L’origine della sensazione viscerale.

La capacita di leggere queste tendenze soggettive affondano le sue radici primordiali  nell’evoluzione; le aree del cervello implicate nella genesi delle sensazioni viscerali sono di gran lunga più antiche dei sottili strati neocorticali -il centri del pensieri razionali- che rivestono la superficie del cervello. Impressioni e presentimenti nascono più in profondità. Essi sono funzione dei centri emotivi del cervello che circondano il tronco celebrare (struttura encefalica situata rostramente al midollo spinale), e in particolare di un nucleo a forma di mandorla, denominato amigdala, con i suoi circuiti. Questa rete di connessioni, a volte chiamata -amigdala stessa-, proietta ai centri esecutivi del cervello. situati nei lobi prefrontali. 
Il cervello immagazzina i diversi aspetti di una esperienza classificandoli in aree diverse: l’origine di un ricordo è codificata in una zona; la vista, i suoni e gli odori in altre aree, e così via.

L’emozioni evocate da un’esperienza sono immagazzinate nell’amigdala. Ogni esperienza nei confronti della quale abbiamo una reazione emotiva  -non importa quanto impercettibile essa sia- sembra essere codificata nell’amigdala. 
Essendo i ricettacolo di tutto ciò che proviamo nei confronti di quel che andiamo sperimentando, l’amigdala ci segnala costantemente queste informazioni. Ogni volta abbiamo una preferenza -indipendentemente dal fatto che si tratti di ordinare un risotto piuttosto che il piatto del giorno a base di alghe, o dell’impulso a disfarci rapidamente del pacchetto di azioni – si tratta di un messaggio proveniente dall’amigdala, in particolare le vie nervose dirette ai visceri, possiamo avere una reazione somatica – letteralmente una sensazione viscerale – nei confronti delle scelte che andiamo affrontando.
Questa capacità, insieme ad altre legate all’intelligenza emotiva, può  trarre forza dall’accumularsi delle esperienze. Un imprenditore di successo che aveva partecipato allo studio della Southern California University lo descrisse così: E’ una sensazione cinestetica, che hanno alcune persone… Credo che rispetto ai più anziani, fra i giovani ci siano meno persone capaci di forti intuizioni – e questo perchè le esperienze della vita vanno sommandosi… E’ come se le tue viscere ti dicessero qualcosa, e nel tuo corpo avesse una reazione chimica innescate dalla mente, che ti stringe i muscoli dello stomaco, e così le viscere ti dicono “questa cosa non sembra buona”.
Il termine classico per indicare questo rafforzamento della sensibilità che ci guida è -saggezza-.
E, come vedremmo, chi ignora o tiene in scarsa considerazione i messaggi inviati da questo ricettacolo di saggezza lo fa a proprio rischio.

Dal libro Lavorare con Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman.
Daniel Goleman ha studiato all’Amherst College e si è specializzato all’Università di Harvard .
A lungo ha scritto sulle pagine scientifiche del New York times  e su Psychology  Today di temi concernenti la neurologia e le scienze comportamentali.

L’opera più conosciuta di Goleman è “Intelligenza emotiva” (Emotional Intelligence) del 1995. In questo libro l’autore afferma, tra l’altro, che la conoscenza di sé, la persistenza e l’empatia sono elementi che nascono dall’intelligenza umana, e sono quelli che probabilmente influenzano maggiormente la vita dell’uomo. Spesso queste capacità, che vanno a costituire l’intelligenza emozionale, erano sottovalutate, ignorate o non considerate come elemento rilevante nel computo del noto ma ridimensionato quoziente d’intelligenza (QI).
Goleman ha ricevuto molti premi e riconoscimenti per le sue ricerche: due nomination al Premio Pulitzer per i suoi articoli, un premio alla carriera dall’American Psychological Association e l’elezione a membro dell’American Association for the Advancement of Science.

 

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