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Frasi, citazioni e aforismi dell’antropologo Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung (1875-1961)  La vita Carl Gustav Jung nasce il 26 luglio 1875 in un piccolo paese sulla costa svizzera del lago di Costanza, Dopo poco la famiglia si trasferisce a Sciaffusa e nel 1879 a Klein Hüningen (ora periferia di Basilea), dove il padre diventa rettore della pieve, esercitando poi anche la funzione di cappellano nel manicomio della città. Carl Gustav Jung è stato uno psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero. La sua tecnica e teoria, di derivazione psicoanalitica, è chiamata “psicologia analitica”, “psicologia del profondo”.

La personalità scientifica di Jung si manifesta con il concetto di “complesso”. Esso è un insieme strutturato di rappresentazioni, consce e meno consce, dotate di una carica affettiva. La psicheumana è un insieme indeterminato e indeterminabile di complessi, tra i quali lo stesso “Io”, il complesso che ha l’appannaggio della coscienza ed è in relazione con tutti gli altri. Quando questa relazione s’indebolisce o si spezza, gli altri complessi si fanno autonomi, inconsci, e cominciano a dirigere l’azione, con un processo di dissociazione, origine del disagio psichico.

 

 

 

 

Buona lettura:

 

Quanto più domina la ragione critica, tanto più la vita si impoverisce; ma quanto più dell’inconscio e del mito siamo capaci di portare alla coscienza, tanto più rendiamo completa la nostra vita.
Carl Gustav Jung

 

Gli archetipi sono come i letti dei fiumi abbandonati dall’acqua, che però possono nuovamente accoglierla dopo un certo tempo. Un archetipo è simile a una gola di montagna in cui la corrente della vita si sia lungamente riversata: quanto più ha scavato questo letto, quanto più ha conservato questa direzione, tanto più è probabile che, presto o tardi, essa vi ritorni.
Carl Gustav Jung

 

 Il cristianesimo ha scisso il barbaro germanico in una metà superiore e una metà inferiore, rimuovendo la parte oscura e addomesticando la parte superiore per adattarla alla civiltà.  Via via che la concezione cristiana del mondo va perdendo di autorità, sentiamo che la «bionda bestia» si agita sempre più minacciosamente nel suo carcere sotterraneo, pronta a balzare all’aperto ad ogni istante con conseguenze devastatrici.
Carl Gustav Jung

 

Chiunque abbia letto uno qualsiasi dei miei libri non può avere dubbi sul fatto che io non sono mai stato filonazionalsocialista e tanto meno antigiudaico; non c’è citazione, traduzione o manipolazione tendenziosa di ciò che ho scritto che possa modificare la sostanza del mio punto di vista, che è lì stampato, per chiunque voglia conoscerlo. Quasi tutti questi brani sono stati in qualche misura manomessi, per malizia o per ignoranza. Prendiamo la falsificazione più importante, quella sul Saturday dell’11 giugno: “L’ebreo, che è una specie di nomade, non ha mai creato una forma propria di civiltà, e probabilmente non lo farà mai. L’inconscio ariano dispone di un potenziale più elevato di quello giudaico”. Guarda caso, se lette nel loro contesto queste frasi acquistano un significato esattamente contrario a quello attribuito a esse da questi “ricercatori”. Sono state prese da un articolo intitolato “Situazione attuale della psicoterapia. Perché si possa giudicare il senso di queste frasi controverse, le leggerò per intero il paragrafo in cui ricorrono: “In virtù della loro civiltà, più del doppio antica della nostra, essi presentano una consapevolezza molto maggiore rispetto alle debolezze umane e ai lati dell’Ombra, e perciò sono sotto questo aspetto molto meno vulnerabili. Grazie all’esperienza ereditata dalla loro antichissima civiltà essi sono capaci di vivere, con piena coscienza, in benevola, amichevole e tollerante prossimità dei loro difetti, mentre noi siamo ancora troppo giovani per non nutrire qualche “illusione” su noi stessi… Il giudeo, quale appartenente a una razza che dispone di una civiltà di circa tremila anni, possiede, come il cinese colto, un più ampio spettro di consapevolezza psichica rispetto a noi. Il giudeo, che è una specie di nomade, non ha mai creato una forma propria di civiltà, e probabilmente non lo farà mai, poiché tutti gli istinti e i suoi talenti presuppongono, per potersi sviluppare, un popolo che li ospiti, dotato di un grado più o meno elevato di civiltà. La religione giudaica nel suo insieme possiede perciò – per l’esperienza che me ne sono fatta – un inconscio che si può paragonare solo con alcune riserve a quello ariano. Eccezion fatta per alcuni individui creativi, possiamo dire che il giudeo medio è già molto più consapevole e raffinato per covare ancora in sé le tensioni di un futuro non nato. L’inconscio ariano dispone di un potenziale più elevato di quello giudaico, il che costituisce al tempo stesso il vantaggio e lo svantaggio di una giovane età che non si è ancora completamente distaccata dall’elemento barbarico
Carl Gustav Jung

 

 

In stato di incoscienza ebbi deliri e visioni che dovettero cominciare quando ero in pericolo di vita e mi curavano con ossigeno e iniezioni di canfora… Mi pareva di essere sospeso nello spazio, sotto di me, lontano vedevo il globo terrestre avvolto in una splendida luce azzurrina e distinguevo i continenti e l’azzurro scuro del mare. Proprio ai miei piedi c’era Ceylon e dinanzi a me, a distanza, l’India. La mia visuale comprendeva tutta la Terra; la sua forma sferica era chiaramente visibile e i suoi contorni splendevano di un bagliore argenteo, in quella meravigliosa luce azzurra. In molti punti il globo sembrava colorato o macchiato di verde scuro, come argento ossidato. Sulla sinistra, in fondo, c’era una vasta distesa, il deserto giallo rossastro dell’Arabia; come se l’argento della terra in quel punto avesse preso una sfumatura di oro massiccio. Poi seguiva il Mar Rosso e lontano — come a sinistra in alto su una carta — potevo scorgere anche un lembo del Mediterraneo, oggetto particolare della mia attenzione. Tutto il resto appariva indistinto. Vedevo anche i nevai dell’Himalaya coperti di neve, ma a quella distanza c’era nebbia e nuvole. Non guardai per nulla verso destra. Sapevo di essere sul punto di lasciare la Terra. Più tardi mi informai dell’altezza a cui si dovrebbe stare nello spazio per avere una vista così ampia: circa 1500 chilometri. La vista della Terra a tale altezza è la cosa più meravigliosa che avessi mai visto. Ero sospeso nello spazio cosmico, e io pure fluttuavo per il cosmo… È impossibile farsi un’idea della bellezza e dell’intensità dei sentimenti durante quelle visioni. Furono la cosa più tremenda che io abbia mai provato
Carl Gustav Jung

 

 

Quando mi avvicinai ai gradini che portavano all’entrata accadde una cosa strana: ebbi la sensazione che tutto il passato mi fosse all’improvviso tolto violentemente. Tutto ciò che mi proponevo, o che avevo desiderato o pensato, tutta la fantasmagoria dell’esistenza terrena, svanì, o mi fu sottratta: un processo estremamente doloroso. Nondimeno qualcosa rimase: era come se adesso avessi con me tutto ciò che avevo vissuto e fatto, tutto ciò che mi era accaduto intorno. Potrei dire: era tutto con me e io ero tutto ciò. Consistevo di tutte queste cose, per così dire: consistevo della mia storia personale e avvertivo con sicurezza: “Questo è ciò che sono. Sono questo fascio di cose che sono state e che si sono compiute”. Questa esperienza mi dava una sensazione di estrema miseria e al tempo stesso di grande appagamento. Non vi era più nulla che volessi o desiderassi. Esistevo, per così dire, oggettivamente: ero ciò che ero stato e che avevo vissuto…
Carl Gustav Jung

 

 

Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente… Prima o poi, i morti diventeranno un tutt’uno con noi; ma, nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d’essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell’eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo.
Carl Gustav Jung

 

 

La mia vita è la storia di un’autorealizzazione dell’inconscio
Carl Gustav Jung

 

È rimasto immobile per 24 ore prima di morire e non rispondeva più a nessuna sollecitazione… era molto lontano ormai. I suoi ultimi respiri erano così meravigliosi e liberi che non c’era spazio nel mio cuore per la tristezza. Un quarto d’ora dopo la sua morte, con un boato spaventoso, un fulmine a ciel sereno ha lacerato per tutta la sua lunghezza uno dei pioppi del giardino

 

 

L’alchimia è, come il folclore, un grandioso affresco proiettivo di processi di pensiero inconsci. A causa di questa fenomenologia mi sono sottoposto allo sforzo di leggere da cima a fondo l’intera letteratura classica dell’alchimia
Carl Gustav Jung

 

 

Tutto ciò che ho appreso nella vita, mi ha portato passo dopo passo alla convinzione incrollabile dell’esistenza di Dio. Io credo soltanto in ciò che so per esperienza. Questo mette fuori campo la fede. Dunque io non credo all’esistenza di Dio per fede: io so che Dio esiste
Carl Gustav Jung

 

 

Devo liberare da Dio il mio Sé, poiché il Dio che ho conosciuto è più che amore, è anche odio; è più che bellezza, è anche ripugnanza; è più che sapienza, è anche assurdità; più che forza, è anche impotenza; più che onnipresenza, è anche la mia creatura
Carl Gustav Jung

 

 

 Questo non vuol dire: “so che esiste un Dio determinato (Zeus, Yahweh, Allah, il Dio trinitario, ecc.)”, ma piuttosto: “so che sono palesemente confrontato con un fattore in sé sconosciuto e che chiamo Dio in consensu omnium… In quanto so di una collisione con una volontà superiore nel mio proprio sistema psichico, so di Dio, e se volessi tuttavia osare l’ipostatizzazione in sé illegittima della mia idea, direi: so di un Dio al di là del bene e del male che è altrettanto in me quanto in ogni luogo al di fuori di me”.
Carl Gustav Jung

 

 

Rimasi sconvolto la prima volta che lessi il libro di Giobbe: dunque Yahweh è ingiusto, pensai, un malvagio. Infatti si lascia persuadere dal demonio, accetta di infliggere orribili torture a Giobbe su istigazione di Satana. Nella sua onnipotenza, non gli importa della sofferenza umana.
Carl Gustav Jung

 

 

Non sappiamo se Hitler sia in procinto di fondare un nuovo Islam. È già a buon punto; è come Maometto. L’emozione in Germania è islamica; propensa alla guerra e islamica. Sono tutti ubriacati da un dio selvaggio.
Carl Gustav Jung

 

 

Ho spesso visto persone diventare nevrotiche per essersi accontentate di risposte inadeguate o sbagliate ai problemi della vita; cercano la posizione, il matrimonio, la reputazione, il successo esteriore o il denaro, e rimangono infelici e nevrotiche anche quando hanno ottenuto tutto ciò che cercavano. Persone del genere di solito sono confinate in un orizzonte spirituale troppo angusto, la loro vita non ha sufficienti contenuti, non ha significato, se riescono ad acquistare una personalità più ampia generalmente la loro nevrosi scompare. Tra i cosiddetti nevrotici del nostro tempo ve ne sono molti che in altre epoche non lo sarebbero stati, non sarebbero stati cioè in disaccordo con se stessi: se fossero vissuti in un’epoca, in un ambiente nel quale l’uomo attraverso i miti era ancora in rapporto con il mondo ancestrale e quindi con la natura sperimentata realmente e non vista solo dall’esterno avrebbero potuto evitare questo disaccordo con se stessi.

Oggi si vuol sentire parlare di grandi programmi politici ed economici ossia proprio di quelle cose che hanno condotto i popoli ad impantanarsi nella situazione attuale, ed ecco che uno viene a parlare di sogni e di mondo interiore… tutto ciò è ridicolo, che cosa crede di ottenere di fronte ad un gigantesco programma economico, di fronte ai cosiddetti problemi della realtà? Ma io non parlo alle nazioni, io mi rivolgo solo a pochi uomini. Se le cose grandi vanno male, è solo perché i singoli individui vanno male, perché io stesso vado male, perciò, per essere ragionevole, l’uomo dovrà cominciare con l’esaminare se stesso, e poiché l’autorità non riesce a dirmi più nulla, io ho bisogno di una conoscenza delle intime radici del mio essere soggettivo. È fin troppo chiaro che se il singolo non è realmente rinnovato nello spirito neppure la società può rinnovarsi poiché essa consiste nella somma degli individui.
Carl Gustav Jung

 

 

 

 

La vostra visione apparirà più chiara soltanto quando guarderete nel vostro cuore.
Chi guarda l’esterno, sogna. Chi guarda all’interno si sveglia.
Carl Gustav Jung

 

 

Lodare e predicare la luce non serve a nulla, se non c’è nessuno che possa vederla.
Sarebbe invece necessario insegnare all’uomo l’arte di vedere.
Carl Gustav Jung

 

 

Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo
per evitare di confrontarsi con la propria anima.
Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce,
ma portando alla coscienza l’oscurità interiore.
Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.
Carl Gustav Jung

 

 

Non si può trasformare il buio in luce
e l’apatia in movimento
senza l’emozione.
Carl Gustav Jung

 

 

Se c’è un qualche cosa che vogliamo cambiare nel bambino,
prima dovremmo esaminarlo bene e vedere
se non è un qualche cosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi.
Carl Gustav Jung

 

 

L’incontro fra due personalità è come il contatto fra due sostanze chimiche:
se c’è una reazione, entrambe si Trasformano.
Carl Gustav Jung

 

La nostra psiche è costruita in armonia con la struttura dell’universo,
e ciò che accade nel macrocosmo accade ugualmente
negli infinitesimi e più recessi dell’anima.
Carl Gustav Jung

 

 

Il viaggio più difficile di un essere umano
è quello che lo conduce dentro sé stesso
alla scoperta di chi veramente egli è.
Carl Gustav Jung

 

 

La solitudine è per me una fonte di guarigione
che rende la mia vita degna di essere vissuta.
Carl Gustav Jung

 

 

A quanto possiamo discernere,
l’unico scopo dell’esistenza umana
è di accendere una luce nell’oscurità del mero essere”
Carl Gustav Jung

 

 

La scarpa che va bene a una persona sta stretta a un’altra:
non c’è una ricetta di vita che vada bene a tutti.
Carl Gustav Jung

 

 

L’amore è un concetto estensibile che va dal cielo all’inferno,
riunisce in sé il bene e il male, il sublime e l’infinito.
Carl Gustav Jung

 

 

La nostra nascita è una morte e la nostra morte una nascita.
I piatti della bilancia della totalità sono in equilibrio.
Carl Gustav Jung

 

 

Non rimpiango le persone che ho perso col tempo…
ma Rimpiango il tempo che ho perso con certe persone,
perché le persone non mi appartenevano, gli anni sì.
Carl Gustav Jung

 

 

Dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere,
e dove il potere predomina, manca l’amore.
L’uno è l’ombra dell’altro.
Carl Gustav Jung

 

 

Lodare e predicare la luce non serve a nulla,
se non c’è nessuno che possa vederla.
Sarebbe invece necessario insegnare all’uomo l’arte di vedere.
Carl Gustav Jung

 

 

La giusta azione nasce dal giusto pensiero,
e non esiste alcuna cura o miglioramento del mondo
che non inizi dall’individuo stesso.
Carl Gustav Jung

 

 

Ogni cosa che ci irrita degli altri può condurci alla comprensione di noi stessi.
Carl Gustav Jung

 

 

L’illuminazione non è immaginare figure di luce,
ma rendere consapevole l’oscurità interiore.
Carl Gustav Jung

 

 

“Quando un fatto interiore non viene reso cosciente,
si produce fuori, come destino.”
Carl Gustav Jung

 

 

La vera terapia consiste nell’approccio al divino; più si raggiunge l’esperienza del divino,
più si è liberati dalla maledizione della patologia.
Carl Gustav Jung

 

Ringrazio tutte le persone che condividendo i testi e gli articoli, partecipano alla realizzazione di questo progetto.
Grazie Lilly

 

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