La scienza dei contenitori

“La facoltà d’illuderci che la realtà d’oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall’altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d’oggi è destinata a scoprire lillusione domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita.”

Luigi Pirandello

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I problemi che si incontrano nella comunicazione derivano spesso da un problema di dimensioni.

Le parole possono essere sentieri che ci conducono oltre i nostri limiti verso mondi sconosciuti, un sentiero che necessita di essere visto, e quindi di uno sguardo che si guardi “fuori” dai suoi confini (perchè li dove guardiamo, andiamo e siamo). Tuttavia spesso lo sguardo non va oltre i confini del nostro mondo e ogni novità, quando non ci

guida oltre, vuole essere compresa e capita, ovvero riportata entro i confini del nostro mondo.

 

Noi diveniamo i contenitori in tale modo e non gli esploratori coraggiosi che potremmo essere, a caccia di limiti che ci rivelino ciò che non sapevamo ancora di noi e del mondo.

Quando siamo noi a voler fare da contenitori alle novità che ci troviamo davanti, insistendo nel rimanere dove siamo, senza fare un solo passo, proviamo un certo senso di orgoglio che nasce nel constatare, dopo aver capito, e quindi mostrato a noi stessi che nessuna novità c’era, che il nostro mondo così com’è va benissimo e non c’è nulla da scoprire lì fuori. Ma cosa fare quando invece ci troviamo ad aver a che fare con i contenitori altrui? Quando cogliamo qualche novità e nel volerla comunicare il mondo ci dice che in fondo (quale?) non stiamo dicendo nulla che non sia già stato detto? Quando di fronte ai nostri cambiamenti, ovvero alle esplorazioni di noi stessi, ci si dice che non siamo più gli stessi e che quindi non ci si riesce più a “capire”? Cosa fare quando i contenitori del mondo diventano improvvisamente stretti e non possono più contenerci? Quei contenitori sono fatti di nulla, eppure una forma l’hanno, e quindi chi vi si trova dentro e li crede essere l’unica realtà possibile, non seguirà i segnali che vengono da fuori, perchè il nulla non permette la vista. E allora cosa fare?

Il mondo non vuole cambiare i suoi contenitori, e a nulla servirebbe un’opera di convincimento; e inoltre chi dai contenitori è uscito sicuramente non ne vuole di nuovi, nè vorrebbe mai promuovere una nuova tecnologia che apportasse loro modifiche innovative. E sicuramente un tale individuo non sarà mai a favore di un suo ridimensionamento entro le dimensioni del contenitore.

La risposta e il trucco è agire nel cambiamento, che è già un essere sempre fuori dai confini senza però negarli.

..come i colori di un quadro cambiano la cornice che li contiene e insieme li mostra: se la tela è troppo piccola, quando tu volevi dipingere il mondo, l’unica soluzione per farlo è andare in profondità! E inoltre quando si va in profondità si cresce..e allora di fronte ai contenitori scoprite e immergetevi nelle profondità della vostra crescita e i limiti dei contenitori lasceranno posto ai colori del mondo.

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