Kahlil Gibran

Kahlil Gibran “Il profeta”

La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita e ne abbraccia il segreto;
e il seme dello spirito è immortale.
Il vento può soffiare e placarsi,
e il mare fluire e rifluire:
ma il cuore della vita
è sfera immobile e serena,
e in quel punto rifulge
una stella che è fissa in eterno.

KAHLIL GIBRAN

Poesia di Kahlil Gibran

Per sempre me ne camminerò su questi lidi, tra la sabbia e la schiuma del mare. L’alta marea cancellerà le mie impronte, e il vento disperderà la schiuma.

Ma il mare e la spiaggia 
 dureranno in eterno.

Per sempre me ne camminerò su questi lidi, tra la sabbia e la schiuma del mare. L’alta marea cancellerà le mie impronte, e il vento disperderà la schiuma.

Ma il mare e la spiaggia 
 dureranno in eterno.

Sapore di Primavera

Mi sento come un campo seminato nel cuore dell’inverno,

e so
che la primavera sta arrivando.
I miei ruscelli prenderanno a scorrere 
 e la piccola vita che dorme in me 
 salirà in superficie

al primo richiamo.
(Da una lettera a Mary Haskell New York, 1 marzo 1916)

 

Ci sono altri mondi

Cos’è la poesia?
Un prolungamento della vista

e la musica è
un prolungamento dell’udito. 
 Voglio che un uomo dica, 
 leggendo queste pagine:
“Ci sono altri mondi
remoti, solitari, silenziosi, lontani – 
 di strana, deliziosa vita: 
andiamo!”
(Citato da Mary Haskell, “Journal” New York, 20 giugno 1914)

Sollevare le mani insieme

Nessun rapporto umano dà l’uno in possesso dell’altro.

in ogni coppia d’anime
i due sono assolutamente diversi. 
 In amicizia come in amore,
i due, a fianco a fianco, 
 sollevano le mani
insieme
per trovare ciò che né l’uno né l’altro

può raggiungere da solo.
(Citato da Mary Haskell, “Journal” New York, 8 giugno 1924)

Sono con te

Vivrò al di là della morte, e canterò al tuo orecchio

anche dopo che l’onda immensa
mi avrà ricondotto nell’immenso abisso. 
 Siederò alla tua mensa,
benché privo di corpo,
e mi recherò con te fra i campi, 
 spirito invisibile.
Mi metterò con te a lato del fuoco, 
 ospite non visto.
La morte non cambia se non le maschere 
 che ci coprono il volto. 
 Boscaiolo rimane il boscaiolo, 
 agricoltore l’agricoltore,
e colui che scioglie la sua canzone al vento 
la canterà anche alle mobili sfere.

 

La morte

Conoscere il segreto della morte significa cercare nel cuore della vita svelare il mistero della luce. Significa spalancare le porte del cuore sui cieli dell’universo,
poiché la vita e la morte sono unite indivisibili
proprio come lo sono il fiume e il mare la terra e il cielo, l’alba e il tramonto ed è nel profondo delle speranze
e dei desideri
che giace silenziosa
la conoscenza dell’aldilà.
E così come semi sognanti sotto la neve ogni cuore sogna la primavera. Così nei sogni
è nascosto il cancello dell’eternità.
E così morire
è bere dal fiume del silenzio
è scalare la cima del monte significa stare nudi nel vento
e sciogliersi al sole.
Significa liberare il respiro perché possa elevarsi
e cercare Dio.

 

La mano e la rosa

Una mano aperta che tiene una rosa: o, piuttosto,
un fiore che cresce in una mano aperta: 
 Una mano aperta
è già un bellissimo simbolo,
e quando poni un fiore
sul palmo di una mano 
 aggiungi molto alla sua bellezza. 
 sia benedetta la tua mano

sulla quale crescono le rose.
(Da una lettera a Mary Haskell, per la cui sorella Gibran ideò il simbolo della mano con la rosa. New York, 1 maggio 1919)

Doppio invisibile

Ogni volta che due persone conversano, sono sempre in quattro a parlare.

Tra i due che sono visibili 
 intercorre un rapporto diverso
da quello che lega i due invisibili. 
 Possono discutere animatamente, 
 mentre gli invisibili sono in pace
e nella più completa quiete, 
 oppure possono essere uniti nella carne, 
 mentre gli invisibili

sono completamente disgiunti.
(Citato da Mary Haskell, “Journal” Cambridge, 14 aprile 1922)

 

Quando offriamo amore

Ognuno ha qualcosa che desidera donare: e così, troppo spesso,

nessuno è disposto a prendere. 
 Poniamo che io abbia una casa
e inviti gente.
Verranno e accetteranno la mia casa, 
 il mio cibo e perfino le mie idee, 
 ma non il mio amore.
E invece proprio l’amore
è ciò che la maggior parte di noi

desidera donare sopra ogni altra cosa”.
(Citato da Mary Haskell, “Journal” Cambridge, 30 maggio 1922)

 

 

Canto Poesia Parola

Se anche cantassi come gli angeli,
ma non amassi il canto,
non faresti altro che rendere sordi gli uomini
 alle voci del giorno e alle voci della notte.

KAHLIL GIBRAN

Ci sono altri mondi

Cos’è la poesia?
Un prolungamento della vista

e la musica è
un prolungamento dell’udito. 
 Voglio che un uomo dica, 
 leggendo queste pagine:
“Ci sono altri mondi
remoti, solitari, silenziosi, lontani – 
 di strana, deliziosa vita:

andiamo!”
(Citato da Mary Haskell, “Journal” New York, 20 giugno 1914)

 

Incontro cosmico

Due spiriti avvinti alle stelle in cielo s’incontrano.

In silenzio si fissano.
Non canta più l’uomo,
ma nella gola arsa dal sole 
 pulsa la canzone;
nella membra di lei la danza è gioiosa 
 è trattenuta, ma non sopita. 
 Fratelli, miei stravaganti fratelli,
si fa profonda la notte
e più lucente la luna,
e tra i porti e il mare

una voce in estasi mi chiama, ci chiama.

Vicinissimo

Un amico lontano è a volte più vicino

di qualcuno a portata di mano.
E’ vero o no
che la montagna ispira più reverenza
e appare più chiara al viandante della valle

che non all’abitante delle sue pendici ?
(Da una lettera a May Ziadah New York, 11 giugno 1919)

 

Il piacere

Il piacere è un canto di libertà
è la fioritura di tutti i desideri
è una profondità che invoca un’altezza è lo spazio infinito
che ha radici nel cuore della terra. Il piacere
è il raccolto di un’estate
il silenzio della notte
che fa di una lucciola una stella
è la fiamma e il vento
è l’arpa che vibra nell’anima musica dolce e suoni confusi.
Il piacere
è un tesoro con mani tremanti
è una necessità e un’estasi
è un messaggero d’amore
è una sorgente di vita.

 

Sul matrimonio

Allora Almitra di nuovo parlò e disse:
Che cos’è il Matrimonio, maestro?
E lui rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di Dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore: Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro, Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

 

Ti Amo

Ti amo terribilmente,
se sbocciasse un fiore ogni volta che ti penso,
ogni deserto ne sarebbe pieno… Potrei dimenticarmi di respirare ma non di pensare a te
Il grande amore non si può vedere ne toccare,
si può sentire solo con il cuore. L’amore non da nulla se non se stesso, non coglie nulla se non da se stesso. L’amore non possiede ne é posseduto: L’amore basta all’amore.

 

La morte

Conoscere il segreto della morte significa cercare nel cuore della vita svelare il mistero della luce. Significa spalancare le porte del cuore sui cieli dell’universo,
poiché la vita e la morte sono unite indivisibili
proprio come lo sono il fiume e il mare la terra e il cielo, l’alba e il tramonto ed è nel profondo delle speranze
e dei desideri
che giace silenziosa
la conoscenza dell’aldilà.
E così come semi sognanti sotto la neve ogni cuore sogna la primavera. Così nei sogni
è nascosto il cancello dell’eternità.
E così morire
è bere dal fiume del silenzio
è scalare la cima del monte significa stare nudi nel vento
e sciogliersi al sole.
Significa liberare il respiro perché possa elevarsi
e cercare Dio.

 

Voi siete nati insieme

Voi siete nati insieme
e insieme starete per sempre. Insieme quando le bianche ali del tempo sperderanno i vostri giorni. Insieme nella silenziosa memoria di Dio. Ma vi sia spazio nella vostra unità
e tra voi danzino i venti dei cieli.

Amatevi l’un con l’altra
ma non fatene una prigione d’amore; piuttosto, vi sia un moto di mare tra le rive delle vostre anime. Riempitevi a vicenda le coppe, ma non bevete da una coppa sola. Datevi cibo a vicenda,
ma non mangiate dello stesso pane.

Cantate e danzate insieme
e siate giocondi, ma ognuno di voi sia solo, come sole sono le corde del liuto, sebbene vibrino di una musica eguale. Datevi il cuore,
ma l’uno non sia rifugio all’altro. Poiché soltanto la mano della vita può contenere i vostri cuori.

Ergetevi insieme, ma non troppo vicini: poiché il tempio ha colonne distanti
e la quercia e il cipresso non crescono l’uno all’ombra dell’altro.

 

La storia delle onde

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

 

Poesia di Kahlil Gibran

La vita è un’isola in un oceano di solitudine:
le sue scogliere sono le speranze, i suoi alberi sono i sogni, i suoi fiori sono la vita solitaria, i suoi ruscelli sono la sete. La vostra vita, uomini, miei simili, è un’isola, distaccata da ogni altra isola e regione.
Non importa quante siano le navi
che lasciano le vostre spiagge per altri climi,
non importa quante siano le flotte
che toccano le vostre coste: rimanete isole,
ognuna per proprio conto,
a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità.
Siete sconosciuti agli altri uomini
e lontani dalla loro comprensione
e partecipazione.

Parlaci dei figli

” I vostri figli non sono i vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di se stessa essi vengono attraverso di voi, ma non da voi.
E benché vivano con voi, ciò non di meno, non vi appartengono. Potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri. Perché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non i loro anime.
Perché le loro anime abitano nella casa del futuro, che neppure in sogno potete visitare.
Potete cercare di essere simili a loro,
ma non potete farli simili a voi.
Perché la vita procede e non si attarda mai sopra il passato. Voi siete gli archi da cui i figli come frecce sono scoccati avanti. L’arciere vede il bersaglio sulla linea dell’infinito, e con
la forza vi tende perché le frecce vadano rapide e lontane.
E che il vostro tendervi nella mano dell’Arciere avvenga nella gioia: perché come ama le frecce che volano,
così ama l’arco che sta fermo.”

 

Preghiera

“Dammi il supremo coraggio dell’amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo. Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore, e dell’amore, questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa, ma disdegna di ripagarla
con l’offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.

L’amicizia

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito. Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

 

La perfezione

L’uomo viaggerà verso la perfezione
quando avrà l’impressione di fondersi nell’immenso e sconfinato spazio,
di essere come un mare senza spiaggia,
come una fiamma che arde incessantemente,
come una luce che brilla eternamente,
come un placido vento, o come una tempesta impetuosa, come un cielo burrascoso e squarciato dai lampi, come un fiumicello o come un rivo lagnoso,
come un albero variopinto all’avvento della primavera o come un tronco nudo in autunno.
Come campi rigogliosi o distese aride.
Se l’uomo si immedesimasse
in tutti questi meravigliosi elementi,
sarà giunto a metà della via verso la perfezione. Conquisterà l’apice della perfezione
solo quando si sentirà come un bimbo
che ha bisogno della presenza materna,
e come un uomo che protegge i suoi figli,
come un giovane innamorato.
Come un vecchio che si confronta con i ricordi,
un religioso che prega in un luogo sacro,
un malfattore che giace nella sua cella,

 

KAHLIL GIBRAN

uno scienziato immerso nei suoi studi.
Uno sprovveduto che desidera uno spiraglio
tra la notte inquieta e le tenebre del giorno.
Una pia suora che vive tra i petali
della sua devozione e le spine dell’isolamento. Una donna di facili costumi che si dibatte tra le zanne della sua fragilità e le unghie dei suoi desideri.
Un misero che si trascina tra le sue afflizioni
e lo spirito di sopportazione.
E un agiato che è prigioniero tra la sua cupidigia
e la sua coscienza.
E un poeta che si trova fra la nebbia e le luci della magica aurora.
Quando l’uomo può sperimentare e conoscere tutto ciò, arriverà alla perfezione e diventerà l’ombra dell’ombra dell’Onnipotente.

 

Ricordo

Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.

 

Tratto da “Il Commiato”

Io sono meno impaziente del vento, tuttavia devo andare.
Per noi, viandanti eternamente alla ricerca della via più solitaria, non inizia il giorno dove un altro giorno finisce, e nessuna aurora ci trova dove ci ha lasciato al tramonto.

Anche quando dorme la terra, noi procediamo nel viaggio. Siamo i semi della tenace pianta, ed è nella nostra maturità e pienezza di cuore che veniamo consegnati al vento e dispersi.

Te

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

Sul Dolore

Il dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole,
così voi dovete conoscere il dolore.
E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia
per i prodigi quotidiani della vita,
il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia; accogliereste le stagioni del vostro cuore
come avreste sempre accolto le stagioni
che passano sui campi.
E vegliereste sereni durante gli inverni del vostro dolore. Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
È la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male.
Quindi confidate in lui e bevete il suo
rimedio in serenità e in silenzio.
Poiché la sua mano, benché pesante e rude,
è retta dalla tenera mano dell’Invisibile,
e la coppa che vi porge,
nonostante bruci le vostre labbra,
è stata fatta con la creta che il Vasaio
ha bagnato di lacrime sacre.

Sabbia e Spuma

Per sempre camminerò su questi lidi, tra la sabbia e la spuma, l’alta marea cancellerà le mie orme, e il vento soffierà via la spuma. Ma il mare e la spiaggia dureranno. Per sempre.

KAHLIL GIBRAN

Sul Dolore

Il dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi affinché il suo cuore possa esporsi al sole,
così voi dovete conoscere il dolore.
E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia
per i prodigi quotidiani della vita,
il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia; accogliereste le stagioni del vostro cuore
come avreste sempre accolto le stagioni
che passano sui campi.
E vegliereste sereni durante gli inverni del vostro dolore. Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
È la pozione amara con la quale il medico che è in voi guarisce il vostro male.
Quindi confidate in lui e bevete il suo
rimedio in serenità e in silenzio.
Poiché la sua mano, benché pesante e rude,
è retta dalla tenera mano dell’Invisibile,
e la coppa che vi porge,
nonostante bruci le vostre labbra,
è stata fatta con la creta che il Vasaio
ha bagnato di lacrime sacre.

 

Magia della vita

In un campo ho veduto una ghianda: sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda mettere radici e innalzarsi, giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire: eppure questo miracolo si produce mille migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera. Perchè non dovrebbe prodursi
nel cuore dell’uomo?

 

Amore

Dicono che lo sciacallo e la talpa bevano allo stesso ruscello dove viene a bere il leone.

E dicono che l’aquila e l’avvoltoio
infilino il becco nella stessa carcassa,
e stanno in pace l’uno con l’altro, davanti alla cosa morta.

O amore, che con la tua regale mano hai imbrigliato i miei desideri,
e hai elevato la mia fame e la mia sete
a dignità di orgoglio,
non permettere che il forte e il durevole in me mangino il pane e bevano il vino
che tentano il mio io più debole. Lasciami piuttosto morire di fame,
e consenti che il mio cuore bruci dalla sete e lasciami morire e avvizzirmi, prima che io stenda la mano
verso una coppa che tu non abbia riempito o una ciotola che tu non abbia benedetto. Kahlil Gibran

Su gioia e dolore

Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
E lui rispose:
La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera,
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime. E come può essere altrimenti?
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere. La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio?
E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
Alcuni di voi dicono: “La gioia è più grande del dolore”, e altri dicono: “No, è più grande il dolore”.
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme, e se l’una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l’altro è addormentato nel vostro letto.

In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia. Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.
Kahlil Gibran

 

Altre poesie

Sono molte le civette
che non sanno altri canti oltre le proprie strida.
Li conosciamo, tu ed io,
gli impostori che rendono onore solo a un più grande impostore, e portano al mercato
la propria testa in un cesto per venderla al primo che passa. Conosciamo il pigmeo
che insulta l’uomo del cielo. E sappiamo
cosa dice la mala erba della quercia e del cedro.
So dello spaventapasseri:
le sue sporche e lacere vesti
si agitano sul grano
e al vento sonoro.
So del ragno senz’ali:
è per gli esseri alati
che intreccia la rete. Conosco gli abili suonatori di corno e di tamburo,

che nel loro frastuono
non sentono l’allodola
né il vento di Levante nella foresta. Conosco quelli che remano contro ogni corrente
senza trovare mai la sorgente,
e percorrono tutti i fiumi
senza osare mai avventurarsi nel mare. Kahlil Gibran

Alcuni di noi sono come inchiostro, altri come carta.
E se non fosse per il nero di alcuni di noi, altri sarebbero muti. E se non fosse per il bianco di alcuni di noi, altri sarebbero ciechi. Kahlil Gibran

E se le nostre mani si stringessero
in un altro sogno noi costruiremo un’altra torre
… nel Cielo. Kahlil Gibran

 

Uno sguardo che rivela
il tormento interiore
aggiunge bellezza al volto,
per quanta tragedia e pena riveli, mentre il volto
che non esprime, nel silenzio, misteri nascosti non è bello, nonostante la simmetria dei lineamenti. Il calice non attrae le labbra
se non traluce il colore del vino attraverso la trasparenza del cristallo. Kahlil Gibran

 

 

Non sono né un artista né un poeta.
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo, ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube,
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi mai si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine,
la mia fame e la mia sete.
La calamità è che la nube, la mia realtà,

anela di udire qualcun altro che dica: <<Non sei solo in questo mondo ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu>>.
Kahlil Gibran

Frasi di Kahlil Gibran

Io non conosco verità assolute, ma sono umile di fronte alla mia ignoranza: in ciò è il mio onore e la mia ricompensa.
Il significato di un uomo non va ricercato in ciò che egli raggiunge, ma in ciò che vorrebbe raggiungere.
Se un albero dovesse scrivere la propria autobiografia, questa non sarebbe troppo dissimile da quella di una famiglia umana.
Alcuni sentono con le orecchie, altri con lo stomaco ed altri ancora con le tasche; ce ne sono poi altri che non sentono affatto.
Aver paura del diavolo è uno dei modi di dubitare di Dio.
La vita senza libertà è come un corpo senza lo spirito.

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