Citazioni di Socrate

Socrate, figlio di Sofronisco del demo di Alopece (in greco antico:  Atene,  è stato un filosofo greco antico, uno dei più importanti esponenti della tradizione filosofica occidentale.

 

 

Il contributo più importante che egli ha dato alla storia del pensiero filosofico consiste nel suo metodo d’indagine: il dialogo che utilizzava lo strumento criticodell’elenchos  “confutazione” applicandolo prevalentemente all’esame in comune exetάzein di concetti morali fondamentali. Per questo Socrate è riconosciuto come padre fondatore dell’etica o filosofia morale.

Per le vicende della sua vita e della sua filosofia che lo condussero al processo e alla condanna a morte è stato considerato, dal filosofo e classicista austriaco Theodor Gomperz, il

«primo martire per la causa della libertà di pensiero e d’investigazione»

 L’Umanesimo e il Rinascimento videro in Socrate uno dei modelli più alti di quella umanità ideale che era stata riscoperta nel mondo antico. L’umanista Erasmo da Rotterdam, profondo conoscitore dei testi platonici, era solito dire: «Santo Socrate, prega per noi» (Sancte Socrates, ora pro nobis). Anche l’età dell’Illuminismo ha visto in Socrate un suo precursore: il XVIII secolo fu detto il “secolo socratico”, giacché in quel periodo egli rappresentò l’eroe della tolleranza e della libertà di pensiero.

 

Buona lettura

Dovetti concludere meco stesso che veramente di cotest’uomo ero più sapiente io: costui credeva sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo sapere

 

Tu, ottimo uomo, poiché sei ateniese, cittadino della Polis più grande e più famosa per sapienza e potenza, non ti vergogni di occuparti delle ricchezze, per guadagnarne il più possibile, e della fama e dell’onore, e invece non ti occupi e non ti dai pensiero della saggezza, della verità, e della tua anima, perché diventi il più possibile buona?
(Socrate)

 

È da notare che troviamo questa concezione dell’anima, come sede dell’intelligenza normale e del carattere, diffusa nella letteratura della generazione immediatamente posteriore alla morte di Socrate; essa è comune a Isocrate, Platone, Senofonte; non può quindi essere la scoperta di nessuno di loro. Ma è del tutto o quasi assente dalla letteratura delle epoche precedenti. Deve perciò avere avuto origine con qualche contemporaneo di Socrate, ma non conosciamo nessun pensatore contemporaneo al quale essa possa essere attribuita all’infuori di Socrate, il quale nelle pagine sia di Platone sia di Senofonte la professa costantemente.
(Socrate)

 

Ecco perché ancora oggi io vo d’intorno investigando e ricercando…se ci sia alcuno…che io possa ritenere sapiente; e poiché sembrami che non ci sia nessuno, io vengo così in aiuto al Dio dimostrando che sapiente non esiste nessuno
(Socrate)

 

La mia arte di maieutico in tutto è simile a quella delle levatrici, ma ne differisce in questo, che essa aiuta a far partorire uomini e non donne e provvede alle anime generanti e non ai corpi. Non solo, ma il significato più grande di questa mia arte è ch’io riesco, mediante di essa, a discernere, con la maggior sicurezza, se la mente del giovane partorisce fantasticheria e menzogna, oppure cosa vitale e vera. E proprio questo io ho in comune colle levatrici: anche io sono sterile, sterile in sapienza; e il rimprovero che già molti mi hanno fatto che io interrogo gli altri, ma non manifesto mai, su nulla, il mio pensiero, è verissimo rimprovero. Io stesso, dunque, non sono affatto sapiente né si è generata in me alcuna scoperta che sia frutto dell’anima mia. Quelli, invece, che entrano in relazione con me, anche se da principio alcuni d’essi si rivelano assolutamente ignoranti, tutti, poi, seguitando a vivere in intima relazione con me, purché il dio lo permetta loro, meravigliosamente progrediscono, com’essi stessi e gli altri ritengono. Ed è chiaro che da me non hanno mai appreso nulla, ma che essi, da sé, molte e belle cose hanno trovato e generato
(Socrate)

 

Questo, vedete, è il comandamento che mi viene da Dio. E sono convinto che la mia patria debba annoverare fra i benefici più grandi questa mia dedizione al volere divino. Tutta la mia attività, lo sapete, è questa: vado in giro cercando di persuadere giovani e vecchi a non pensare al fisico, al denaro con tanto appassionato interesse. Oh! pensate piuttosto all’anima: cercate che l’anima possa divenir buona, perfetta
(Socrate)

 

Egli discorreva sempre di cose umane esaminando che cosa è santità, che cosa empietà, che cosa ingiustizia, che cosa saggezza, che cosa pazzia, che cosa coraggio, che cosa viltà, che cosa Stato, che cosa politica, che cosa governo, che cosa uomo di governo, e simili cose
(Socrate)

 

E così è anche per le virtù: anche se sono molteplici e di diversi tipi, tutte hanno una unica e identica forma, a causa della quale esse sono virtù, e verso la quale è bene che guardi colui che deve rispondere a chi domanda di spiegare che cosa mai sia la virtù.
(Socrate)

 

Tutti quanti gli uomini sono buoni nella stessa maniera: infatti, diventano buoni, venendo in possesso delle medesime cose.
(Socrate)

 

L’anima dell’ uomo è immortale, e che talora termina la vita terrena – ciò che si chiama morire –, e talora di nuovo rinasce, ma che non perisce mai: per questa ragione, bisogna vivere la vita nel modo più santo possibile.
(Socrate)

 

Col credere che si debba far ricerca delle cose che non si sanno, diventiamo migliori, più forti e meno inetti, che non se credessimo che sia impossibile trovare ciò che non sappiamo.
(Socrate)

 

Quando un uomo è audace senza senno ne riceve danno, quando invece con senno ne trae vantaggio.
(Socrate)

 

Ho un’ultima lezione da dare: essi mi devono uccidere perché sappiano quello che hanno fatto. La città dovrà affrontare la propria colpevolezza.
(citato in George Steiner, Totem o tabù, in Nessuna passione spenta, p. 152)

 

Le parole false non solo sono cattive per conto loro, ma infettano anche l’anima con il male. (citato in Platone, Fedro, 91)

 

Quel che è sopra di noi, nulla ha che fare con noi.
(citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l’ha detto?, Hoepli, 1921, p. 492)

 

Sarebbe ben comprensibile se uno, a motivo dell’irritazione per tante cose sbagliate, per il resto della sua vita prendesse in odio ogni discorso sull’essere e lo denigrasse. Ma in questo modo perderebbe la verità dell’essere e subirebbe un grande danno.
(Socrate)

 

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.
(Socrate)

 

La meraviglia è un sentimento assolutamente tipico del filosofo. La filosofia non ha altra origine che questa.
(Socrate)

 

Tutto il mio sapere è sapere che nulla so.
(Socrate)

 

E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza?
(Socrate)

Spòsati: se trovi una buona moglie sarai felice, se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo.
(Socrate)

 

Oramai già è giunta l’ora per me di morire, per voi di vivere. Chi di noi andrà verso miglior destino è ignoto a tutti, tranne che alla divinità.
(Ultime parole di Socrate prima di bere la cicuta)
(Socrate)

 

Se sai di non sapere, sai già molto.
(Socrate)

 

Sii più saggio degli altri, se riesci; ma non andarglielo mai a dire.
(Socrate)

 

Più so, più so di non sapere.
(Socrate)

 

Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.
(Socrate)

 

L’insegnante mediocre racconta. Il bravo insegnante spiega. L’insegnante eccellente dimostra. Il maestro ispira.
(Socrate)

 

Io non preferirei né l’uno né l’altro; ma, se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, sceglierei il subire ingiustizia piuttosto che il commetterla.
(Socrate)

 

I felici sono felici per il possesso della giustizia e della temperanza e gli infelici, infelici per il possesso della cattiveria.
(Socrate)

 

È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza.
(Socrate)

 

Più gente conosco, e più apprezzo il mio cane.
(Socrate)

Perché ti meravigli tanto se viaggiando ti sei annoiato? Portandoti dietro te stesso hai finito col viaggiare proprio con quell’individuo dal quale volevi fuggire.
(Socrate)

 

Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare.
(Socrate)

 

Esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l’ignoranza.
(Socrate)

 

Il difficile non è evitare la morte quanto piuttosto evitare la malvagità, che ci viene incontro più veloce della morte.
(Socrate)

 

Non dalla ricchezza deriva la virtù, ma dalla virtù la ricchezza e ogni altro bene.
(Socrate)

 

Avendo il minimo dei desideri si è più vicini agli dei
(Socrate)

 

C’è un limite oltre il quale la sopportazione cessa di essere una virtù.
(Socrate)

 

Niente può nuocere ad un uomo buono, né in vita né dopo la morte.
(Socrate)

 

La pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.
(Socrate)

 

Costui crede di sapere mentre non sa; io almeno non so, ma non credo di sapere. Ed è proprio per questa piccola differenza che io sembro di essere più sapiente, perché non credo di sapere quello che non so.
(Socrate)

La morte è l’una o l’altra di due cose. O è un annullamento e i morti non hanno coscienza di nulla; o, come ci vien detto, è veramente un cambiamento, una migrazione dell’anima da un luogo ad un altro.
(Socrate)

 

Ho gettato via la mia tazza quando ho visto un bambino che beveva al ruscello dalle proprie mani.
(Socrate)

 

Io invece credo, o carissimo, che sarebbe meglio che la mia lira fosse scordata e stonata, e che lo fosse il coro che io dirigessi, e che la maggior parte della gente non fosse d’accordo con me e mi contraddicesse, piuttosto che sia io, anche se sono uno solo, ad essere in disaccordo con me stesso e a contraddirmi.
(Socrate)

 

Oh cittadini, aver paura della morte non è nient’altro che sembrare sapiente senza esserlo, cioè credere di sapere quello che non si sa. Perché nessuno sa se per l’uomo la morte non sia per caso il più grande dei beni, eppure la temono come se sapessero bene che è il più grande dei mali. E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza?
(Socrate)

 

Chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.
(Socrate)

 

Non esiste il male, esiste solo l’assenza di bene.
(Socrate)

 

Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo.
(Socrate)

È naturale che costoro facciano così perché credono d’aver qualcosa da guadagnare…[io] credo di non aver altro da guadagnare, bevendo un poco più tardi [il veleno], se non di rendermi ridicolo a’ miei stessi occhi, attaccandomi alla vita e facendone risparmio quando non c’è più niente da risparmiare.
Che stranezza è mai questa, o amici, non per altra ragione io feci allontanare le donne perché non commettessero di tali discordanze. E ho anche sentito dire che con parole di lieto augurio bisogna morire. Orsù dunque state quieti e siate forti
E ormai intorno al basso ventre era quasi tutto freddo; ed egli si scoprì – perché s’era coperto – e disse, e fu l’ultima volta che udimmo la sua voce: «O Critone, noi siamo debitori di un gallo ad Asclepio: dateglielo e non dimenticatevene
Queste ridicole e terribili “ultime parole” significano per chi ha orecchie: «O Critone, la vita è una malattia

Citazioni su Socrate

 

Baratterei tutta la mia tecnologia per una serata con Socrate.
(Steve Jobs)

 

Cristo in vicinanza della morte trema, piange, si abbandona alla disperazione. Socrate conversa serenamente con i suoi discepoli sull’immortalità.
(Mario Andrea Rigoni)

 

Di tutti gli uomini famosi mai vissuti, quello che di più mi sarebbe piaciuto essere è Socrate. Non tanto perché era un grande pensatore, dato che io stesso sono noto per aver avuto delle pensate discretamente profonde, anche se le mie ruotano invariabilmente attorno a una hostess svedese e a delle manette.
(Woody Allen)

 

Egli era rispettosissimo delle credenze religiose popolari, moralissimo, ossequente alle patrie leggi sino a soffrire la morte per non sottrarvisi: eppure, l’opera sua fu diretta involontariamente a distruggere la religione, la morale, l’amor patrio; e ciò perché colla sua dialettica, collo spingere gli uomini ad indagare colla ragione le cagioni di quei sentimenti, li scalzava dalle radici.
(Vilfredo Pareto)

 

Fuori dalla Cristianità non c’è che Socrate. Tu, o natura nobile e semplice, tu eri veramente un riformatore!
(Søren Kierkegaard)

 

Io ho conosciuto Socrate e Platone come sintomi di decadenza, come strumenti della dissoluzione greca, come pseudogreci, come antigreci.
(Friedrich Nietzsche)

 

Mentre veniva preparata la cicuta, Socrate stava imparando un’aria sul flauto. “A cosa ti servirà?” gli fu chiesto. “A sapere quest’aria prima di morire”.
(Emil Cioran)

 

Mi resi conto, allora, che in breve tempo questi individui riuscirono a far sembrare l’età dell’oro il periodo precedente, e fra le altre scelleratezze di cui furono responsabili, mandarono, insieme ad altri, il vecchio amico Socrate – una persona che non ho dubbi a definire l’uomo più giusto di allora – a rapire con la forza un certo cittadino al fine di sopprimerlo. E fecero questo con l’intenzione di coinvolgerlo con le buone o con le cattive nelle loro losche imprese. Ma Socrate si guardò bene dall’obbedire, deciso ad esporsi a tutti i rischi, pur di non farsi complimenti delle loro malefatte.
(Platone)

 

Socrate diceva che è più facile trattenere sulla lingua un carbone ardente, piuttosto che un discorso che non deve essere pronunciato.
(Giovanni Stobeo)

 

Socrate diceva non so niente, proprio perché se non so niente problematizzo tutto. La filosofia nasce dalla problematizzazione dell’ovvio: non accettiamo quello che c’è, perché se accettiamo quello che c’è, ce lo ricorda ancora Platone, diventeremo gregge, pecore.
(Umberto Galimberti)

 

Socrate è il filosofo: Aristotele professa il sistema della propria filosofia.
(Carlo Michelstaedter)

 

Socrate era l’uomo più sincero del suo tempo e tuttavia pare che le sue fattezze fossero le più sgraziate della Grecia. Secondo il mio modo di vedere, egli era bello ugualmente, perché tutta la sua vita era protesa alla ricerca della Verità; ricorderete, inoltre, che la sua forma esterna non impedì a Fidia di apprezzare la bellezza della Verità che si celava in lui, anche se, come artista, era abituato a vedere la Bellezza anche nelle forme esteriori.
(Mahatma Gandhi)

 

Socrate, essendogli stato annunciato, mentre discuteva, che suo figlio era morto, dopo aver terminato la discussione disse: “Andiamo ad adempiere per Sofronisco ciò che è d’uso”. (Giovanni Stobeo)

 

 

Socrate investiva l’artigiano, l’uomo che dalle cure giornaliere della vita materiale era posto nell’impossibilità di seguire con frutto lunghi, sottili ed astrusi ragionamenti; ed a lui toglieva la fede, senza potervi in nessun modo sostituirvi utili frutti della ragione.
(Vilfredo Pareto)

 

Socrate non è un metafisico nel senso tradizionale  e tuttavia l’epiteto di metafisico gli spetta di diritto, perché il suo studio sull’uomo si spinge ben oltre il campo della scienza e penetra nelle radici più profonde dell’essere e dell’agire umano.
(Battista Mondin)

 

Socrate si fece serio serio: «Io», cominciò «non so che una cosa sola …» «È un po’ poco» osservò il professore, rabbuiandosi e scambiando occhiate espressive coi colleghi di commissione, «comunque diccela.» «So», proseguì Socrate con grande serenità, «di nulla sapere.» «È una bella nozione» disse tra i denti uno dei professori che assistevano. (Achille Campanile)

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