro i fati

la giovanezza. Ahi come,

come passata sei,

cara compagna dell’età mia nova,

mia lacrimata speme!

Questo è quel mondo? questi

i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi

onde cotanto ragionammo insieme?

questa la sorte dell’umane genti?

All’apparir del vero

tu, misera, cadesti: e con la mano

la fredda morte ed una tomba ignuda

mostravi di lontano.

Giacomo Leopardi

 

 

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“All’amata”

Se leggi questi versi,

dimentica la mano che li scrisse:

t’amo a tal punto

che non vorrei restar

nei tuoi dolci pensieri,

se il pensare a me

ti facesse soffrire.

William Shakespeare

 

 

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 “Io sono folle d’amore per te”

Io sono folle, folle, folle d’amore per te .

io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle

perchè ti ho perduto.

Stamane il mattino era cosi caldo

che a me dettava quasi confusione

ma io era malata di tormento ero malata di tua perdizione.

Alda Merini

 

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” Che sia l’amore tutto ciò che esiste”

Che sia l’amore tutto ciò che esiste

È ciò che noi sappiamo dell’amore;

E può bastare che il suo peso sia

Uguale al solco che lascia nel cuore.

Emily Dickinson

 

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