La bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.

Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.
(Lev Tolstoj)

 

Un ricordo che mi ha fatto vedere con altri occhi e sentire con il cuore.

Ci sono cose difficili nella vita, ad esempio ricordo ancora la paura, l’impotenza e l’incertezza dei giorni in cui dovevamo resistere agli uragani. Era difficile vedere tutto il cielo diventare nero, inghiottire case, animali, campi interi, per poi sputarli e vomitarli sulla terra.
Era difficile sopravvivere intere settimane metà corpo immerso in acqua, senza luce, senza casa, senza cibo, completamente spogliati di tutto. Una catastrofe che non puoi fermare. Devi solo metterti al riparo e aspettare che passi, pregare per la tua vita e per quella dei tuoi cari.

E io pregavo per mia mamma, lei era rimasta nella nostra casa per metterla al sicuro mentre stava arrivando l’uragano Michel.
Tutti erano terrorizzati, credevamo non ci sarebbe stato niente da fare, ci siamo rifugiati nella scuola primaria e mia madre mi ha affidato i miei fratelli. Erano piccoli, mi ha ordinato di andare via con loro, lei doveva mettere al sicuro la casa per quanto fosse stato possibile.
Eravamo quasi 200 persone, ricordo la violenza del vento, ricordo il freddo che spaccava le ossa, ricordo le urla dei bambini e le lacrime dei grandi.
Io ero abbracciata ai mie fratellini, li coprivo con il mio corpo quando di colpo si è sentita una bomba d’aria.
Le porte sono scoppiate, così anche le finestre, tanti vetri si sono arrivati fino alla mia schiena.
Avevo solo tredici anni ed ero molto esile, ma questo non mi impediva di essere forte per i miei fratelli. Quindi rimasi ancorata a terra nonostante il dolore.
Il tutto durò pochi minuti, ero molto in pensiero per la sorte della mia povera mamma, infatti appena si calmò il tutto siamo usciti dal rifugio della scuola.
La pioggia ora cadeva delicatamente, il cielo era limpido, colorato di blu, gli arcobaleni sembravano baciare la terra, ma su di essa giacevano i corpi senza vita degli animali, gli alberi strappati, macerie.
Molte persone non avevano più dove andare. Molte case non c’erano più mentre tante altre non avevano più i tetti.
Sembrava l’apocalisse.
Io chiudevo gli occhi e con l’aiuto dell’acqua alta portavo i miei fratelli sulle spalle e sulle braccia fino ad arrivare a casa.
Ho urlato mamma, mamma, mamma, poi vidi quel viso sorridente, spaventato ma sorridente, sbucare dalla porta.
La abbracciai, era fiera di quello che aveva fatto. Le sue mani erano piene di tagli, come la mia schiena.
Ci siamo guardate senza dire una parola, sapevamo bene quello che sentivamo.
Ci siamo abbracciate così forte che finalmente sono riuscita a piangere liberandomi della paura avuta.
Finalmente eravamo tutti a casa, si ci sono cose terribili che noi non possiamo contrastare o evitare, ma bisogna saper lottare, rischiare e rimanere al sicuro per non essere distrutti.
Tutto passa e anche se ti sembra non esserci una via di uscita, l’uscita c’è sempre.
Tutto si sistema, piano piano le cose che ci segnano profondamente spesso ci cambiano in meglio.
#Lidilianny

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