Tra ombra e spazio, Pablo Neruda

poesie

ARTE POETICA

Tra ombra e spazio, tra guarnigioni e fanciulle, dotato di un cuore singolare e di sogni funesti, vertiginosamente pallido, smorto nella fronte, e con lutto di vedovo furioso per ogni giorno di vita, ahi per ogni acqua invisibile che bevo sonnolento e di tutti i suoni che accolgo trepidando, ho la stessa sete assente e la stessa febbre fredda, un udito che nasce, un’angustia indiretta, quasi arrivassero ladri o fantasmi, e in un guscio di estensione fissa e profonda, come un cameriere umiliato, come una campana un po’ fioca, come un antico specchio, come un tanfo di casa sola in cui gli ospiti entrano di notte perdutamente ubriachi, e c’è un afrore di biancheria buttata per terra e un’assenza di fiori – o forse in modo diverso, ancor meno malinconico –, ma, a dire il vero, di colpo, il vento che frusta il mio petto, le notti di sostanza infinita cadute nella mia camera, il brusio di un giorno che brucia con sacrificio mi chiedono quant’ho di profetico, con malinconia, e un eccesso di oggetti che chiamano senza risposta c’è ancora e un moto senza tregua e un nome confuso.

Neruda Pablo. Poesia (1924-1964)

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