(Mayy Ziyadah)

MAYY ZIYADAH

(Mayy Ziyadah)

Agli inizi del 900, in un clima di profondo rinnovamento culturale, esistevano in Egitto circoli letterari privati, tenuti nella maggior parte dei casi da donne intellettuali di classe alta, sul modello francese. Essi promuovevano un modello di società araba che superasse nella produzione letteraria e nell’ esercizio del pensiero il monopolio maschile. Il più famoso fu il salon letterario di Mayy Ziyadah (1886-1941).

Mayy Ziyadah, poetessa e scrittrice di madre palestinese e padre libanese , nacque a Nazareth nel 1886 da una piccola famiglia borghese. Studiò in Libano, poi visse al Cairo, dove mori nel 1946. Fu una delle più importanti figure intellettuali del mondo arabo di fine 800 e inizi 900. Il suo salon letterario al Cairo era uno spazio aperto dove ogni settimana scrittori, artisti, filosofi, giornalisti e intellettuali si incontravano per leggere, ascoltare musica, discutere. Il dibattito era pubblico ed estremamente libero. Venivano trattati temi sociali, politici, culturali, scientifici, religiosi, si affrontavano i problemi della condizione femminile. Il salon, in uno spirito di straordinaria innovazione, era aperto a persone di diversa estrazione sociale, alle donne, ai giovani.

Mayy non si limitava a fare da padrona di casa, ma partecipava attivamente al dibattito e fu la sua guida a rendere il salon un punto di riferimento per tutti i letterati del mondo arabo in quegli anni.

Donna affascinante e intellettuale coraggiosa, non si sposò mai. Intrattenne una relazione epistolare durata quasi vent’ anni col grande poeta arabo Gibran, che viveva a New York. Mayy e Gibran non si incontrarono mai, ma la loro relazione fu intensa e struggente. Mayy leggeva le anteprime dei romanzi che Gibran le inviava; lei, a sua volta, gli faceva avere i lavori letterari suoi e dei suoi ospiti. In questo modo fu mantenuto vivo il legame tra intellettuali arabi di Oriente e Occidente.

Con Mayy l’emancipazione femminile araba cominciò a muovere i primi passi e la presenza nel suo salon di scrittrici e intellettuali donne fu un elemento di enorme importanza.
Affrontò con profonda e lucida consapevolezza la sua difficile posizione di donna scrittrice e impegnata politicamente e socialmente, sempre in bilico tra la rispettabilità e la riprovazione sociale.

Il suo salon si fondò sul pluralismo delle idee e sull’apertura all’altro, un aspetto quanto mai attuale nel dibattito intellettuale del mondo arabo contemporaneo e non solo.

Riecheggia nel mio cuore una parola,
più splendente della primavera,
più duratura della terra,
una parola che suggella il passato e vincola il futuro, una sola parola che è incitamento, scopo e mezzo, una parola profonda come la vita:

libertà.
(Mayy Ziyadah)

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