Perdere un figlio, cosa si prova?

Quando ero più piccola mi preoccupavo per tutto, se piacevo, se fossi abbastanza.
A volte mi sono chiesta, guardando altre persone, cosa le rendeva cosi forti e determinate.
Cosa avevano di diverso?
Ero incuriosita come una bambina che si avvicina piano per chiedere il perchè.
Forse non era così strano, con il tempo sono cresciuta, senza tutte quelle paure, incertezze, ho scoperto la sicurezza in me stessa.
Allora iniziai a camminare a testa alta, a sorridere di più ad ascoltare solo le cose giuste e dare importanza alle priorità della vita. Ho capito che non tutti i rapporti sono sani, per questo motivo alcuni rami devono essere tagliati, perchè non fanno altro che farci del male.
Cosi come non possiamo essere sempre sinceri, almeno facciamo il modo di restare giusti, e anche se alcune volte la vita ci porterà a comportarci male con qualcuno non dimentichiamoci che siamo esseri umani, anche quella persona ha il diritto di reagire.
Purtroppo la vita è cosi: un ponte dove sai cosa lasci e non sai cosa trovi. Sai che sei li fermo, in quel momento, felice o triste, accompagnato o solo, fragile o forte, in pessimo stato o di lusso, ma sei li e non importa cosa ci sia dall’altra parte, non importa cosa hai appena lasciato dietro.Non importa nemmeno dove sei ora!
La vita è questa che ti piaccia o no. Esci prima che sia troppo tardi, sorridi un pò di più, amati!!
Non cercare amori in altri luoghi, inizia nella tua casa, con la tua famiglia, con te.
La forma d’amore più sublime al mondo è quella di decidere di condividere il proprio tempo con qualcuno anche se, a volte, si preferisce la solitudine. Bisogna imparare a star bene da soli, essere in pace con se stessi significa essere in pace con il mondo.
Forse non dovrei dire questo, non voglio fare la vittima e non voglio che diventiate tristi, però tremesi fa abbiamo perso la nostra bambina, per questo motivo siamo stati assenti dal Blog. Non voglio dirvi niente su un dolore che non ha parole, non so come ho fatto a superarlo, non sapevo che un cuore poteva resistere a cosi tanto dolore e credevo che sarebbe stata la fine di tutto per me. Ero davvero lì, mi trovavo su quel ponte:
Avevo paura di guardare avanti senza di lei, ma dietro non potevo ritornare, non potevo arrendermi.
Avevo la responsabilità di una madre e non potevo permettermi di essere debole.
Anche se dentro stavo morendo dovevo lottare per la mia famiglia, per i miei altri due fantastici bambini, e dovevo essere coraggiosa, essere forte, determinata.
Dovevo lottare perchè aver perso la bambina non era stata una mia responsabilità, ma arrendermi sarebbe stata una mia scelta.
Nessuno potrà mai cancellare questo dolore. Il cuore continuerà sempre a soffrire perchè è impossibile dimenticare la morte di un figlio, ma non permetterò mai alla fatalità della vita di togliermi la bellezza del tuo ricordo, perchè:
Quando ami il tuo dolore
quando non vuoi dimenticare il male che ti affligge ma lo percepisci come un dono,
Quando vorresti prendere un volto e tatuarlo negli occhi cosi da non dimenticarlo mai,
nella tua anima, nel cuore, nelle memorie.
Tu non sei un dolore, una macchia da cancellare, tu sei un soave respiro.
Sei una mattina fresca ai piedi di un fiume.
Tu sei un sogno bellissimo.
Qualcuno dice che l’alba arriva dopo l’ora più buia, io dico che l’alba del mio cuore sei tu e mai ci sarà un ora buia, ma un cielo pieno di luce, angelo mio, dove veglierai su di noi.
E io, ogni giorno guarderò ancor di più quel cielo, e quando l’aria accarezzerà la mia pelle con le sue dita invisibili, sorriderò con il cuore di una sciocca mamma che crede che la sua piccola le dia un bacio sulla guancia.

 

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