Frasi, poesie e pensieri di Emily Dickinson

Nacque nel 1830 ad Amherst da una famiglia borghese di tradizioni puritane. I Dickinson erano conosciuti per il sostegno fornito alle istituzioni scolastiche locali. Suo nonno, Samuel Fowler Dickinson, era uno dei fondatori dell’Amherst College, mentre il padre ricopriva la funzione di legale e tesoriere dell’Istituto; inoltre, ricopriva importanti incarichi presso il Tribunale Generale del Massachusetts, il Senato dello Stato e la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. I suoi studi non furono regolari: durante gli anni delle scuole superiori decise, di sua spontanea volontà, di allontanarsi dal College Femminile di Mount Holyoke onde evitare di professarsi pubblicamente cristiana seguendo la moda dei “revival” dell’epoca. Le sue amicizie furono scarse.

 

Questo fu un giudizio espresso sul padre:Mio padre è troppo impegnato con le difese giudiziarie per accorgersi di cosa facciamo.
Mi compra molti libri ma mi prega di non leggerli perché ha paura che scuotano la mente.

Buona lettura 

 

Per oggi è tutto quello che ho da portare 
– Questo, e insieme il mio cuore 
– Questo e il mio cuore e i campi e i prati 
-tutto intorno
– Contali uno per uno
– dovessi dimenticarmene io qualcuno dovrà ricordarne la somma
– Questo, il mio cuore e le api, una per una, che abitano il trifoglio. 
Emily Dickinson: Basteranno i sogni 

 

Ebbrezza è il procedere alla volta del mare di un’anima cresciuta in terraferma, oltre le case, oltre i promontori nell’eterno, profondo
– Potrà il marinaio capire, come noi cresciuti tra i monti, l’ubriachezza divina, della prima lega lontano dalla terraferma? 
Emily Dickinson: Basteranno i sogni 

 

Era così – piccola – la barca che vacillava giù nella baia. 
Era così – cortese – il mare che l’invitava ad uscire! 
Era così – ingorda – l’onda che la succhiò dalla costa. 
Non l’avrebbero mai immaginato, le vele maestose, che la mia piccola imbarcazione s’era persa!
Emily Dickinson: Basteranno i sogni 

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Portami il tramonto in una tazza, 
sommami le caraffe del mattino e dimmi quante stillano di rugiada. 
Dimmi fin dove salta il mattino
– Dimmi fin quando dorme colui che intrecciò e lavorò le vastità d’azzurro.
Scrivimi quante sono le note tra i rami incantati raccolte nell’estasi del nuovo pettirosso
– E quanti i viaggi della tartaruga
– E quante le coppe di cui l’ape si nutre, 
Baccante di rugiada! 
E ancora, chi posò i moli dell’arcobaleno, 
chi conduce le docili sfere con vinchi di morbido azzurro? 
E ancora quali dita rinsaldano le stalattiti, 
chi conta le conchiglie della notte, 
per vedere che non ne manchi nessuna?
Chi costruì questa casupola bianca
e così salde ne serrò le finestre che al mio spirito non è dato di vedere?
Chi mi farà uscire un giorno di gala
e mi darà quanto occorre per volar via più sfarzosamente di un re?
Emily Dickinson: Basteranno i sogni 

 

 

Il mio nemico sta invecchiando – 
La mia vendetta è arrivata, infine e il piacere dell’odio s’allontana – 
Faccia in fretta chi si vuole vendicare –
l’alimento sfugge – è carne andata a male – e la rabbia, appena nutrita, muore –
E il digiuno che serve ad ingrassarla.
Emily Dickinson

 

 

L’acqua, la insegna la sete.
La terra – gli oceani trascorsi.
Lo slancio – l’angoscia – 
La pace – la raccontano le battaglie 
Gli uccelli, la neve.
Emily Dickinson: Basteranno i sogni 

 

 

Il mio fiume scorre verso di te –
Azzurro Mare! Mi accoglierai? 
Il mio fiume aspetta una risposta – Oh Mare – siimi benevolo –
Ti porterò ruscelli da angoli lontani – 
Ehi – Mare – Prendimi!
Emily Dickinson: Basteranno i sogni

 

 

Fammi un quadro del sole –
Che l’appenda in stanza – 
e possa fingere di scaldarmi mentre gli altri lo chiamano “Giorno”! 
Disegnami un pettirosso -su un ramo – 
Che io l’ascolti, sarà il sogno, e quando nei frutteti la melodia tacerà – 
che io deponga – 
questa mia finzione –
Dimmi se è proprio caldo –
a mezzogiorno – se siano i ranuncoli –
che “si librano” – 
le farfalle – che “fioriscono”. 
Poi -evita – il gelo – che si stende sui campi – 
e il colore della ruggine – 
che si posa sugli alberi – 
Fingiamo che quelli, ruggine e gelo – 
non arrivino mai!
Emily Dickinson: Basteranno i sogni

 

 

Mi ami, ne sei certa?
Non devo temere che ti sbagli?
Non mi risveglierò tradita,
qualche triste mattino,
per trovare che l’alba se n’è andata via con Dollie e i frutteti sono spogli?
Non debbo più tremare?
Sei sicura che non verrà mai quella notte quando – spaventata – correrò da te per trovare le finestre sbarrate e non più Dollie?
Capisci?
Non più Dollie?
Se non sei sicura,
dillo adesso –
potrò sopportarlo meglio di quando,
versato un po’ di balsamo inutile sulla mia pena,
sentirò che puoi ferirmi ancora!
Emily Dickinson

 

Confusa solo per un giorno o due imbarazzata ma non spaventata camminando nel mio giardino, incontro una ragazza del tutto inaspettata. Fa un cenno, ed appaiono foreste ogni cosa comincia ad un suo invito. In un tale paese certamente io non sono mai stata.  È tutto ciò che ho da portare oggi questo, e il mio cuore insieme questo, e il mio cuore, e tutti i campi e l’immensa distesa dei prati. Non sbagliare il conto se per caso mi dimenticassi  qualcuno direbbe la somma. Questo, e il mio cuore, e tutte le api che sul trifoglio indugiano.
Emily Dickinson

 

 

Emily Dickinson scoprì la propria vocazione poetica durante il periodo di revival religioso che, nei decenni 1840-50, si diffuse rapidamente nella regione occidentale del Massachusetts.

Uno dei suoi biografi ha affermato che concepì l’idea di diventare poetessa avendo come riferimento – in termini biblici – la lotta di Giacobbe con l’angelo.

Emily Dickinson visse la maggior parte della propria vita nella casa dove era nata, ebbe modo di fare solo rare visite ai parenti di Boston, di Cambridge e nel Connecticut. La giovane donna amava la natura, ma era costantemente ossessionata dalla morte, vestiva solo di bianco in segno di purezza. Si innamorò di un pastore protestante ma il suo rimase un amore platonico; dedicò molte sue opere a questo amore. Gran parte della sua produzione poetica riflette e coglie non solo i piccoli momenti di vita quotidiana, ma anche i temi e le battaglie più importanti che coinvolgevano il resto della società. Per esempio, più della metà delle sue poesie fu scritta durante gli anni della Guerra di secessione americana. Per citare alcuni tra i suoi versi più memorabili, le poesie della Dickinson dicono tutta la verità, ma la dicono indirettamente:

Di’ tutta la verità ma dilla obliqua
Il successo sta in un circuito
Troppo brillante per la nostra malferma delizia
La superba sorpresa della verità
Come un fulmine ai bambini chiarito
Con tenere spiegazioni
La verità deve abbagliare gradualmente
O tutti sarebbero ciechi.

 

Nel 1855 compì un viaggio a Washington e a Philadelpia, dove conobbe il reverendo Wadsworth. Quando Emily Dickinson aveva venticinque anni decise, dopo un breve viaggio a Washington, di estraniarsi dal mondo e si rinchiuse nella propria camera al piano superiore della casa paterna, anche a causa del sopravvenire di disturbi nervosi e di una fastidiosa malattia agli occhi, e non uscì di lì neanche il giorno della morte dei suoi genitori. Credeva che con la fantasia si riuscisse a ottenere tutto e interpretava la solitudine e il rapporto con sé stessa come veicoli per la felicità. Al momento della sua morte la sorella scoprì nella camera di Emily 1775 poesie scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo contenuti tutti in un raccoglitore. Prima della sua morte, vennero pubblicati solo sette testi. Oggi, Emily Dickinson viene considerata non solo una delle poetesse più sensibili di tutti i tempi, ma anche una delle più rappresentative. Alcune caratteristiche delle sue opere, all’epoca ritenute inusuali, sono ora molto apprezzate dalla critica e considerate aspetti particolari e inconfondibili del suo stile. Le digressioni enfatiche, l’uso poco convenzionale delle maiuscole, le lineette telegrafiche, i ritmi salmodianti, le rime asimmetriche, le voci multiple e le elaborate metafore sono diventati marchi di riconoscimento per i lettori che anno dopo anno l’hanno apprezzata e tradotta.

Emily Dickinson morì di nefrite nello stesso luogo in cui era nata, ad Amherst, nel Massachusetts, il 15 maggio 1886 all’età di 55 anni.

Dickinson, Emily. Poesie

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