Kahlil Gibran raccolta di frasi, citazioni e massime spirituali.

Kahlil Gibran o Jibrān Khalīl Jibrān (1883 – 1931), poeta, pittore e filosofo libanese.

Non chiamare stolto nessuno tra voi, giacché in verità noi non siamo né saggi né stolti. Siamo verdi foglie sull’albero della vita, e la vita stessa è al di là della saggezza e, certo, al di là della stoltezza. »
(K . Gibran, da Il Giardino del Profeta)

Kahlil Gibran frasi, citazioni e massime spirituali
Kahlil Gibran frasi, citazioni e massime spirituali

 

 

Kahlil Gibran, saggista, narratore, poeta mistico e artista, nasce a Bisherri, in Libano, nel 1883, figlio di cristiani maroniti. Vive con madre e fratelli a Boston tra 1894 e 1897, rientrato in patria studia letteratura araba a Beirut. Di nuovo a Boston, nel 1904 conosce Mary Haskell, sua benefattrice e futura curatrice delle sue opere. Nel 1908 è a Parigi, dove studia arte, legge Voltaire, Rousseau, Blake e Nietzsche, e pubblica un libro di racconti in arabo, Spiriti ribelli. Stabilitosi a New York nel 1912, si afferma come pittore e poeta, comincia a scrivere in inglese e nel 1918 pubblica Il folle. Fonda nel 1920 un’associazione letteraria siro-libanese per il rinnovamento della conservatrice letteratura araba. Muore a New York nel 1931.

 

 

 

 

 

 

Buona lettura:

 

Non capisco quegli uomini che hanno il culto di se stessi, dal momento che, in realtà, hanno il culto delle carogne.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Nel profondo dell’anima vi sono misteri che nessuna congettura può svelare e nessuna teoria può rivelare.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Dio ha munito il vostro spirito di ali perché volaste nel vasto cielo della Libertà e dell’Amore. È triste vedervi mozzare quelle ali con le vostre mani e sacrificare il vostro spirito a strisciare come un verme sulla terra.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Chi si serve del Vangelo per estorcere denaro è un traditore… chi usa la croce come una spada è un ipocrita… è un lupo travestito da agnello… un ingordo che adora più le tavole degli altari… un’avida creatura che andrebbe in capo al mondo inseguendo una moneta che rotola… un truffatore che rubacchia alle vedove e agli orfani. È un essere mostruoso, con il becco di un’aquila, gli artigli di una tigre, le zanne di una iena e i denti di una vipera.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Nei vostri cuori Dio ha acceso una fiaccola risplendente di bellezza e di conoscenza: è un peccato lasciarla spegnere e soffocarla nelle ceneri.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Per porsi in adorazione non occorre ritirarsi in un luogo isolato. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

La preghiera è il canto del cuore che avanza verso il trono di Dio anche quando il lamento di migliaia di anime cerca di intrappolarlo. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Dio ha concepito i nostri corpi come templi delle nostre anime; e dovremmo conservarli saldi e puliti perché siano all’altezza della divinità che vi dimora.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Quale enorme distanza mi separa dagli uomini quando sono con loro, quale piccola distanza quando essi sono lontani! 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Gli uomini rispettano la maternità soltanto quando indossa le vesti imposte dalle loro leggi. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

L’amore, al pari della morte, muta ogni cosa. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Le anime di alcuni uomini sono come lavagne sulle quali il Tempo traccia simboli, regole ed esempi che subito vengono cancellati con un colpo di spugna. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori.

 

La realtà della musica è in quella vibrazione che resta nell’orecchio dopo che il cantante ha finito di cantare e il suonatore ha cessato di pizzicare le corde del suo strumento
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori.

 

 

Seguirò il mio sentiero fino in fondo, qualunque sia la meta a cui il destino e la ricerca della Verità mi condurranno.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

L’uomo che riceve in eredità la sua ricchezza edifica la propria casa con soldi presi al debole e al povero.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Gli ultimi passi dell’uccello straziato sono penosi, inconsulti e inconsapevoli, ma i testimoni di quella macabra danza sanno che cosa l’ha provocata.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

La persecuzione non causa sofferenza all’uomo giusto, né l’oppressione lo distrugge se egli è schierato dalla parte sana della Verità. Socrate sorrideva prendendo il veleno, e Stefano sorrideva mentre veniva lapidato. Ciò che realmente fa soffrire è la nostra coscienza, che duole nell’essere contrariata e muore nell’essere tradita.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Avere buon gusto non significa saper scegliere le cose giuste, ma percepire la naturale armonia tra quantità e qualità degli oggetti. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

La rudezza di alcuni è preferibile alla mitezza di altri.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Colui che aborrisce ciò che non può comprendere è come un malato cui la febbre rende sgradevole anche il cibo più eccellente. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Amo i bambini dal viso imberbe; e amo anche i vecchi con la barba, se hanno davvero abbandonato la culla e le fasce. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Il lupo divora l’agnello nell’oscurità della notte, ma le macchie di sangue non ancora cancellate lo accusano alla luce del giorno.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Che dire dell’uomo che mi chiede in prestito il denaro per comprare la spada con la quale mi trafiggerà? 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Il mio nemico mi ha detto: “Ama il tuo nemico”. Io gli ho obbedito e ho amato me stesso. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Il nero ha detto al bianco: “Se tu fossi grigio, sarei indulgente con te”. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

C’è gente che conosce il prezzo di ogni cosa, ma ne ignora il valore. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Ogni uomo porta scritta sulla fronte la propria storia, ma in una lingua che può leggere solo colui a cui venga rivelata. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Mostrami il volto di tua madre: ti dirò chi sei. 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Conosco suo padre: come fate a pensare che non conosca anche lui? 
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

La libertà di colui che si vanta d’esser libero è una forma di schiavitù.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

Un conto è avere un’opinione di se stessi, un altro conto è agire di conseguenza. Nel parlare molti hanno il respiro dell’oceano, mentre la loro vita è una palude. Altri si innalzano col capo oltre la cima delle montagne, mentre la loro anima resta aggrappata alle buie pareti della grotta.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

La dolcezza è più vicina all’asprezza che alla corruzione, per quanto sia stucchevole il suo odore. L’essenza di ogni cosa, visibile e invisibile, che esiste sulla terra è spirituale. Al momento di entrare nella città invisibile il corpo è ricoperto dallo spirito. Quindi, chi vorrebbe scindere il corpo dallo spirito distoglie la sua anima dal vero. Il fiore è inseparabile dal suo profumo: è cieco chi nega il colore e l’immagine del fiore, attribuendogli soltanto una fragranza che vibra nell’etere; ed è ugualmente in errore colui che, privo dell’olfatto, vede nei fiori solo forme e colori senza alcun profumo. Ogni cosa creata esiste dentro di voi, e ogni cosa che è in voi esiste nel creato. Tra voi e le cose più vicine non esiste confine e, ciò che più conta, non basta la distanza a separarvi dalle più lontane. Tutte le cose, dalla più nobile alla più vile, dalla più grande alla più piccola, esistono in voi come uguali. In un unico atomo si trovano tutti gli elementi della terra. Un’unica goccia d’acqua contiene tutti i segreti degli oceani. Ogni meccanismo della mente contiene tutti i meccanismi che regolano le leggi dell’esistenza.
Gibran Kahlil. L’ultimo tra i sognatori 

 

 

E uno parlò e disse: “Maestro, la vita ha trattato con amarezza le nostre speranze e i nostri desideri. I nostri cuori sono turbati, e noi non riusciamo a comprendere. Ti prego, confortaci, ed aprici al senso dei nostri dolori.”
Ed il suo cuore fu mosso a compassione, e disse:

“La vita è più antica di tutte le cose viventi; così come la bellezza aveva le ali prima che il bello nascesse sulla terra, e allo stesso modo la verità era verità prima che fosse pronunciata.
La Vita canta nei nostri silenzi, e sogna nei nostri sonni. Anche quando siamo sconfitti e oppressi,
la Vita è sta in alto sul suo trono. E quando singhiozziamo,
la Vita sorride sul giorno, ed è libera anche quando noi trasciniamo le nostre catene. Spesso diamo alla vita nomi amari, ma solo quando noi siamo amareggiati e pervasi dall’oscurità. E la giudichiamo vuota e inutile, ma solo quando la nostra anima vaga in luoghi desolati, e il cuore è ubriacato dall’eccessiva considerazione di sé.
La Vita è profonda e alta e distante; e sebbene la vostra visione più vasta possa raggiungerne appena i piedi, ciò nondimeno essa è vicina, anche se solo il respiro del vostro respiro può raggiungerne il cuore, l’ombra della vostra ombra attraversarne il volto, e l’eco delle vostre più flebili grida divenire una primavera e un autunno sul suo seno.
E la Vita è velata e nascosta, così come il vostro sé superiore è velato e nascosto.
Ma quando la Vita parla, tutti i venti diventano parole; e quando parla di nuovo, i sorrisi sulle vostre labbra e le lacrime nei vostri occhi pure si mutano in parole.
Quando la Vita canta, i sordi la odono e ne sono avvinti: e, quando arriva, i ciechi la vedono, ne sono stupefatti e la seguono pieni di stupore e meraviglia.” E smise di parlare, e un gran silenzio avvolse la folla, e nel silenzio v’era un canto non udibile, ed essi furono confortati della loro solitudine e del loro dolore.
Gibran Kahlil. Il giardino del Profeta

 

“Nei vostri sogni ad occhi aperti, quando tacete ascoltando il vostro io più profondo, i vostri pensieri, come fiocchi di neve, cadono e fluttuano e ricoprono tutti i suoni dei vostri spazi con un bianco silenzio.
Gibran Kahlil. Il giardino del Profeta

 

Bevi il tuo calice da solo, e bevilo con gioia. Levalo in alto sopra la testa e bevi alla salute di quelli che bevono da soli. Una volta cercavo la compagnia degli uomini e sedevo con loro ai loro banchetti e bevevo molto insieme a loro; ma il loro vino non mi diede alla testa, né scorse nel mio petto. Si limitò a scendermi ai piedi. La mia saggezza rimase all’asciutto e il cuore serrato e sigillato. Solo i miei piedi erano insieme a loro nella loro nebbia. Ed io non cercai più la compagnia degli uomini, né più bevvi vino insieme a loro alle loro tavole. Perciò dico a te: anche se gli zoccoli delle ore battono pesantemente sul tuo petto: e allora? È meglio per te bere da solo il tuo calice di dolore, così berrai da solo anche il tuo calice di gioia.
Gibran Kahlil. Il giardino del Profeta

 

 

Noi viviamo l’uno dell’altro in accordo con la legge, antica e senza tempo. Viviamo dunque con affettuosa gentilezza. Ci cerchiamo l’uno con l’altro nella nostra solitudine, e battiamo la strada quando non abbiamo un cuore accanto al quale sedere. Amici miei, fratelli miei, la strada più grande è il vostro compagno.
Gibran Kahlil. Il giardino del Profeta

 

 

Io vivrò oltre la morte, e continuerò a cantare alle vostre orecchie Anche dopo che l’immensa onda del mare mi avrà condotto Nell’immensa sua profondità. Sederò alla vostra tavola, sebbene senza corpo, E verrò con voi nei campi, spirito invisibile. Verrò al vostro focolare, ospite invisibile. La morte nulla cambierà, tranne le maschere che coprono i nostri volti. Il boscaiolo sarà ancora boscaiolo, E il contadino un contadino. E colui che cantò al vento la sua canzone, la canterà ancora al movimento degli astri.”
Gibran Kahlil. Il giardino del Profeta

 

Ci sono momenti che contengono eoni di separazione. E tuttavia la separazione non è nient’altro che una stanchezza della mente. Forse noi non ci siamo mai separati.”
Gibran Kahlil. Il giardino del Profeta

 

 

Ciò che è senza forma cerca incessantemente una forma, così come le innumerevoli nebulose aspirano a divenire soli e lune; e noi che lo abbiamo desiderato a lungo e oggi facciamo ritorno a quest’isola, noi, rigide forme, dobbiamo divenire bruma una volta ancora e imparare tutto dal principio. E cosa può mai vivere e salire verso l’alto se non si frantuma in passione e libertà?Gibran Kahlil. Il giardino del Profeta

 

Certe anime sono come spugne.
Non si riesce a spremerne nulla se non quello che hanno assorbito dagli altri.

 

Credere è una bella cosa, ma mettere in atto le cose in cui si crede è una prova di forza. Sono molti coloro che parlano come il fragore del mare, ma la loro vita è poco profonda e stagnante come una putrida palude. Sono molti coloro che levano il capo al di sopra delle cime delle montagne, ma il loro spirito rimane addormentato nell’oscurità delle caverne.

 

Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde.
(da Le ali spezzate)

 

 

Ieri eravamo sottoposti ai re e chinavamo il capo dinanzi agli imperatori. Da oggi in poi, obbediremo soltanto alla verità. (citato in Deus Ex)

 

 

Interrogo la tristezza e scopro che non ha il dono della parola; eppure, se potesse, sono convinto che pronuncerebbe una parola più dolce della gioia.
(da My Birthday, in Prose Poems)

 

 

La distanza che vi è tra voi e il vicino che non vi è amico è in verità più grande di quella che è tra voi e la persona che amate e che vive al di là delle sette terre e dei sette mari. Giacché nel ricordo non vi sono lontananze; e nell’oblio vi è un abisso che né la voce né l’occhio potranno mai accorciare.
(da Il giardino del profeta)

 

 

La perplessità è l’inizio della conoscenza.
(da Le parole non dette, a cura di Isabella Farinelli, Paoline)

 

 

Non chiamare stolto nessuno tra voi, giacché in verità noi non siamo né saggi né stolti. Siamo verdi foglie sull’albero della vita, e la vita stessa è al di là della saggezza e, certo, al di là della stoltezza.
(da Il Giardino del Profeta)

 

 

Perfino le mani che intrecciano corone di spine sono migliori delle mani che restano inattive.
(da Tutte le poesie e i racconti)

 

 

Quando arrivai in questo posto, la Terra era informe e vuota; l’oscurità ammantava i fondali e lo Spirito di Dio si portò sulla superficie delle acque.
(da Segreti nel cuore, La tempesta, Newton Compton)

 

Citazioni 

Quando  ci rivolgiamo l’uno all’altro per chiedere consiglio, riduciamo il numero dei nostri nemici.

 

Un funerale tra gli uomini è forse una festa di nozze tra gli angeli.

 

Vivere nella mente è una schiavitù, fino a che non sia diventata una parte del corpo.
(da Scritti dell’ispirazione)

 

Alcuni di voi dicono: “È il vento del nord che ha tessuto i vestiti che portiamo.” E io vi dico, sì, che è stato il vento del nord. Ma la vergogna è stata il suo telaio e la mollezza la sua trama. E quando fu compiuta la fatica, il vento allora rise in mezzo alla foresta.

 

Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è matrimonio, maestro?
E lui rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre. Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni. E insieme nella silenziosa memoria di Dio. Ma vi sia spazio nella vostra unione. E tra voi danzino i venti dei cieli. Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore: Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro, poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini; Le colonne del tempio si ergono distanti, e la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

 

Amare la vita attraverso la fatica è penetrarne il segreto più profondo.

 

Ascolta la donna quando ti guarda, non quando ti parla.

 

Che ci siano spazi liberi nella vostra vita in comune.

 

Come la foglia non ingiallisce senza la muta complicità di tutta la pianta, così il malvagio non potrà nuocere senza il tacito consenso di tutti voi. Voi non potete separare il giusto dall’ingiusto e il buono dal cattivo; perché stanno mescolati insieme al cospetto del sole, come insieme sono tessuti il filo bianco e il filo nero. E, se il filo nero si spezza, il tessitore dovrà esaminare la tela da cima a fondo e proverà di nuovo il suo telaio.

 

Del bene in voi io posso parlare, ma non del male. Perché cos’è il male se non un bene torturato dalla propria fame e dalla propria sete?

 

E che cos’è la verità pronunciata se non l’ombra della verità che è inespressa?

 

E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia, poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

 

E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?

 

E quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore: I tuoi semi vivranno nel mio corpo, i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore, la loro fragranza sarà il mio respiro, e insieme gioiremo in tutte le stagioni…

 

E quando l’ombra dilegua e se ne va, la luce che si accende diventa ombra per altra luce. E così la vostra libertà, quando spezza le sue catene, diventa essa stessa catena di una più grande libertà.

 

E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.

 

È sempre accaduto che l’amore abbia ignorato quanto fosse profondo fino al momento del distacco.

 

E voi, giudici, che pretendete di essere giusti, che pena infliggerete a chi uccide nella carne ed è ucciso lui stesso nello spirito?

 

Fate allora che ciascuna stagione racchiuda tutte le altre, e il presente abbracci il passato con il ricordo ed il futuro con l’attesa.

 

Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.

 

I vestiti coprono gran parte della vostra bellezza ma non nascondono ciò che non è bello.

 

Il lavoro è l’amore reso visibile.

 

Il maestro se egli davvero è saggio non vi invita ad entrare nella casa della sua sapienza, ma vi guida sulla soglia della vostra mente.

 

Il meglio di voi sia per il vostro amico. Se egli deve conoscere il riflusso della vostra marea, fate in modo che ne conosca anche il flusso.

 

Il piacere è un canto di libertà, ma non è la libertà. È la fioritura dei vostri desideri, ma non è il loro frutto.

 

Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta ed il battito del cuore di chi ascolta.

 

I tuoi figli non sono tuoi figli. Sono i figli e le figlie della fame che la Vita ha di sé stessa… Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi.

 

Il vostro amico è i vostri bisogni esauditi.

 

Il vostro corpo è l’arpa dell’anima e sta a voi trarne dolce musica oppure suoni confusi.

 

In verità, quella che voi chiamate libertà è la più forte di queste catene, anche se i suoi anelli brillano al sole e vi abbagliano gli occhi.

 

L’amore non dà altro che se stesso e non prende niente se non da sé.

 

L’io è un mare sconfinato e immissurabile.

 

La bellezza è l’eternità che si mira in uno specchio.

 

La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?

 

La vostra casa è il vostro corpo più grande.

 

La vostra anima è un campo di battaglia, sul quale il giudizio e la ragione fanno la guerra al desiderio e alla passione.

 

La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera, e il pozzo da cui scaturisce il vostro riso è stato sovente colmo di lacrime.

 

La vostra sofferenza è il rompersi del guscio che chiude la vostra conoscenza. Come il nocciolo del frutto deve rompersi perché il suo cuore possa esporsi al sole, così voi dovete conoscere il dolore. E se voi sapeste in cuore la meraviglia dei prodigi quotidiani della vita, la sofferenza non vi stupirebbe meno della gioia.

 

Misurarvi dalla vostra azione più meschina è come calcolare la potenza dell’oceano dalla fragilità della sua schiuma.

 

Non dite: “Ho trovato la verità”, ma piuttosto: “Ho trovato una verità”.

 

Potete essere liberi solo se il desiderio di ricercare la libertà diventa pratica per voi, e se cessate di parlarne come di un fine e di un compimento.

 

Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore della morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.

 

Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.

 

Quando vi separate dall’amico, non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna appare più chiara dalla pianura.

 

Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potete contenere.

 

Sarai completamente in pace con il tuo nemico solo quando morirete entrambi.

 

Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita. Perché vita e morte sono una cosa sola, così come il fiume e il mare.

 

Se l’amore vi chiama seguitelo, anche se ha vie lunghe e tortuose.

 

Una voce non può trascinare con sé la lingua e le labbra che le hanno dato le ali.

 

Tu sei un bel pensiero, la cosa più sublime che possa essere stretta da una mano. Tu sei una canzone ricorrente nei miei sogni.

 

Voi parlate quando cessate di essere in pace coi vostri pensieri.

 

 

Citazioni La Voce del Maestro

Amico mio, non essere come quello che siede presso il suo camino e guarda il fuoco che si spegne per poi soffiare, vanamente, sulle morte ceneri. Non rinunciare alla speranza, non abbandonarti alla disperazione a causa di ciò che è passato, giacché rimpiangere l’irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze.

 

Cercate il consiglio degli anziani, giacché I loro occhi hanno fissato il volto degli anni e le loro orecchie hanno ascoltato le voci della Vita.

 

Chi non chiede mai consiglio è un insipiente. La sua stoltezza lo fa cieco alla Verità e lo rende cattivo, orgoglioso, pericoloso per ogni altro uomo.

 

Conoscenza e comprensione sono le fide compagne della vita, che non si riveleranno mai insincere con te.

 

Conoscete quale sia il vostro vero valore, e non vi perderete.

 

Il sapere è il solo bene che i tiranni non possono alienare. Solo la morte può oscurare la luce della conoscenza che è dentro di te. La vera ricchezza di una nazione non è nel suo oro e argento, ma nel sapere, nella saggezza e nella rettitudine dei suoi figli.

 

L’amicizia con l’ignorante è cosa non meno sciocca che il ragionare con un ubriaco.

 

L’Amore ci passa accanto, rivestito di soavità; ma noi fuggiamo via impauriti, o andiamo a nasconderci nelle tenebre; o, ancora, l’inseguiamo per far del male in suo nome. Anche il più saggio tra noi si piega sotto il formidabile peso d’Amore; eppure esso è, in verità, leggero come la brezza lieve del Libano.

 

L’Anima della Musica è quella dello Spirito, e il suo sentire è quello del Cuore.

 

La Ragione senza il sapere è come un terreno non arato, o come un corpo umano cui manchi il nutrimento.

 

Quando avete bene afferrato un problema, affrontatelo con risolutezza, giacché è questa la via dei cuori forti.

 

Saggio è chi ama e riverisce Iddio. Il merito di un uomo sta nella sua sapienza e nei suoi atti, non nel suo colore, nella fede, nella stirpe, nell’ascendenza familiare. La conoscenza è la tua vera patente di nobiltà, e non importa chi sia il padre tuo e di quale stirpe egli sia.

 

Se non distinguete il granello nel vostro occhio, non potrete certo scorgerlo nell’occhio del vostro vicino.

 

Ti amo, fratello, chiunque tu sia, sia che tu t’inchini nella tua chiesa, o t’inginocchi nel tuo tempio, o preghi nella tua moschea. Tu ed io siamo figli di una sola fede, giacché le diverse vie della religione non sono che le dita dell’amorevole mano di un solo Essere Supremo, una mano tesa verso tutti, che offre a tutti l’interezza dello spirito, ansiosa di accogliere tutti. Dio vi ha dato uno spirito sulle cui ali librarvi nell’esteso firmamento dell’Amore e della Libertà. Non è penoso allora che voi spezziate con le vostre stesse mani le vostre ali e tolleriate che la vostra anima strisci come un insetto sopra la terra?

 

Il Primo Bacio è l’unione di due fiori odorosi; e la mescolanza delle loro fragranze verso la creazione di un terza anima

Il Primo Bacio è il vincolo che unifica l’estraneità del passato con la luminosità del futuro

 

Il Matrimonio è l’anello d’oro di una catena il cui inizio è dato da uno sguardo, e il cui termine è l’Eternità

Il Matrimonio è quella più alta unità che fonde le unità separate all’interno dei due spiriti

 

Alcuni dei nostri figli sono le nostre giustificazioni, altri sono solo i nostri rimpianti.

 

Amico, tu e io rimarremo stranieri alla vita, e l’uno all’altro, e ciascuno a se stesso, fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò credendo di ascoltare la mia voce; e fino a quando non starò dinnanzi a te pensando di essere davanti a uno specchio.

 

C’è nel mio cuore più di quel che ho sulle labbra, c’è nel mio desiderio più di quel che ho tra le mani.

 

Chi più desidera vive più a lungo.

 

Chi sa ascoltare la verità non è da meno di colui che la sa esprimere.

 

Chi ti dà una serpe quando chiedi un pesce, può darsi abbia solo serpi da dare. La sua, dunque, è generosità.

 

Ciò che è più amaro, nel dolore di oggi, è il ricordo della gioia di ieri.

 

Come potrà disiggillarsi il mio cuore senza spezzarsi?

 

Datemi il silenzio e sfiderò la notte.

 

Disse una volpe inseguita da venti cacciatori a cavallo con una muta di venti cani: “Ovvio, mi uccideranno. Ma che poveri stupidi devono essere. Di sicuro non varrebbe la pena che venti volpi, a cavallo di venti asini, accompagnate da venti lupi, si mettessero a dar la caccia ad un solo uomo per ucciderlo.”

 

È strano come tutti difendiamo i nostri torti con più vigore dei nostri diritti.

 

Esiste una colpa più grave di quella di aver coscienza delle altrui colpe.

 

Forse gli angeli sono le nostre idee migliori vaganti nello spazio.

 

Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.

 

Gli inganni qualche volta riescono, ma vanno sempre incontro al suicidio. 

 

I poeti intingono la penna nel nostro cuore e pensano d’essere ispirati!

 

Il desiderio è metà della vita; l’indifferenza è già metà della morte.

 

Il diavolo morì il giorno stesso in cui tu nascesti. Non occorre quindi che tu attraversi l’inferno per incontrare un angelo. 

 

Il disaccordo può essere il coltello più corto fra due menti.

 

Il genio non è che un canto di pettirosso all’inizio di una primavera tardiva.

 

Il grand’uomo ha due cuori: l’uno sanguina, l’altro sopporta.

 

Il paradiso è là, dietro quella porta, ma ho perso la chiave. Forse ho solo dimenticato dove l’ho messa.

 

Il pensiero è sempre la pietra d’inciampo della poesia.

 

Il ricordo è un modo di incontrarsi.

 

Il silenzio dell’invidioso fa molto rumore.

 

In verità non devi nulla ad alcuno. Devi tutto a tutti.

 

L’amicizia è sempre una dolce responsabilità, ma non è mai un’opportunità.

 

L’amore che non si rinnova ogni giorno diventa un’abitudine e si trasforma in schiavitù.

 

L’arte è un passo che dalla natura va verso l’Infinito.

 

L’invidioso mi loda senza saperlo.

 

L’oblio è una forma di libertà.

 

L’onore della vittima è di non essere l’assassino. 

 

L’ovvio è quello che non si vede mai finché qualcuno non lo esprime con la massima semplicità.

 

L’umanità è un fiume di luce che scorre dall’esterno verso l’interno.

 

L’uomo è due uomini; l’uno è sveglio nel buio, l’altro è addormentato nella luce.

 

La fede è un’oasi nel cuore, dove non giungerà mai la carovana del pensiero.

 

La generosità non consiste nel donare a me ciò che è necessario a me più che a te, ma nel donare a me quel che è necessario più a te che a me.

 

La mia solitudine è iniziata quando gli uomini hanno elogiato i miei verbosi difetti e hanno biasimato i miei silenziosi pregi.

 

La nostra mente è una spugna; il nostro cuore è un fiume. Non è strano che la maggior parte di noi preferisca assorbire anziché correre?

 

La perla è un tempio costruito dal dolore attorno a un granello di sabbia. Quale anelito ha costruito i nostri corpi ed intorno a quali granelli?

 

La pietà è solo metà della giustizia.

 

La poesia non è un modo di esprimere un’opinione. È un canto che sale da una ferita sanguinante o da labbra sorridenti.

 

La realtà dell’altro non è in ciò che egli ti rivela, ma in ciò che non può rivelarti. Perciò, se vuoi capire l’altro, non ascoltare ciò che egli ti dice, ma piuttosto a ciò che egli non dice.

 

La saggezza è poesia che canta nella mente.

 

La saggezza non è più saggezza quando diviene troppo orgogliosa per piangere, troppo grave per ridere, e troppo piena di sé per cercare altro che se stessa.

 

La solitudine è una tempesta silenziosa che spezza tutti i nostri rami morti.

 

La verità bisogna conoscerla sempre, e dirla solo a volte.

 

Le parole sono eterne. Pronunciandole, scrivendole, sii consapevole della loro eternità.

 

Le rane possono anche strepitare più dei tori, ma non sanno tirare l’aratro nel campo né girare la ruota del torchio, e con la loro pelle non si fanno scarpe.

 

Le tartarughe potrebbero raccontare, delle strade, più di quanto non potrebbero le lepri.

 

Metà di ciò che dico è insensato: ma lo dico perché l’altra metà possa raggiungervi.

 

Mi dicono: “Se conoscessi te stesso conosceresti tutti gli uomini”. Rispondo: “Solo cercando tutti gli uomini conoscerò me stesso”.

 

Nascita e morte son le due più nobili manifestazioni di coraggio.

 

Nemmeno lo spirito più alato può sfuggire alla necessità fisica.

 

Non c’è desiderio ardente che rimanga inappagato.

 

Non confondere il dono che in realtà è un insulto ed il dono come pegno di rispetto.

 

Non mascherare i tuoi difetti con le virtù acquisite. Preferisco i difetti: sono simili ai miei.

 

Non potremo comprenderci finché non ridurremo la lingua a sette parole.

 

Non puoi giudicare nessuno al di là di quanto conosci di lui; ed è ben poco quel che tu ne conosci.

 

Non si può toccare l’alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

 

Non sono mai stato d’accordo con me stesso totalmente. La verità della questione sembra giacere tra me e me.

 

Ogni uomo ama due donne: una è creata dalla sua immaginazione, l’altra non è ancora nata.

 

Ogni drago genera un S. Giorgio che lo uccide.

 

Persino le maschere della vita sono maschere di un mistero più profondo.

 

Più saggio sarebbe per lo zoppo di non spezzare le sue grucce sulla testa del suo nemico.

 

Preferirei essere il più misero tra gli uomini e avere con me i miei sogni e il desiderio di volerli soddisfare, piuttosto che essere l’uomo più grande della terra e non avere né sogni né desideri.

 

Quand’è un piacere amare il prossimo, non è più una virtù.

 

Quando gioia e dolore diventano grandi il mondo diventa piccolo.

 

Quant’è nobile il cuore triste che vuole cantare un canto gioioso con cuori gioiosi. (2005)

 

Sarai completamente in pace con il tuo nemico solo quando morirete entrambi.

 

Se il tuo cuore è un vulcano, come puoi sperare che nella tua mano sboccino i fiori?

 

Se riveli al vento i tuoi segreti, non devi poi incolpare il vento di rivelarli agli alberi.

 

Se un albero scrivesse l’autobiografia, non sarebbe diversa dalla storia di un popolo.

 

Se vedi solo ciò che la luce rivela e odi solo ciò che il suono annuncia, allora in verità non vedi e non senti.

 

Se vuoi possedere non devi pretendere.

 

Siamo tutti prigionieri, ma alcuni si trovano in celle con finestre, altri senza.

 

Solo chi ha segreti nel cuore potrà indovinare i segreti del nostro cuore.

 

Solo l’idiota e il genio infrangono le leggi fatte dall’uomo; e sono più vicini al cuore di Dio.

 

Spesso ci indebitiamo con il futuro per pagare i debiti con il passato.

 

Spesso ho odiato per difendermi; ma se fossi stato più forte non sarei ricorso a quest’arma.

 

Tu bevi vino per ubriacarti; io lo bevo perché mi renda sobrio da quell’altro vino.

 

Tutte le nostre parole non sono che briciole cadute dal banchetto dello spirito.

 

Un’esagerazione è una verità che ha perso la calma.

 

Un fatto è una verità asessuata.

 

Un timido insuccesso è più nobile di un successo sfacciato.

 

Chi crea non presta attenzione a chi lo critica, a meno che non diventi arido inventore.

 

Chi non riesce a capire il carattere di Socrate è incantato da Alessandro, quando non comprende Virgilio, elogia Cesare; se alla sua mente sfugge il pensiero di Laplace, suona il corno e fa rullare i tamburi per Napoleone. Ed io ho notato che nelle menti di coloro che ammirano Alessandro, Cesare o Napoleone si trova sempre un po’ di servilismo.

 

Dio ha messo in ogni anima un apostolo che ci possa guidare su un sentiero illuminato. Eppure molti cercano la vita dall’esterno, inconsapevoli del fatto che essa è dentro di loro.

 

Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride, dall’orgoglio che non s’inchina davanti a un bambino.

 

Dove potrò trovare un uomo che sia guidato dalla ragione invece che dalle consuetudini e dalle necessità?

 

Il cantore non può dilettarci, se egli stesso non trova delizia nel proprio canto.

 

Il commercio è ladrocinio se non è scambio.

 

Il compito della filosofia è quello di trovare la via più breve tra due punti.

 

Il dubbio o la fiducia che hai nel prossimo, sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che hai in te stesso.

 

Il matrimonio può essere la morte o la vita, non ci sono vie di mezzo.

 

Il migliore fra gli uomini è colui che arrossisce quando lo lodi e rimane in silenzio quando lo diffami.

 

Il ricordo è una pietra che ostacola il cammino della speranza.

 

L’amore, come la morte, cambia tutto.

 

L’amore e il vuoto, in noi, sono come i flussi delle maree.

 

L’entusiasmo è un vulcano sul cui cratere non cresce mai l’erba della esitazione.

 

L’istruzione non sparge semi dentro di noi, ma fa sì che i nostri semi germoglino.

 

L’ottimista vede la rosa e non le spine; il pessimista si fissa sulle spine, dimentico della rosa.

 

La divisione che separa il saggio dal folle è più sottile della tela del ragno.

 

La fede è conoscenza nel cuore, oltrepassa il potere della dimostrazione.

 

La forza e la tolleranza sono compagne.

 

La giovane donna libanese è come la sorgente che sprizza dal cuore della terra e scorre per le valli serpeggianti. Dal momento che non trova una foce nel mare, si trasforma in un calmo lago sulla cui superficie che cresce si riflettono le stelle e la luna scintillante.

 

La miseria si nasconde nei pensieri prima di arrendersi al portafogli.

 

La paura dell’inferno è essa stessa inferno, ed è paradiso il solo desiderio del paradiso.

 

La penna è uno scettro, ma come sono pochi i re tra gli scrittori!

 

La poesia è il segreto dell’anima; perché rovinarla con le parole?

 

La poesia è la luce di un lampo; quando è solo un accostamento di parole diventa semplice composizione.

 

La povertà è un’indisposizione momentanea, ma la ricchezza è una malattia cronica.

 

La verità è figlia dell’ispirazione; analisi e dibattito ci tengono lontani dalla Verità.

 

La verità che ha bisogno di prove è solo mezza verità.

 

La virtù di qualche ricco sta nell’insegnarci a disprezzare la ricchezza.

 

Le massime rimangono insignificanti finché non si concretizzano in abitudini.

 

Le persecuzioni non fanno soffrire il giusto, né egli è distrutto dalle oppressioni, se si trova sul lato giusto della verità. Socrate sorrideva bevendo il veleno; e Stefano faceva lo stesso mentre lo lapidavano. Ciò che davvero fa male, è la nostra coscienza che soffre se le siamo contro, e muore se la tradiamo.

 

Mi dicono: se trovi uno schiavo addormentato, non svegliarlo, forse sta sognando la libertà. Ed io rispondo: se trovi uno schiavo addormentato, sveglialo e parlagli della libertà.

 

Nessuno crede a chi è sincero, tranne l’onesto.

 

Non confondere il dono che in realtà è un insulto ed il dono come pegno di rispetto.

 

Non si progredisce cercando di migliorare ciò che è già stato fatto, bensì cercando di realizzare ciò che ancora non esiste.

 

Più si dona, più diminuiscono gli amici.

 

Quando ho scritto sulla mia porta: “Lasciate fuori le tradizioni, prima di entrare”, neanche un’anima ha osato venirmi a visitare o aprire la porta.

 

Se esistessero due uomini perfettamente uguali, il mondo non sarebbe grande abbastanza per accoglierli entrambi.

 

Se vuoi essere più vicino a Dio, stai più vicino alla gente.

 

Una volta un uomo sedette alla mia tavola e mangiò del mio pane e bevve del mio vino e se ne andò ridendo di me. Poi tornò in cerca di pane e di vino, e lo respinsi; e gli angeli risero di me.

 

Molte persone che conoscono il prezzo di ogni cosa, ne ignorano del tutto il valore.

 

La libertà di chi se ne vanta, è schiavitù.

 

Il mondo è schiavo della vita, vi si assoggetta facendo sì che le giornate siano caratterizzate dall’umiliazione e dalla degradazione e le notti siano tormentate da spargimenti di sangue e di lacrime.

 

L’umanità è un fiume cristallino che procede impetuoso intonando il suo canto, portando con sé i segreti del monte fino al profondo mare.

 

La vita è l’energia che accompagna la giovinezza, la serietà che segue la maturità, la saggezza che segue la vecchiaia.

 

Massime spirituali

Ho scoperto il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada.

 

La Voce del Maestro

Sono venuto a dire una parola, e la dirò ora. Ma se la morte me l’impedirà sarà detta dal Domani, giacché il Domani non lascia mai un segreto nel libro dell’Eternità. Sono venuto a vivere nella gloria dell’Amore e nella luce della Bellezza, che sono I riflessi di Dio. Sto qui, vivente, e non potrò essere esiliato dal dominio della vita, giacché attraverso la mia vivente parola io vivrò anche in morte. Vengo qui per stare per tutti e con tutti e ciò che faccio oggi nella mia solitudine sarà riecheggiato domani dalle moltitudini. Ciò che dico ora con un cuore solo sarà detto domani da migliaia di cuori.

 

Per sempre me ne andrò per questi lidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare,
L’alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la mia schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno
In eterno.
Kahlil Gibran, Sabbia e onda

 

 

 

Gibran morì a New York il 10 aprile 1931 di cirrosi epatica e tubercolosi incipiente a uno dei polmoni. Aveva sempre espresso il desiderio di essere sepolto in Libano, dove la sua salma fu subito trasportata con grandi onori; il desiderio fu realizzato appieno nel 1932, quando la sorella Mariana e Mary Haskell acquistarono il Monastero Mar Sarkis (San Sergio) in Libano.

La corrispondenza tra Gibran e Mary Haskell è archiviata presso la University of North Carolina Library. Una collezione di un centinaio di opere d’arte è conservata al Telfair Museum of Art di Savannah (Georgia).

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