Osho: Sei come la foglia gialla, i messaggeri della morte sono in vista.

Sei come la foglia gialla. I messaggeri della morte sono in vista.

Nella vita, due cose sono della massima importanza.
La prima è la nascita, la seconda la morte; tutto il resto è una sciocchezza. La prima è già avvenuta, per cui non è possibile farci più nulla. La seconda non è ancora successa, ma potrebbe accadere in qualsiasi momento; per questo, chi è sveglio, attento e presente si preparerà alla morte. Nulla si può fare ormai rispetto alla nascita, ma molto può essere fatto per ciò che concerne la morte. La gente, invece, non pensa affatto alla morte, evita persino di parlarne. Viene addirittura ritenuto maleducato sollevare l’argomento; se proprio bisogna parlarne, lo si fa per vie traverse, indirette. Quando muore qualcuno, non diciamo che è morto, ma che dio lo ha chiamato a sé, perché lo amava troppo. Coloro che dio ama di più vengono chiamati prima! Il defunto è andato in paradiso, è passato all’altro mondo; non è morto, è il corpo che è tornato alla terra. L’anima, invece, è immortale. Hai mai sentito dire di qualcuno che sia andato all’inferno? Tutti vanno in paradiso. Abbiamo così tanta paura della morte che cerchiamo di abbellirla in tutti i modi: la decoriamo, usiamo bellissime parole per descriverla, cerchiamo di evitarne la realtà. Il Buddha insisteva continuamente su questo punto… Dopo l’illuminazione, parlò per quarantadue anni della morte, in continuazione: sera e mattina, giorno dopo giorno, un anno dopo l’altro. Come mai? In molti pensarono che fosse un pessimista, ma si sbagliavano. Il Buddha non era né pessimista né ottimista: era realista, profondamente pragmatico. Andava al sodo, perché sapeva che ti restava una cosa sola su cui si poteva – e si doveva – intervenire: la morte. Ma ricorda: non è un fenomeno semplice come dicono alcuni, secondo i quali si muore e si va in paradiso. È qualcosa di estremamente complesso, più della vita stessa.

Osho. tratto dal libro Tu sei una possibilità

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