Le forme del cambiamento

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“Chi nasce tondo non può morire quadrato.”
Di solito si dice che le cose siano destinate a cambiare o meno e che il cambiamento sia l’essenza stessa della vita di ognuno, senza riflettere sul fatto che un cambiamento debba essere assecondato o meno da chi si predispone a cambiare.

Pensare che nulla ci possa condizionare, è vero, sarebbe illusorio, ma pensare che qualcosa possa arrivare addirittura a plasmarci sarebbe, del resto, del tutto esagerato.

Le cose succedono e non possiamo evitare che accadano.
Le emozioni si provano e non possiamo liberarcene a comando.
Le persone si allontanano e non possiamo richiamarle con un fischio.
Ma è anche vero che si attribuisce alle cose il potere che poi hanno.
Che le emozioni si insediano ma si possono gestire.
Che le persone, che se ne sono andate, qualcosa avranno pur lasciato.

Cambiare o non rinunciare a quello che si ha, o che si è, si ridurebbe quindi ad una nostra decisione.
Soprattutto oggi, quando verità e convenienza non vanno più d’accordo, quando anche andare avanti sulla propria strada, senza cambiare segnaletica e corsia, rischia di esser visto come una rinuncia ad guadagno, ogni decisione dovrebbe richiedere coraggio.
Avere coraggio diventerebbe la prima arma di difesa contro la cedevole convinzione di volersi privare di quei valori e insegnamenti appresi, che d’un tratto rappresentano un peso che è di ostacolo al guadagno stesso.

Cosa resterebbe, infatti, di qualcuno se non restasse più nulla di lui?
Quanto starebbe bene un cerchio nelle forme di un quadrato?
E quanto resisterebbe un quadrato nelle forme di un cerchio?

E’ vero, ci sono persone che vogliono cambiare e cambiano.
Che si sentono rigenerate perchè sono cambiate, perchè, ai loro occhi,”ce l’hanno fatta”.
Che molti cerchi diventano quadrati e in quattro spigoli non stanno neanche male, dopotutto.

Ma nessuno ha mai detto che siamo tutti uguali.
O che cambiare sia un segno di forza.
O che chi cambia potrà essere felice.

Probabilmente la felicità si trova solo nei confini della propria forma.
Ecco perché a soffrire di più sono quelli che non sanno cosa vogliono, non quelli che non hanno ciò che vorrebbero.
Forse alcune forme non sanno ancora se sentirsi cerchi, o quadrati.
E non sanno voler altro dalla propria natura che cambiarla di nuovo.
Perchè non tutti, di natura, restano fedeli a se stessi.
E così anche chi nasce tondo può morire quadrato.
Se alla sua forma non tiene poi tanto.
Se è disposto a smontare linee e a riposizionarle in modo diverso, disperdendo ciò che vi era dentro.

Amate la vostra forma e non smettete mai di cercarla dentro voi stessi, in modo che, se anche non saprete cosa volere, almeno saprete dove trovarlo.

Lucrezia Paci

 

“Noi spose di un tempo senza durata
noi, anime-bolle-di-vento-e-sapone,
sospinte in un eterno mutare.

Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.”
– H. Hesse –

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