Frasi, aforismi e citazioni di Nicolás Gómez Dávila


Nicolás Gómez Dávila (1913 – 1994), scrittore, filosofo e aforista colombiano.
Scrittore e moralista, portatore di un pensiero reazionario sul piano socio-politico, Gómez Dávila è uno dei massimi critici della modernità. La sua opera, costituita per la maggior parte da aforismi, fu riconosciuta a livello internazionale solo pochi anni prima della morte, in seguito alla pubblicazione in tedesco di alcune sue opere.

Buona lettura!

 

Il vizio che affligge la destra è il cinismo, quello che affligge la sinistra è la menzogna.

A certe stupidaggini si può ribattere adeguatamente solo con una stupidaggine ancora più grottesca.

A seconda del lettore, e del libro, si tratta di lettura o di avventura.

Adattarsi è sacrificare un bene remoto a un bisogno immediato.

Al cospetto di ogni verità un’angoscia segreta ci pervade.

Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale.

Alla mente da lei prescelta l’intelligenza dona tutto, tranne la certezza di essere intelligente.

Amare è fare la ronda senza posa intorno all’impenetrabilità di un essere.

Amare è sentire la pressione del corpo assente contro il nostro.

Ammettere di buon grado che le nostre idee non hanno motivo di interessare chicchessia è il primo passo verso la saggezza.

Appartengono alla letteratura tutti i libri che si possono leggere due volte.

Arte popolare è l’arte del popolo che al popolo non sembra arte. Quella che gli sembra arte è arte volgare.

Aver ragione è una ragione in più per non aver successo.

Basta la grazia imprevista di un sorriso intelligente a far volare via gli strati di tedio depositati dai giorni.

Basta un briciolo di perspicacia per diffidare delle proprie idee senza per questo affidarsi alle idee altrui.

Borghesia è qualunque insieme di individui scontenti di ciò che hanno e soddisfatti di ciò che sono.

Chi cerchi di educare e non di sfruttare, si tratti di un popolo o di un bambino, non gli parla facendo la vocina infantile.

Chi denuncia i limiti intellettuali dei politici dimentica che tali limiti sono la causa dei loro successi.

Chi non teme che il più banale dei suoi momenti presenti diventi in futuro un paradiso perduto?

Chi si ostina a voler capire più di quel che c’è da capire capisce meno di tutti.

Chi sopprime le segrete connivenze tra i propri amori e i propri odi diventa un fanatico che incede tra schemi.

Chiamare ingiustizia la giustizia è la più diffusa delle consolazioni.

Chiamiamo egoista chi non si sacrifica al nostro egoismo.

Chiunque non confidi nell’uomo è, in fondo, un cristiano.

Ci sono uomini che alla loro intelligenza fanno visita, e altri che vi dimorano.

Ciò che la ragione giudica impossibile è l’unica cosa in grado di appagare il nostro cuore.

Ciò che non è persona in fondo non è nulla.

Civiltà è ciò che è miracolosamente scampato allo zelo dei governanti.

Coltivare la lucidità è il fine della cultura.

Compito dell’immaginazione è la redenzione della realtà.

Convincere chi ha opinioni proprie è facile, ma nessuno convince chi sostiene opinioni altrui. Nessuno si aggrappa tanto alle proprie opinioni quanto colui che è solamente l’eco dell’epoca in cui vive.

Crediamo di affrontare le nostre teorie con i fatti, in realtà possiamo confrontarle solo con teorie dell’esperienza.

Da quando la religione si secolarizza, come unico testimone di Dio rimane Satana.

Da sempre, in politica, patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi.

Delle persone che amiamo ci basta l’esistenza.

Dicesi problema sociale la necessità di trovare un equilibrio tra l’evidente uguaglianza degli uomini e la loro evidente disuguaglianza.

Diffidiamo di chi vive andando a caccia di argomenti per convincere gli altri. L’intelligenza ha per unica ambizione convincere se stessa.

Dio è la condizione trascendentale dell’assurdità dell’universo.

Dopo aver screditato la virtù, questo secolo è riuscito a screditare anche i vizi.

Duecento anni fa era lecito confidare nel futuro senza essere completamente stupidi. Ma oggi chi può dar credito alle attuali profezie, dato che siamo noi lo splendido avvenire di ieri?

È facile convertirsi a una teoria ascoltando il difensore della teoria contraria.

È sufficiente che la bellezza sfiori appena il nostro tedio, perché il cuore ci si laceri come seta tra le mani della vita.

È sufficiente l’impatto di un verso per far esplodere i detriti che seppelliscono l’anima.

Educare l’uomo è impedirgli la “libera espressione della sua personalità”.

Erotismo, sensualità, amore, quando non convergono in una stessa persona non sono altro, isolatamente, che una malattia, un vizio, una stupidità.

Essere cristiani è trovarsi di fronte a colui cui non possiamo nasconderci, di fronte a cui non possiamo mascherarci. È assumersi il peso di dire la verità anche quando offende.

Gli esempi concreti sono i carnefici delle idee astratte.

Gli individui, come le nazioni, hanno virtù diverse e identici difetti. Nostro patrimonio comune è la viltà.

Grande scrittore è quello che intinge in inchiostro infernale la penna che strappa dall’ala di un arcangelo.

I conflitti interiori rompono la crosta di indifferenza che l’anima oppone alle verità che l’assediano.

I libri non sono strumenti di perfezione, ma barricate contro il tedio.

I libri più intelligenti dicono le stesse cose dei libri più stupidi, solo che gli autori sono diversi.

I professionisti della venerazione dell’uomo si sentono autorizzati a disprezzare il prossimo. La difesa della dignità umana consente loro di essere sgarbati con il vicino.

Il cattolico autentico non sta al di qua ma al di là della bestemmia.

Il credente non è possessore di eredità iscritte al catasto, ma comandante che avvista le coste di un continente inesplorato.

Il critico coglie nel segno con argomenti assurdi e prende cantonate con ragionamenti coerenti. La grande critica d’arte è un abuso efficace della ragione.

Il discepolo non possiede né soluzioni né problemi, ma solo un vocabolario. La sua funzione si riduce a formulare banalità nel lessico del maestro.

Il domandarsi tace solo di fronte all’amore: “Perché amare?” è l’unica domanda impossibile: L’amore non è mistero, ma luogo in cui il mistero si dissolve.

Il filosofo non è altro che la fiamma che lo brucia.

Il filosofo non è portavoce della sua epoca, ma angelo prigioniero nel tempo.

Il libro non educa chi lo legge allo scopo di educarsi.

Il male, come gli occhi, non vede se stesso. Tremi colui che si vede innocente.

Il massimo trionfo della scienza sembra consistere nella velocità crescente con cui lo stupido può trasferire la sua stupidità da un luogo a un altro.

Il mistero è meno inquietante del fatuo tentativo di eliminarlo attraverso spiegazioni stupide.

Il modo in cui certuni predicano i «valori spirituali» fa automaticamente dubitare della loro rettitudine.

Il mondo dei sensi è una molecola di polvere in un torrente di acque invisibili.

Il naturale e il sovrannaturale non sono piani sovrapposti ma fili intrecciati.

Il nulla è l’ombra di Dio.

Il paganesimo è l’altro Antico Testamento della Chiesa.

Il popolo sopporta di essere derubato, purché non si smetta di adularlo.

Il più grande errore moderno non è l’annuncio della morte di Dio, ma l’essersi persuasi della morte del diavolo.

Il popolo non elegge chi lo cura, ma chi lo droga.

Il ridicolo è il tribunale supremo della nostra condizione terrena.

Il riso amabile e compiacente è una prostituzione dell’anima.

Il socialismo è la filosofia della colpa altrui.

Il sorriso dell’essere che amiamo è l’unico rimedio efficace contro il tedio.

In filosofia il nuovo non è un albero nuovo, ma un nuovo germoglio primaverile.

Invecchiare con dignità è un compito da svolgere istante per istante.

Invecchiare è una catastrofe del corpo che la nostra codardia trasforma in catastrofe dell’anima.

Istruire non è indicare soluzioni, ma rivelare problemi.

L’adesione al comunismo è il rito che permette all’intellettuale borghese di esorcizzare la sua cattiva coscienza senza abiurare il suo essere borghese.

L’adolescente non perdona gli scrittori letti da suo padre.

L’amore è essenzialmente adesione dello spirito a un corpo nudo.

L’amore è l’atto che trasforma il suo oggetto da cosa in persona.

L’amore è l’organo con cui percepiamo l’inconfondibile individualità degli esseri.

L’amore per il popolo è vocazione aristocratica. Il democratico lo esercita soltanto in periodo elettorale.

L’anima cresce verso l’interno.

L’anima deve aprirsi all’invasione di ciò che le è estraneo, rinunciare a difendersi, favorire il nemico, affinché il nostro essere autentico sorga e si mostri, non come una fragile costruzione protetta dalla nostra timidezza, ma come la nostra rocca, il nostro granito incorruttibile.

L’arte non annoia mai perché ogni opera è un’avventura senza preliminari garanzie di riuscita.

L’artista coglie nel segno per ragioni che ignora.

L’atrocità della vendetta non è proporzionale all’atrocità dell’offesa, ma all’atrocità di chi si vendica.

L’atto filosofico per eccellenza è scoprire un problema in ogni soluzione.

L’autentico umanesimo si edifica sulla consapevolezza delle insufficienze umane.

L’età adulta del pensiero non è determinata né dall’esperienza né dagli anni, ma dall’incontro con certe filosofie.

L’etica ci proibisce di considerare gli uomini come mezzi e l’Uomo come fine.

L’idea del “libero sviluppo della personalità” sembra degna di ammirazione finché non incappa in individui la cui personalità si è sviluppata liberamente.

L’idea intelligente produce piacere sensuale.

L’individualismo moderno si riduce a reputare personali e proprie le opinioni condivise da tutti.

L’intelligenza si inventa coerenze per dormire sonni tranquilli. Fin quando non irrompe l’assurdo.

L’intelligenza tende all’imbecillità come i corpi tendono al centro della terra.

L’intelligenza vive finché non preferisce le sue soluzioni ai problemi.

L’interlocutore incoerente è più irritante dell’interlocutore ostile.

L’ironista diffida di ciò che dice senza per questo credere che sia vero il contrario.

L’ortodossia è la tensione tra due eresie.

L’umanità crede di rimediare ai propri errori ripetendoli.

L’unica cosa che amiamo nella vita sono le presenze che l’attraversano come messaggere d’altri mondi.

L’unica imparzialità su cui fare affidamento è quella dell’anima da cui si ode un agitarsi di fiere.

L’uomo ama solo chi adula, ma rispetta solo chi lo insulta.

L’uomo comune erra nell’oscurità, il filosofo si sbaglia alla luce del sole.

L’uomo di sinistra si crede generoso perché le sue mete sono confuse.

L’uomo è il rifugio più fragile per l’uomo.

L’uomo è un animale che immagina di essere uomo.

L’uomo intelligente è quello che mantiene la sua intelligenza a una temperatura indipendente dalla temperatura dell’ambiente in cui vive.

L’uomo intelligente non vive mai in ambienti mediocri. Un ambiente mediocre è quello in cui non ci sono uomini intelligenti.

L’uomo moderno non ama, si rifugia nell’amore; non spera, si rifugia nella speranza; non crede, si rifugia in un dogma.

L’uomo moderno non si sente mai così individuo come quando fa le stesse cose che fanno tutti.

L’uomo non è padrone della propria intelligenza: ne riceve semplicemente le visite.

L’uomo più disperato è solamente colui che meglio nasconde la sua speranza.

L’uomo preferisce discolparsi con la colpa altrui piuttosto che con la propria innocenza.

L’uomo vive dei suoi problemi e muore delle sue soluzioni.

La banalizzazione è il prezzo della comunicazione.

La bruttezza di un oggetto è la condizione preliminare del suo moltiplicarsi su scala industriale.

La coerenza di un discorso non è prova di verità ma solo di coerenza. La verità è la somma di evidenze incoerenti.

La continuità dell’Occidente si è interrotta da quando il libro antico ha smesso di contenere insegnamenti per diventare documenti.

La fede incapace di ridere di se stessa deve dubitare della propria autenticità. Il sorriso è ciò che dissolve il simulacro.

La forma sublime del disprezzo è il perdono.

La legge è forma giuridica del costume oppure sopraffazione della libertà.

La legge è l’embrione del terrore.

La legislazione che protegge minuziosamente la libertà strangola le libertà.

La legittimità del potere non dipende dalla sua origine ma dai suoi fini. Per il democratico, invece, nulla è vietato al potere se la sua origine lo legittima.

La libertà non è indispensabile perché l’uomo sappia cosa vuole e chi è, ma perché sappia chi è e che cosa vuole.

La libertà non è la meta della storia, ma la materia con cui essa lavora.

La libertà non è un fine, è un mezzo. Chi la scambia per un fine, quando la ottiene non sa che farsene.

La lucidità della coscienza è privilegio di coloro che sono privi della stoltezza necessaria alle convinzioni dominanti.

La maggior parte delle filosofie sono ostacoli che è possibile aggirare con una deviazione di percorso, ma alcune, poche, sono catene montuose che si è costretti ad attraversare.

La modernità non sfugge alla tentazione di identificare il permesso con il possibile.

La modernità risolve i suoi problemi con soluzioni ancora peggiori dei problemi.

La morte di Dio, è una falsa notizia messa in giro dal diavolo che mentiva sapendo di mentire.

La parola non è stata data all’uomo per ingannare, ma per ingannarsi.

La personalità di questi tempi è la somma di ciò che fa colpo sugli stupidi.

La più grande astuzia del male è travestirsi da dio domestico e discreto, familiare e rassicurante.

La prolissità non è un eccesso di parole, ma una carenza di idee.

La radicale opposizione tra gli uomini si svela nel fatto che, parlando del piacere, gli uni decollano verso la metafisica e gli altri scivolano verso la fisiologia.

La ragione è una mano premuta sul petto a placare il battito del nostro cuore disordinato.

La religione non è nata dall’esigenza di assicurare solidarietà sociale, come le cattedrali non sono state edificate per incentivare il turismo.

La saggezza consiste semplicemente nel non insegnare a Dio come si debbano fare le cose.

La sensualità è la possibilità permanente di riscattare il mondo dalla prigionia della sua insignificanza.

La sensualità è la presenza del valore nel sensibile.

La società del futuro: una schiavitù senza padroni.

La società moderna si concede il lusso di tollerare che tutti dicano ciò che vogliono perché oggi, di fondo, tutti pensano allo stesso modo.

La spiegazione incapace di rendere più misterioso ciò che spiega è una spiegazione fallita.

La tecnica mutila ogni desiderio che soddisfa.

La tirannia di un individuo è preferibile al dispotismo della legge, perché il tiranno è vulnerabile mentre la legge è incorporea.

La tirannia più esecrabile è quella che adduce principi degni di rispetto.

La verità nasce nell’anima che si agita in mezzo al silenzio delle cose.

La vita dell’intelligenza è un dialogo tra il personalismo dello spirito e l’impersonalismo della ragione.

La “volontà generale” è la finzione che consente al democratico di sostenere che per inchinarsi di fronte ad una maggioranza c’è un’altra ragione oltre la semplice paura.

Le architravi secolari poggiano sulle spalle solitarie.

Le categorie sociologiche autorizzano a circolare nella società senza curarsi dell’individualità insostituibile di ciascun uomo. La sociologia è l’ideologia della nostra indifferenza verso il prossimo.

Le civiltà muoiono per l’indifferenza verso i valori peculiari che le fondano.

Le frasi sono pietruzze che lo scrittore getta nell’animo del lettore. Il diametro delle onde concentriche che esse formano dipende dalle dimensioni dello stagno.

Le idee sembrano frutto di improvvisi squilibri del cervello, che rapidamente torna alla sua stolida stabilità.

Le incertezze del maestro sono le certezze del discepolo.

Le perfezioni di chi amiamo non sono finzioni dell’amore. Amare è, al contrario, il privilegio di accorgersi di una perfezione invisibile agli occhi degli altri.

Le perversioni sono diventate parchi suburbani frequentati in famiglia dalle moltitudini domenicali.

Le prove dell’esistenza di Dio abbondano per chi non ne ha bisogno.

Le verità non stanno entro la circonferenza di un cerchio il cui centro è l’uomo. Le verità si stagliano in luoghi impervi: l’uomo si aggira seguendo i meandri di un sentiero sinuoso che le rivela, le occulta, e alla fine le mostra o le nasconde.

Limitando il nostro uditorio limitiamo i nostri passi falsi. La solitudine è l’unico arbitro incorruttibile.

Lo scetticismo è l’umiltà dell’intelligenza.

Lo Stato moderno fabbrica le opinioni che poi raccoglie rispettosamente sotto il nome di opinione pubblica.

Lo psicologo abita i sobborghi dell’anima, come il sociologo la periferia della società.

Lo scetticismo autentico aspetta serenamente senza erigere idoli surrettizi.

Lo scetticismo non è la tomba dell’intelligenza, bensì la fonte che la ringiovanisce.

Lo sguardo disinfettante dell’intelligenza è l’unica profilassi contro le purulenze della vita.

Lo specialista asseconda la propensione delle scienze a trasformarsi in ideologie. Al fine di occupare posizioni di comando, lo specialista attribuisce alla propria specialità una superiorità fittizia che il profano, intimidito dall’esoterismo di ogni specializzazione, non osa contestare.

Lo storico democratico insegna che il democratico uccide solo perché le sue vittime lo costringono a farlo.

Lo stupido non si rassegna all’esistenza dell’insolubile: falso problema o problema risolvibile domani, questo è il suo dilemma.

Lo stupido si interessa delle idee altrui solo quando sfiorano le sue tribolazioni personali.

Lo stupido, non comprendendo l’obiezione che lo confuta, si sente da essa rafforzato.

Malgrado l’intrusione di fronzoli tecnici nelle lettere, gli artifici estetici non sono strumenti di laboratorio ma trappole per dare la caccia agli angeli.

Man mano che cresce lo Stato decresce l’individuo.

Maturare non vuol dire rinunciare alle nostre aspirazioni, ma accettare che il mondo non è obbligato a soddisfarle.

Mille sono le verità, uno solo l’errore.

Nei Paesi borghesi come in terra comunista l’«evasione dalla realtà» è deplorata in quanto vizio solitario, perversione debilitante e abietta. […] Tale «evasione» è la fugace visione di splendori perduti e la probabilità di un verdetto implacabile sulla società attuale.

Nel correggere la naturale ambivalenza dei sentimenti, la ragione li corrompe, mutilando così l’universo.

Nel nostro secolo ogni impresa collettiva edifica prigioni. Solo l’egoismo ci impedisce di collaborare ad atti infami.

Nessuna idea che ha bisogno d’appoggio lo merita.

Nessuno merita il nostro interesse più di un istante, o meno di una vita.

Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega.

Nietzsche sarebbe l’unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio.

Non appena le norme che ci rendono civili si allentano, il popolo servile, che grugnisce in ciascuno di noi, scatena i suoi torvi appetiti.

Non c’è cosa più deprimente dell’appartenere a una moltitudine nello spazio. Né più esaltante dell’appartenere a una moltitudine nel tempo.

Non c’è fraternità politica che valga un odio condiviso.

Non c’è retorica che prolunghi l’amore tra le anime oltre l’istante in cui la carne si placa.

Non c’è vittoria spirituale che non sia necessario ogni giorno vincere di nuovo.

Non è la sensualità che allontana da Dio ma l’astrazione.

Non è stato un Dio ventriloquo a ispirare la Bibbia. La voce divina attraversa il testo sacro come un vento tempestoso il folto di un bosco.

Non la sintesi, ma la tensione dei contrari appaga l’intelligenza.

Non l’originalità della dottrina ma la divinità di Cristo determina l’importanza del cristianesimo.

Non parlo di Dio, per convertire qualcuno, ma perché è l’unico tema di cui valga la pena parlare.

Non potendo parlare sempre della morte, tutti i nostri discorsi sono banali.

Non riuscendo a realizzare le sue aspirazioni, il “progresso” chiama aspirazione ciò che si realizza.

Non vorremmo limitarci ad accarezzare il corpo amato, ma essere la carezza stessa.

Nulla è più difficile del non fingere di capire.

Nulla è più pericoloso che risolvere problemi transitori con soluzioni permanenti.

Oggi a partecipare si finisce per essere complici.

Ogni verità è un rischio che ci pare valga la pena di correre.

Ogni bene che si possa dimostrare è un bene a metà. Il Bene si può solo mostrare.

Ogni civiltà è un dialogo con la morte.

Ogni nuova generazione accusa le generazioni precedenti di non aver redento l’uomo. Ma l’abiezione con cui la nuova generazione si adatta al mondo, dopo il fallimento di turno, è proporzionale alla veemenza delle sue accuse.

Ogni scrittore glossa all’infinito il suo breve testo originale.

Ogni verità è tensione tra evidenze contrarie che esigono simultaneo rispetto.

Ogni verità va dalla carne alla carne.

Pensare come i nostri contemporanei è la ricetta della prosperità e della stupidità.

Per Dio non ci sono che individui.

Per il lettore che sa leggere tutta la letteratura è contemporanea.

Per sfidare Dio l’uomo gonfia il proprio vuoto.

Più che ragioni per credere, ci sono ragioni per dubitare del dubbio.

Pochi uomini sopporterebbero la propria vita se non si sentissero vittime della sorte.

Predicano le verità in cui credono o le verità in cui credono di dover credere?

Qualsiasi filosofo risulta indecifrabile per chi ne indaghi le risposte senza conoscerne prima le domande.

Quando l’amore raggiunge la sua perfetta maturità, l’impudicizia è la sua unica espressione adeguata.

Quando le cose ci sembrano essere solo quel che sembrano, presto ci sembreranno essere ancora meno.

Quando lo spirito si adagia per assopirsi in una «armonia più alta», il rumore del conflitto lo risveglia.

Quando si è giovani si teme di passare per stupidi; nell’età matura si teme di esserlo.

Quanto più gravi sono i problemi, tanto maggiore è il numero di inetti che la democrazia chiama a risolverli.

Quanto più l’uomo crede di essere libero, tanto più facile è indottrinarlo.

Quanto più una cosa è importante, tanto meno importa il numero dei suoi difensori. Se per difendere una nazione c’è bisogno di un esercito, per difendere un’idea basta un solo uomo.

Questo secolo di pedagogia proletaria predica la dignità del lavoro, come uno schiavo che calunnia l’ozio intelligente e voluttuoso.

Questo secolo sprofonda lentamente in un pantano di sperma e di merda. Per maneggiare gli avvenimenti attuali gli storici futuri dovranno mettersi i guanti.

Rassegnarsi all’errore è il principio della saggezza.

Respingiamo l’abominevole esortazione a rinunciare all’amicizia e all’amore per evitare la sventura. Mescoliamo piuttosto le nostre anime come intrecciamo i nostri corpi. Che la persona amata sia la terra delle nostre radici divelte.

Respiro male in un mondo non attraversato da ombre sacre.

Rifiutare di stupirsi è il contrassegno della bestia.

Riformare la società per mezzo di leggi è il sogno del cittadino incauto e il preambolo discreto di ogni tirannia

Ritenere di non avere pregiudizi è il più comune dei pregiudizi.

Sarebbe interessante verificare se c’è mai stata predica che non sia sfociata in assassinio.

Se Dio fosse il punto d’arrivo di un ragionamento, non sentirei alcuna necessità di adorarlo. Ma Dio non è solo la sostanza di ciò che spero, è anche la sostanza di ciò che vivo.

Sensuale, scettico e religioso non sarebbe una cattiva definizione di ciò che sono.

Si comincia scegliendo perché si ammira e si finisce ammirando perché si è scelto.

Si deve leggere solo per scoprire ciò che va eternamente riletto.

Società totalitaria è il nome volgare di quella specie sociale la cui denominazione scientifica è società industriale.

Soggettivo è quel che un solo soggetto percepisce, oggettivo quel che tutti i soggetti percepiscono: perciò sia l’oggettività che la soggettività possono essere tanto reali quanto fittizie.

Solo da una lettura ininterrotta, ratificata da una seconda lettura, può nascere un giudizio assennato su un libro.

Solo delle cause perse si può essere partigiani irriducibili.

Solo se ci contraddicono possiamo affinare le nostre idee.

Solo una cosa non è vana: la perfezione sensuale dell’istante.

Soltanto i personaggi dei romanzi mediocri risolvono i loro problemi.

Spesso il pensare si riduce a inventare ragioni per dubitare dell’evidente.

Sulla nostra vita influiscono solo piccole verità, minuscole illuminazioni.

Tra avversari intelligenti c’è una simpatia segreta, giacché tutti dobbiamo la nostra intelligenza e le nostre virtù alle virtù e all’intelligenza del nostro nemico.

Tra i moderni succedanei della religione forse il meno abietto è il vizio.

Tutte le dimostrazioni deludono, come tutti i sogni realizzati. L’incertezza è il clima dell’anima.

Tutto ci sembra caotico tranne il nostro disordine.

Un libro che non abbia Dio, o l’assenza di Dio, come protagonista clandestino, è privo d’interesse.

Un corpo nudo risolve tutti i problemi dell’universo.

Un’evidente stupidaggine non certifica la stupidità del suo autore. È sufficiente affidarsi all’automatismo della ragione per sfociare logicamente in impavide scemenze.

Una convinzione si irrobustisce solo quando la nutriamo di obiezioni.

Una convinzione che non poggi su palafitte scettiche sprofonda.

Una vocazione genuina porta lo scrittore a scrivere solo per sé: dapprima per orgoglio, poi per umiltà.

Visto dall’interno, niente è completamente vuoto.

Vive la sua vita solo chi la osserva, la pensa e la dice: gli altri, è la vita che li vive.

Vivere è l’unico valore della modernità. Perfino l’eroe moderno muore esclusivamente in nome della vita.

Viviamo perché non ci guardiamo con gli occhi con cui gli altri ci guardano.

Vorremmo che certi dipinti ci invitassero dentro il quadro per partecipare al loro modo di essere.


Le anime che non siano teatro di conflitti sono scenari vuoti. La concordia è sempre noiosa.

Le idee ci tradiscono se non le tradiamo prima noi. Dobbiamo essere fedeli soltanto alla complessità delle cose.

Le letture filosofiche sono conversazioni con intelligenze squisite, al calore delle quali le nostre idee germogliano. Sotto il sole di Platone, di Descartes, di Kant nascono ugualmente, a seconda del seme, rose o rape.

Le rivoluzioni sono perfette incubatrici di burocrati.

Le verità sono il premio di una vita intelligente.

Maturare è scoprire l’altra faccia delle cose.

Nell’intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.

Nessuno che conosca se stesso si può assolvere.

Non avendo ottenuto che gli uomini mettano in pratica quello che insegna, la Chiesa di oggi si è rassegnata a insegnare quello che mettono in pratica.

Non dubitare dei nostri propositi è il modo migliore per sopprimere le sottigliezze dell’intelligenza e le sfumature della sensibilità, ossia gli aspetti più interessanti della vita.

Non vale la pena di cercare di convincere chi non sia già convinto in anticipo. Convincere non è altro che rendere esplicite convinzioni implicite.

Ogni giorno che passa ho sempre meno speranze di imbattermi in qualcuno che non nutra la certezza di sapere come guarire i mali del mondo.

Ogni individuo con «ideali» è un potenziale assassino.

Ogni religione altrui oscilla tra il ridicolo e il diabolico.

Ogni soddisfazione è una forma di oblio.

Ogni verità è un rischio che ci assumiamo appoggiandoci su una serie indefinita di evidenze infinitamente piccole.

Ogni vita è un esperimento fallito.

Per cogliere nel segno è necessario contraddirsi. Perché l’universo è contraddittorio.

Per meschina e povera che sia, ogni vita possiede istanti degni di eternità.

Per poter essere civilizzato l’uomo deve fingere di esserlo. La capacità di ipocrisia dà la misura della capacità di incivilimento di un popolo.

Quando mi sento padrone di una verità non mi interessa l’argomento che la conferma, ma quello che la confuta.

Riferita a problemi seri, la parola “soluzione” ha un suono grottesco.

Senza oppositori integrali non è facile essere lucidi. Localizziamo il polo verso cui andiamo solo quando vediamo la mentalità da noi aborrita dirigersi verso il polo opposto. L’unico precettore utile è il nostro antagonista congenito.

Siamo troppo ignoranti per affermare la possibilità o l’impossibilità di alcunché.

Solo lo stupido sa esattamente perché crede o perché dubita.

Sono pochi quelli che non si scoraggiano quando smettono di credere alle menzogne.

Tra intellettuali la conversazione è scambio di idee altrui.

Tra poche parole è così difficile nascondersi come tra pochi alberi.

Tutti si sentono superiori a quello che fanno perché si credono superiori a quello che sono. Nessuno crede di essere quel poco che è in realtà.

Una filosofia ne supera un’altra solo quando definisce con maggior precisione lo stesso mistero insolubile.

Vedere diventa monotono se non serve a vedere come vedono altri.

Vivere con lucidità una vita semplice, silenziosa, discreta, tra libri intelligenti, amando poche persone.

 

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