Frasi, citazioni e aforismi di Haruki Murakami

Haruki Murakami
 Murakami Haruki è nato a Kyoto ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote e Salinger. Con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Tra i libri pubblicati da Einaudi troviamo Dance Dance DanceLa ragazza dello SputnikUndergroundTutti i figli di Dio danzanoNorwegian WoodL’uccello che girava le Viti del MondoKafka sulla spiaggiaAfter DarkL’elefante scomparso e altri raccontiL’arte di correreNel segno della pecoraI salici ciechi e la donna addormentata1Q84A sud del confine, a ovest del soleSonno, L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggioUomini senza donne, Prigioniero in biblioteca («La storia, parente diretta di Luka e il fuoco della vita di Salman Rushdie, ma con meno mitologia, è molto divertente per i lettori più giovani ma è abbastanza profonda da affascinare anche gli adulti che hanno ancora il piacere della fantasia.» Da una recensione di «Internazionale»).

Fra marzo e maggio del 2013 Einaudi ha pubblicato i dodici titoli della uniform edition nei Super ET, con le copertine di Noma Bar. Del 2013 anche il saggio musicale Ritratti in Jazz con i disegni di Wada Makoto.
Fin dal suo primo romanzo, Ascolta la canzone del vento del 1979, Murakami si è imposto sulla scena letteraria giapponese come uno scrittore di primo piano che non sembra appartenere alla tradizione nipponica.
Tra i numerosi premi ricordiamo il World Fantasy Award (2006), il Franz Kafka Prize (2006) e il Jerusalem Prize (2009). Lo scrittore giapponese è stato indicato come uno dei favoriti all’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura.

 

Haruki Murakami

 

 

I suoi scenari metropolitani e i riferimenti alla cultura popolare occidentale (da Michel Polnareff ai Beach Boys, dai film di Peckinpah a Jean Seberg), perfino la forma della scrittura, debitrice a Fitzgerald e a Capote, piú che a Kawabata o Tanizaki, proiettavano la letteratura giapponese in spazi nuovi e inattesi. L’influenza della cultura occidentale su uno scrittore giapponese nato nel 1949 non era certo cosí sorprendente di per sé, anzi rispecchiava una formazione comune a un’intera generazione di giovani; ma era la prima volta che queste atmosfere venivano rappresentate nell’ambito della letteratura «alta». Alla sua attività ricca e costante di narratore e saggista, Murakami ha affiancato il lavoro di traduzione letteraria facendo conoscere in Giappone l’opera completa di Raymond Carver, oltre a numerosi racconti e romanzi di Fitzgerald, Capote, Tim O’Brien, John Irving.

Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. Non importa se otteniamo dei risultati o meno, se facciamo bella figura o no, in fin dei conti l’essenziale, per la maggior parte di noi, è qualcosa che non si vede, ma si percepisce nel cuore.

Aruki Murakami

La felicità è sempre uguale, ma l’infelicità può avere infinite variazioni, come ha detto anche Tolstoj. La felicità è una fiaba, l’infelicità un romanzo.
(Kafka sulla spiaggia)

Se non c’è l’amore, il mondo è come il vento che soffia fuori dalla finestra. Non lo si può sentire sulle mani, non se ne percepisce l’odore.
(La fine del mondo e il paese delle meraviglie)

Le parole sono molto pericolose.
Possono diventare una vera e propria arma.
A seconda dell’occasione puoi ferire l’avversario ma anche te stesso.
Io sono un professionista della parola, ma a volte mi fanno paura.

Così funziona il cuore. Non è qualcosa di uniforme. E’ come il corso di un fiume. Si adatta alla forma delle cose.
(La fine del mondo e il paese delle meraviglie)

Quanta forza può avere, in realtà, un cuore che si è smarrito?
(La fine del mondo e il paese delle meraviglie)

Sai, il cuore umano a me dà l’impressione di un pozzo profondissimo. Nessuno sa cosa ci sia laggiù. Si può solo cercare di immaginarlo dalle cose che ogni tanto vengono a galla.
( I salici ciechi e la donna addormentata)

Chi può distinguere il mare da ciò che vi si riflette?
O dire dove finisce la pioggia e comincia la malinconia.
(La ragazza dello Sputnik)

Avrei voluto mettermi a piangere forte ma non potevo. Non avevo più l’età per versare lacrime, avevo fatto troppe esperienze. Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. E’ una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno la capirebbe. E’ una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento.
(La fine del mondo e il paese delle meraviglie)

Se leggete solo i libri che stanno leggendo tutti gli altri, state pensando solo ciò che chiunque altro sta pensando.
(Norwegian Wood)

E’ divertente, sai? La memoria umana è veramente qualcosa di strano: c’è conservata dentro un sacco di roba inutile, un sacco di cianfrusaglie, come in un cassetto. Mentre le cose importanti, quelle realmente necessarie, svaniscono una dopo l’altra.
(After Dark)

Non capisco come sia possibile che amare profondamente qualcuno voglia dire ferire quella persona in modo tanto crudele. Perché se così fosse, che significato avrebbe amare?
(Kafka sulla spiaggia)

Non provavo tristezza. La mia anima sembrava rivestita di una superficie lucida su cui tutto scivolava silenziosamente. Tutto scompariva come disegni sulla sabbia che il vento spazza via in un soffio.
(Dance Dance Dance)

Prima o poi incontrerò da qualche parte una donna, ci sentiremo spinti l’uno verso l’altra come due pianeti nello spazio. Poi aspetteremo inutilmente un miracolo, passeremo del tempo insieme, ci consumeremo dentro, e ci separeremo.
Fino a quando continuerà così?
(Dance Dance Dance)

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.
(Kafka sulla spiaggia)

Aveva una sensualità capace di strappare dolcemente, a una a una, le sottili membrane che avvolgono il cuore umano.
(A Sud del confine, a Ovest del Sole)

La guardai negli occhi: sembravano una profonda pozza di acqua sorgiva, all’ombra di una tranquilla roccia che nessun soffio di vento poteva raggiungere.
(A Sud del confine, a Ovest del sole)

Mi bastava abbandonare al vento il mio cuore, come gli uccelli. Perché non potevo buttarlo via, mi dissi. A volte era pesante e cupo, era vero, ma succedeva anche che portato in volo dal vento riuscisse a vedere attraverso l’eternità.
(La fine del mondo e il paese delle meraviglie)

Stando a lungo al buio, il buio diventa la condizione normale, è la luce che finisce per sembrarci innaturale.
(La fine del mondo e il paese delle meraviglie)

La fiducia, come un adolescente no? perché sapevo quello che amavo. Amavo leggere. Amavo ascoltare la musica e amavo i gatti. Queste tre cose. Quindi anche se ero un ragazzo potevo essere felice perché sapevo quello che amavo. Queste tre cose non sono cambiate nella mia giovinezza. So quello che amo, ancora adesso. Questa è la fiducia. Se non si conosce ciò che si ama, si è persi.
(Waikiki)

Non sarebbe meglio se rimanessimo separati fino alla fine, conservando il desiderio di incontrarci? In questo modo continueremmo a vivere mantenendo intatta dentro di noi la speranza di rivederci, un giorno.
(1Q84)

Potrei andare avanti così per sempre, ma troverò mai un luogo che è destinato a me?
(Pinball)

Può darsi che avere in mano il simbolo della propria libertà dia una felicità superiore a quella di possedere la libertà vera.
(Kafka sulla spiaggia)

Noi abbiamo nelle nostre menti una parte sana e una parte malata. Noi negoziamo tra queste due parti.

La realtà era qualcosa di molle e pesante come la sabbia, chiuso in una scatola di cartone, impossibile da afferrare.
(La fine del mondo e il paese delle meraviglie)

Per ogni ferita che io possa averti causato, ne ho causata una uguale a me stessa. Perciò, ti prego, non odiarmi. Io sono una persona imperfetta.
(Tokyo blues)

E’ difficile esprimere a parole le sensazioni che si provano. Tutti ci provano in tanti modi, ma quasi nessuno ci riesce.
(La Fine del Mondo e il Paese delle Meraviglie)

Che potevo saperne io di me stesso? Ero proprio io quel personaggio che riuscivo a percepire con la mia coscienza? Proprio come quando uno non riconosce la propria voce incisa su un registratore, mi chiedevo sempre se l’immagine che percepivo di me stesso non fosse un’immagine distorta che mi ero fabbricato su misura.
(Dance Dance Dance)

Il tempo continua a scorrere?
Sfortunatamente sì.
Scorre?
Che dico, precipita.
Il passato aumenta e il futuro diminuisce.
Le possibilità si assottigliano, i rimpianti crescono.
(Dance dance dance)

Ho sempre avuto fame di affetto, io. E mi sarebbe bastato riceverne a piene mani anche solo una volta. Abbastanza da dire: grazie, sono piena, più di così non ce la faccio. Sarebbe bastato una volta, una sola unica volta.
(Norwegian Wood)

Nella dimensione del tempo, niente torna mai indietro. I tentacoli dell’ombra erodono il nuovo territorio un gradino alla volta, e anche il viso di mia madre, che fino a poco fa era lì, adesso è risucchiato in quel dominio freddo e buio.
(Kafka sulla spiaggia)

Il tuo cuore assomiglia a un grande fiume ingrossato da lunghe piogge. Tutti i segnali stradali stati sono sommersi dalla corrente e trascinati in qualche luogo oscuro. Mentre la pioggia continua a cadere violenta sul fiume. Ogni volta che vedi ai notiziari immagini di inondazioni come questa, pensi: Ecco, dentro di me è esattamente così.
(Kafka sulla spiaggia)

I ricordi ti scaldano il corpo dall’interno. Ma allo stesso tempo ti lacerano dentro.
(Kafka sulla spiaggia)

Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle. A volte, nel ripetersi dei gesti quotidiani, sappiamo farlo anche con destrezza. Questi pensieri mi lasciarono una sensazione di terribile vuoto.
(La ragazza dello Sputnik)

Tamura Kafka, nella vita c’è un punto in cui non si può tornare indietro. E poi c’è un punto, ma i casi sono molto più rari, in cui non è più possibile andare avanti. Quando questo accade, che sia un bene o un male, l’unica cosa che possiamo fare è accettarlo in silenzio.
(Kafka sulla spiaggia)

Il cielo era così infinito che a guardarlo fisso dava le vertigini.
(Norwegian Wood)

La signora parlava sempre a bassa voce… Così piano che se ci fosse stato un po’ di vento le sue parole si sarebbero perdute.
(1Q84)

Nel mondo ci sono persone che amano sapere tutto sulle tabelle orarie, e passano intere giornate a confrontarle. O gente a cui piace fare costruzioni coi fiammiferi, capace di costruire navi di un metro fatte tutte di fiammiferi.
Allora che c’è di strano se nel mondo c’è uno che è interessato a capire te?
(Norwegian Wood)

Se io provassi a rilassarmi, andrei a pezzi. Ho sempre vissuto cosí, da tanto tanto tempo, e anche adesso è l’unico modo in cui posso vivere. Se una sola volta mi lasciassi andare, non potrei piú tornare indietro. E se andassi a pezzi, il vento mi spazzerebbe via.
(Norwegian Wood)

Se riesco a scrivere dei libri è perché in un paesaggio vedo cose diverse da quelle che ci vede un altro, sento cose diverse e scegliendo parole diverse riesco a costruire storie che hanno una loro originalità.
(Intervista)

La vita vera è diversa dalla matematica. Nella vita le cose non scorrono scegliendo il percorso più breve.
(1Q84)

La luce e l’aria sono proprio queste. Così tutto diventa chiaro. O quasi tutto. Come mai, prima d’ora, non ero mai riuscito a ricordare questo odore? Eppure è così facile. Eppure il mondo è così semplice.
(1Q84)

Ecco cosa significa continuare a vivere. Agli esseri umani viene concessa la speranza, che diventa il carburante e lo scopo per andare avanti. Senza la speranza, non potrebbero sopravvivere.
(1Q84)

Nei sogni cominciano le responsabilità
(Kafka sulla spiaggia)

Le cose accadute sono come un piatto che si è rotto in mille pezzi. Per quanto uno possa tentare di incollarne i frammenti, non potrà tornare com’era in origine.
(Kafka sulla spiaggia)

Anche se quel giorno non ci fossimo incontrati tutto sarebbe andato nello stesso modo.
Ci eravamo incontrati perché doveva succedere, e anche se non fosse stato quel giorno, prima o poi ci saremmo sicuramente incontrati da qualche parte.
Naturalmente questa idea non si fondava su niente, ma era quello che sentivo.
(Norwegian Wood)

Forse attorno al mio cuore c’è una specie di guscio duro e sono veramente poche le cose che possono romperlo e entrarci dentro. Forse non sono capace di amare.
(Norwegian Wood)

Non esiste nessuno a cui piaccia la solitudine. Ma non mi faccio in quattro per fare amicizia. Così evito un po’ di delusioni.
(Norwegian Wood)

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora.

Le ferrovie sono qualcosa di sorprendentemente silenzioso, quando non ci passa sopra il treno.
(I salici ciechi e la donna addormentata)

La carne le stava attaccata al corpo come neve caduta abbondante e silenziosa durante la notte.
(La fine del mondo e il paese delle meraviglie)

La cosa più temibile, però, è voltare le spalle alla paura, chiudere gli occhi per non vederla. Perché così facendo consegniamo la cosa più preziosa che abbiamo in noi a qualcos’altro.
(I salici ciechi e la donna addormentata)

Da qualche parte esiste una fine. Solo che non si trova un cartello con scritto “Ecco, questa è la fine”. Come al gradino più alto di una scala non si trova scritto “Attenzione, questo è l’ultimo gradino. Non fate un altro passo oltre a questo”.
(1Q84)

Mi sono sempre sentito come un guscio vuoto. E quando uno vive come un guscio vuoto, per quanto lunga sia la sua vita, non si può dire che abbia veramente vissuto. Dal cuore e dal corpo di un guscio vuoto, nasce solo la vita di un guscio vuoto.
(L’uccello che girava le Viti del Mondo)

Per un po’ rimase a fumare in silenzio. Quando fumava in realtà tirava solo un paio di boccate, poi la sigaretta si trasformava in cenere tra le sue dita e cadeva sul prato. Osservarla mi affascinava: mi faceva pensare al tempo che si consuma, diventa cenere e si dissolve.
(Dance Dance Dance)

Hai presente, quando arriva qualche scena di sesso nei cinema porno, e senti nel silenzio il rumore della gente che deglutisce?
Ecco a me piace quel rumore. Mi fa tenerezza.
(Norwegian Wood)

Quando corro, semplicemente corro. In teoria nel vuoto. O viceversa, è anche possibile che io corra per raggiungere il vuoto.
(L’arte di correre)

La barriera tra un sana fiducia in se stessi e un malsano orgoglio è molto sottile.
(L’arte di correre)

Tutti perdiamo continuamente tante cose importanti. Occasioni preziose, possibilità, emozioni irripetibili. Vivere significa anche questo. Ma ognuno di noi nella propria testa – sì, io immagino che sia nella testa – ha una piccola stanza dove può conservare tutte queste cose in forma di ricordi. Un po’ come le sale della biblioteca, con tanti scaffali. E per poterci orientare con sicurezza nel nostro spirito, dobbiamo tenere in ordine l’archivio di quella stanza: continuare a redigere schede, fare pulizie, rinfrescare l’aria, cambiare l’acqua ai fiori. In altre parole, tu vivrai per sempre nella tua biblioteca personale.
(Kafka sulla spiaggia)

Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta.
(Kafka sulla spiaggia)

Quello che lei cercava non era il mio braccio, ma il braccio di qualcuno. Quello che cercava non era il mio calore, ma il calore di qualcuno. Mi sentivo quasi in colpa ad essere io a occupare quel posto.
(Norwegian Wood)

A volte ho l’impressione di essere diventato il custode di un museo. Un museo vuoto, senza visitatori, a cui faccio la guardia solo per me.
(Norwegian Wood)

Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te, e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno. Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta fuori di te, finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore. E in molti casi è un’esperienza pericolosa.
(Kafka sulla spiaggia)

Sono al sicuro nel contenitore del mio io. I bordi coincidono perfettamente: un piccolo clic e scatta la serratura. Così va bene. Sono nel mio rifugio di sempre.
(Kafka sulla spiaggia)

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