Il santo che levitava BHADURI MAHASAYA

BHADURI MAHASAYA “Il santo che levitava”

«Signore» chiesi «perché non scrivete un libro sullo yoga a beneficio del mondo?».
«Sto formando dei discepoli» rispose. «Essi e i loro allievi saranno libri viventi, inattaccabili dalle naturali degenerazioni prodotte dal tempo e dalle innaturali interpretazioni dei critici».
«Talvolta Dio pianta i suoi santi in terreni inaspettati, affinché non si pensi che Egli possa essere ridotto a una regola!». Il saggio immobilizzò il suo corpo vibrante nella posizione del loto. Pur avendo superato i settant’anni, non mostrava alcuno dei segni spiacevoli della vecchiaia o di una vita sedentaria. Robusto ed eretto, era esemplare da ogni punto di vista. Il suo volto era quello di un rishi, così come è descritto negli antichi testi. Con il nobile capo e la folta barba, egli sedeva sempre fermamente eretto, tenendo gli occhi sereni fissi sull’Onnipresenza.

Mirabai compose numerosi canti estatici, ancor oggi molto apprezzati in India;
«Se ogni giorno facendo il bagno si potesse realizzare Dio
vorrei essere al più presto una balena nel mare; se mangiando frutti e radici si potesse conoscer
Lo assumerei volentieri
le sembianze di una capra; se sgranando il rosario si potesse scoprir
Lo reciterei le mie preghiere con enormi corone;
se inchinandosi ai piedi di immagini di pietra si potesse svelar
Lo adorerei umilmente una rocciosa montagna;
se bevendo latte si potesse assorbire il Signore molti bimbi e molti vitelli
Lo conoscerebbero;
se abbandonare la propria moglie servisse a richiamare la presenza di Dio non sarebbero a migliaia gli eunuchi?
Mirabai sa che per trovare il Divino l’unica cosa indispensabile è l’Amore».

Paramhansa Yogananda

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