Citazioni sui mantra

I mantra pervadono la pratica tantrica a partire dalla meditazione esoterica sulle lettere dell’alfabeto per giungere alla ripetizione che accompagna la generica sequenza rituale di purificazione degli elementi del corpo, la costruzione di un corpo divino tramite l’imposizione dei mantra, il culto interiore o mentale che consiste nella visualizzazione della divinità e il culto esteriore in cui vengono offerte alle divinità sostanze materiali come fiori e incenso.
(Gavin Flood)

 

 

I mantra, come espressioni linguistiche aconvenzionali, possono essere paragonati, da un lato, ai gridi degli animali, alle interiezioni o alle intonazioni della voce, e dall’altro canto al linguaggio poetico, che, sebbene si basi sul linguaggio partico e quindi convenzionale, non si esaurisce tuttavia in esso.
(Raniero Gnoli)

 

 

I mantra non sono asserzioni misteriose con significati profondi. Non hanno significato in quanto non sono linguaggio. (Frits Staal)

 

 

Il mantra è coscienza.
(Vasugupta)

 

 

L’iniziazione ai mantra significa che, quando ti sei arreso, il Maestro entra in te, nel tuo corpo, nella tua mente e nel tuo spirito, alla ricerca di un suono tale per cui, cantandolo, ti trasformerai in un altro uomo, in un’altra dimensione.
(Osho Rajneesh)

 

Le materie e le persone cambiano. I mantra e la loro sintassi no.
(Frits Staal)

 

Ogni ripetizione indefinita conduce alla distruzione del linguaggio; in alcune tradizioni mistiche, questa distruzione sembra essere la condizione delle ulteriori esperienze.
(Mircea Eliade)

 

Per avere effetto, i mantra devono essere trasmessi direttamente e avere una tradizione orale ininterrotta da quando il Veggente ne ha avuto la percezione diretta. Altrimenti non sono ‘vivi’. Non si può imparare un mantra da un libro, né farlo rivivere una volta che la sua tradizione è stata interrotta.
(Alain Daniélou)

 

Abhinavagupta:

Il mantra è ciò che pensa e salva. Esso è rafforzato, nutrito dalla conoscenza (vidyā) la quale illumina le cose del conoscibile. La mudrā è un’immagine riflessa del mantra ed è nutrita dal maṇḍala. Il termine maṇḍa implicito in maṇḍala designa infatti l’essenza, cioè Śiva stesso.

 

L’apprendimento di mantra da libri è viziato, come dice il Signore nel Siddhāmatatantra, dall’accennato difetto (della non fervenza). In assenza di tale difetto, esso non è tuttavia proibito.

 

Tutti i vari mantra, costituiti da semi e gruppi sillabici fan sì che la coscienza si materii di movimento (spandana), e come tali, si dice giustamente che sono un mezzo (atto all’ottenimento della) suprema coscienza.

 

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