Amore

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Amore

Con la parola amore si può intendere un’ampia varietà di sentimenti ed atteggiamenti differenti, che possono spaziare da una forma più generale di affetto (“amo mia madre; amo mio figlio”) sino a riferirsi ad un forte sentimento che si esprime in attrazione interpersonale ed attaccamento, una dedizione appassionata tra persone oppure, nel suo significato esteso, l’inclinazione profonda nei confronti di qualche cosa.

Può anche essere una virtù umana che rappresenta la gentilezza e la compassione, la vicinanza disinteressata, la fedeltà e la preoccupazione benevola nei confronti di altri esseri viventi,  ma anche il desiderare il bene di altre persone.

Gli antichi Greci hanno individuato quattro forme primarie di amore: quello parentale-familiare (storge), l’amicizia (philia), il desiderio erotico ma anche romantico (eros), infine l’amore più prettamente spirituale (agape, il quale può giungere fino all’auto-annientamento o kenosis);  gli autori moderni hanno distinto anche altre varietà di amore romantico, mentre le tradizioni non occidentali contengono varianti o simbiosi di questi stati.

Una tal ampiezza di usi e significati, in combinazione con la complessità dei sentimenti che coinvolgono i soggetti che amano, possono rendere particolarmente difficoltoso definire in modo univoco e certo l’amore, rispetto ad altri stati emotivi.

Nell’ambito della psicologia esso consiste in un rapporto duale basato su uno scambio emotivo generato dal bisogno fisiologico della gratificazione sessuale e dal bisogno psicologico dello scambio affettivo. L’amore nelle sue varie forme agisce come un importante facilitatore nella relazione interpersonale e, data la sua importanza psicologica centrale, è uno dei temi più comuni trattati nelle arti creative; può infine essere inteso anche come un modo per tenere uniti gli esseri umani contro le minacce provenienti dall’ambiente esterno e per aiutare la riproduzione umana e la conseguente continuazione della specie.

Il termine può acquisire ulteriori precisazioni o significati negli ambiti filosofico, religioso o nelle arti.

IERRE-AUGUSTE_COT_-_Primavera_(Museo_Metropolitano_de_Nueva_York,_1873._Óleo_sobre_lienzo,_213.4_x_127_cm)

Manifestazioni di amore

All’interno delle relazioni che l’individuo intrattiene col proprio ambiente,l’amore si può classificare attraverso differenti manifestazioni:

Amore di sé – il sano amor proprio. Appare come condizione di autostima, ma non deve esser confuso col narcisismo che coinvolge l’egocentrismo.

 

Per il Buddhismo, che qualifica l’ego come un’illusione della nostra mente, il vero amore, ossia la compassione, esiste solo quando viene diretto verso un’altra persona, non a se stessi. Per la psicoanalisi invece, che si trova completamente opposta al buddhismo, l’ ego viene definito come l’unica realtà, l’amore è sempre auto-personale, che può svilupparsi in una forma sana o malsana a seconda dei casi.

 

Amore incondizionato – amore altruistico e compassionevole, professato senza aspettarsi nulla in contraccambio. Corrisponde all’amore spirituale predicato dalle varie religioni.

 

Amore filiale e fraterno – tra discendenti e antenati (familiare, parentale).

Amicizia – sentimento che nasce dalla necessità provata dagli esseri umani di socializzare tra loro.

Amore romantico – un sentimento che in un certo grado idealizza la persona amata, soggetta all’aspettativa amorosa.

Amore sessuale – prodotto dal desiderio sessuale.

Amore platonico – concetto filosofico che innalza l’amore alla contemplazione della bellezza, alla conoscenza pura e disinteressata. Poi successivamente interpretato dai Neoplatonici del ‘500 come amore filosofico nei confronti di una persona.

Amore per la Natura – coinvolge un sentimento di protezione verso il mondo vegetale ed animale.

Amore per qualcosa di astratto o inanimato – un oggetto fisico, un’idea, ma anche un obiettivo ideale (amor di patria o patriottismo) e può essere associato con l’eroismo; in quest’ultimo caso costituisce una forma di altruismo nei confronti del proprio gruppo

Amore per Dio – devozione, si basa sulla fede religiosa.

Amore universale – spiritualità in senso lato, corrispondente all’esperienza data dal misticismo (estasi, illuminazione, nirvana).

 

William-Adolphe_Bouguereau_(1825-1905)_-_Maternal_Admiration_(1869)L’amore quale principio di responsabilità

L’amore è il grande escluso delle analisi filosofiche e psicologiche che si occupano del comportamento umano. In parte perché il termine stesso è inflazionato o contaminato da molteplici significati. Ma che parola dovremmo usare per definire quel sentimento di forte empatia che vuole il bene dell’altro senza anteporre il proprio? Se escludiamo tutti gli altri significati, questo sentimento è la ragione principe del comportamento morale per molte persone. Solo chi non lo vive può non tenerne conto nel fare e nel valutare leggi che devono regolamentare il comportamento umano nella società. La paura delle conseguenze del proprio agire è fondamentale solo per chi non ama nel senso testé definito. La mera paura delle conseguenze del proprio agire è già di per sé il segno di un handicap morale. I deterrenti non possono costituire l’unica forma di educazione morale nella società. Se uno crede di essere nel giusto non ha paura delle conseguenze; al limite, se ne guarda, per comprensibili ragioni di opportunità. Ma un Gandhi non sarebbe stato possibile se nell’animo umano l’ultima frontiera dell’agire morale fosse la paura. Allo stesso modo, i kamikaze non possono essere fermati con meri strumenti polizieschi. Non possiamo dunque contare solo sui freni inibitori della paura. La stessa presenza di un superego è un handicap morale, perché l’amore non è, da esso, soltanto diminuito, o indebolito, è addirittura sostituito con valori che antepongono l’Io all’Altro, valori che non hanno in sé nulla di morale, di autoresponsabile. Anche se può sembrare più rassicurante, per la sua prudenza programmata e per la sua incapacità di azzardo, un pilota automatico, senza la supervisione di un pilota reale, è un azzardo puro e semplice. La capacità di agire nella realtà esige la libertà e la responsabilità.

 

Psicologia: amore

Pur essendoci dei caratteri comuni, la maggior parte delle reazioni o delle pulsioni amorose sono soggettive e variano da individuo a individuo; tuttavia ci sarebbero, secondo la maggior parte degli psicologi e degli scienziati, tre fasi principali nell’amore fra esseri umani: infatuazione (o innamoramento), attrazione e attaccamento, composte da vari elementi e stadi.

Generalmente, l’amore comincia nella fase dell'”infatuazione”, forte nella passione ma debole negli altri elementi. Il primo sprone di questa fase sarebbe l’istinto sessuale. L’aspetto fisico, e altri fattori, giocherebbero infatti un ruolo decisivo nel selezionare possibili compagni o compagne. In questa fase l’amore è puramente materiale: si apprezza il/la compagno/a nella sua apparenza corporea, nella sua pura esteriorità. Quello che inizia con l’infatuazione può svilupparsi in uno dei tipi d’amore più pieni.

Con il passare del tempo gli altri elementi (affetto, attaccamento) possono crescere e la passione fisica può diminuire d’importanza, mantenendo però quell’equilibrio alla base della relazione. In questa fase, detta “attrazione”, si giudica il partner al di là di come appare, si valutano diversi fattori come la sua cultura, i suoi valori. In questa fase, quindi, si apprezza il/la compagno/a nella sua pura interiorità.

Nella fase dell'”attaccamento”, la persona si concentra sul singolo compagno e la fedeltà assume importanza. Ormai si apprezza il/la compagno/a in sé e per sé, in modo pieno e totale, forti delle due fasi precedenti ma ora consapevoli di tutto il proprio percorso interiore. Ora non si amano più caratteristiche determinate, siano esse materiali o spirituali, ma l’uomo/la donna in quanto tali.

Lo psicologo di origine tedesca Erich Fromm ha sostenuto nel suo libro L’arte di amare che l’amore non è 220px-Psyche_et_LAmoursolo un sentimento, ma è anche composto da azioni e che in realtà il cosiddetto “sentimento d’amore” è superficiale rispetto al proprio impegno di amare attraverso una serie di azioni amorevoli nel corso del tempo. In questo senso, Fromm ha dichiarato che l’amore non è in definitiva un sentimento per tutti, ma piuttosto è un impegno e un’adesione, un insieme di azioni amorevole rivolte verso un’altra persona, ma anche verso se stessi o nei confronti di molti altri, per una periodo prolungato, duraturo. Fromm ha anche descritto l’amore come una scelta consapevole che nelle sue fasi iniziali potrebbe nascere come un sentimento involontario, ma che poi non viene più a dipendere solo da quei sentimenti, ma piuttosto da un impegno consapevole.

Sebbene gli esseri umani non siano in genere sessualmente monogami, qualcuno ritiene tuttavia che siano emozionalmente monogami: possono amare (romanticamente) una sola persona alla voltaQuando una persona condivide con un’altra un amore per un lungo periodo di tempo, sviluppa un “attaccamento” sempre più forte verso l’altro individuo.

Per quanto riguarda l’eventuale presenza di figli, secondo recenti teorie scientifiche sull’amore, questa transizione dall’attrazione all’attaccamento avverrebbe in circa 30 mesi: il tempo di portare a termine una gravidanza e di curare la prima infanzia del bambino. Dopo questo periodo la passione diminuirebbe, cambiando l’amore da amore romantico a un semplice piacere nello stare insieme. Quest’ultima fase durerebbe dai 10 ai 15 anni: finché la prole ha raggiunto l’adolescenza o più tardi (con variazioni considerevoli da cultura a cultura).

Di solito una relazione che si basa su più fattori (affetto, attaccamento, stima, interessi comuni, attrazione sessuale) ha più possibilità di riuscita di una basata sulla sola attrazione sessuale. Questo “determinismo dell’amore”, funzionale unicamente alla cura del bambino, è stato criticato da più parti, in particolare dai sostenitori dell’intelligenza emotiva.

L’amore è la paura di perdere la persona o la cosa amata, accompagnano spesso un sentimento di protezione e/o gelosia verso l’oggetto di tale sentimento. In taluni casi l’amore assume aspetti patologici, quando è la causa che impedisce la conduzione di una vita normale o l’elemento scatenante di un attaccamento morboso.

 

 

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