Madre mia, parlare di te é sempre difficile, mi sento così vulnerabile.

Madre mia, parlare di te é sempre difficile, mi sento così vulnerabile.

Vorrei dirti così tante cose, eppure mi sento ancora in colpa, ho paura di ferirti, di farti stare male, ho paura di essere allontanata e colpevolizzata per quello che sento e che mi ferisce da sempre. Ho tutti questi sentimenti repressi, taciuti, nascosti per paura di ferirti, invece tu mamma non ti preoccupi di come mi fai sentire, non mi hai mai chiesto scusa per tutta la violenza che mi hai riservato.

Adesso che sono adulta, consapevole, genitore, mi sento responsabile di me, mi sento in dovere e in diritto di salvare quella piccola bambina che troppo spesso ha subito il tuo disprezzo, i pugni, i calci, i morsi, tutti gli oggetti lanciati addosso. Tutti quegli anni in cui mi hai costretta a subire ogni genere di violenza, li porto dentro al mio cuore, mi sono sentita in dovere di dimostrarti che non ero un errore come mi dicevi ogni giorno, mi sono sentita in dovere di portare il peso di un’intera famiglia sulle mie spalle.

Ho dovuto crescere i miei fratelli, ho dovuto lavorare, ho dovuto farti da madre, ho dovuto imparare a cavarmela, senza nessuno che mi comprendesse, che mi dicesse ti voglio bene.

Sai mamma quanto fa male sentirsi dire una, due, tre, mille volte… tu non dovevi nascere, mi hai rovinato la vita, mi fai schifo, dovevo chiudere le gambe e farti morire, sai che cosa succede?

Che si finisce per crederci, finisci per credere che tutto quel male, che ogni schiaffo, che ogni offesa, ogni disprezzo sia meritato.

Mamma mi hai convinta che ero immeritevole di vivere, mi hai derubata della mia infanzia, tutte le volte che te ne andavi e mi lasciavi da sola o con chiunque ho sofferto così tanto, ho pregato Dio perché volevo morire, perché per me la vita era diventata una punizione.

Io non ho ricordi felici, ricordo il freddo, ricordo la fame, ricordo gli uomini che entravano e uscivano dalla nostra vita, ricordo la fatica.

Mamma io avrei voluto così tanto essere amata da te, avrei voluto così tanto un tuo abbraccio, mi viene da piangere al solo pensarci.

Mi ferisce, non trovo nemmeno le parole per dirti quanto abbia sofferto.

Ti sono grata, perché comunque mi hai dato la vita, come mi hai detto infinite volte io non ti ho abbandonata, anche se dentro di me sapevo che la verità è che non mi volevi ma non avevi scelta. Per molto tempo ho creduto che non fosse una vita ma una punizione, un castigo.

Quando te ne andavi e io rimanevo da sola con due bambini, senza soldi, senza cibo, sai che cosa dovevo fare?

Dovevo mancare a scuola, dovevo chiedere un po’ di riso ai vicini, dovevo rimanere senza mangiare perché non c’era niente, e quel poco di riso lo lasciavo ai miei fratelli.

Io avevo 10 anni, lo so che già da 5 facevo tutto da sola, mi facevo da madre, mi gestivo da sola, capivo che dovevo essere invisibile, impercettibile per non infastidirti, per non darti motivi di violenza, anche se io ero il tuo sfogo, il mio corpo era il tuo sacco da boxe e la mia vita la tua spazzatura.

Come posso comprendere, accettare tutto il male che ho subito da te?

Mi é ancora oggi difficile tirare fuori tutto quello che ho vissuto e subito, e capisco quanto sei riuscita a manipolarmi dal fatto che ancora oggi ho paura di essere disprezzata da te.

Vedere i miei figli crescere, mi fa comprendere come tu non abbia mai potuto amarmi sinceramente, io non farei mai sentire i miei figli sbagliati, indesiderati, non li abbandonerei mai, non userei mai una tale violenza.

Ricordo ancora quando a soli 5 anni hai mandato mia sorella a una scuola dove bambini con gravi patologie mentali e aggressività condividevano il letto con altri bambini terrorizzati e impauriti da questi ultimi.

Il mio cuore si spezzò, volevo crescere in fretta per proteggere la mia piccola sorellina, non riuscivo a concentrarmi in classe, non riuscivo a dormire, avevo paura per lei, mi chiedevo perché la vita ci avesse punite così severamente.

Grazie al cielo è viva, lei però non è riuscita a uscirne illesa, oggi tutto il suo dolore lo ha fatto diventare il suo mondo, un mondo che mi ricorda molto te.

Io e mio fratello invece siamo cresciuti con gli stessi valori umani e questo mi rende tanto fiera.

Ricordo ancora quando la mia sorellina mi chiamava mamma e io mi sentivo la loro mamma davvero, mi sentivo responsabile per loro non volevo che soffrissero come me.

Ma purtroppo, anche se molto di meno, anche loro hanno subito la tua violenza fisica e mentale.

Madre io ti perdono anche se non mi hai mai chiesto scusa.

Anche se quando tento di parlare con te di come mi sento mi attacchi, menti, neghi, mi incolpi, mi fai sentire sbagliata, io ti perdono anche se non lo meriti.

Lo faccio perché non voglio rimanere vittima della mia infanzia, prigioniera del passato, ferita.

Oggi metto quella piccola bambina di fronte alle paure perché lei se lo merita.

Io la voglio difendere, voglio dirle che non è sbagliata, che non deve pensare che la morte sarebbe il modo migliore per finire quella sofferenza, io la vorrei abbracciare, forte, un abbraccio caldo, un abbraccio eterno, vorrei dirle che è una brava bambina e che la vita le sorriderà un giorno, che avrà una bellissima famiglia, che sarà una bella persona, una brava mamma e una moglie devota, le direi che mi dispiace per tutto quello che ha dovuto subire, le direi che è speciale, di non sentirsi sbagliata, perché non lo é.

Piccola me, non posso cambiare la tua infanzia, non posso farti scudo alla violenza, non posso fare niente e mi manca il respiro a pensare a tutto quello che hai vissuto, ma ti prometto che ti renderò fiera, ti giuro che un giorno guarderai il mondo e capirai la tua grandezza, la tua forza, comprenderai che mi hai resa una persona che non si trova ogni giorno: attenta a non ferire, delicata nel porsi, sincera, leale, forte, molto forte, una persona indipendente, fiera, una mamma dolce, comprensiva.

Mamma io ti perdono, anche se non mi hai mai chiesto scusa, lo faccio per me.
Lidilianny

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