Poesie e Riflessione

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 Romano Battaglia

“Il silenzio è infinite parole, è più di tutte le parole. Parlare del silenzio è sforzo di comprenderlo in questa o quella parola, senza esaurirlo, vi saranno silenzi, che dicone più di qualsiasi parola; vi sono parole che non dicone niente. Il silenzio ha sempre un senso; quel che è senza senzo è muto.

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Lo sai chi potrà salvare il mondo? L’uomo che coltiva il suo campo di grano, chi è contento di ciò che possiede, il vecchio che legge una poesia, chi accarezza un animale, chi sa perdonare, chi rende felici gli altri.

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Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia, ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime; ma poi ci sono giorni pieni di amore che ci danno il coraggio di andare avanti per tutti gli altri giorni” da Notte infinita”

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La notte non è mai cosi nera come prima dell’alba ma poi l’alba sorge sempre a cancellare il buio della notte, cosi ogni nostra angoscia, per quanto profonda prima o poi trova motivo di attenuarsi e placarsi, purché lo vogliamo. Sappiamo che c’è la luce perché c’è il buio che c’è la gioia perché c’è il dolore che c’è la pace perché c’è la guerra e dobbiamo sapere che la vita vive di questi contrasti.” da Notte infinita”

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L’immenso cielo cerca le nuvole per creare immagine fantastiche nell’aria limpida i campi desiderano la pioggia per bagnare i semi e dare raccolti copiosi, la vita dell’uomo chiede l’amore per riempirsi di poesia e bellezza.” da Un cuore pulito”

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Sorridi. La vita è come una siepe fiorita in una foresta di solitudine dove le foglie sono speranza i fiori sogni le spine i giorni tristi della vita Sorridi…. Perché le spine una alla volta cadranno e la siepe fiorirà ancora a primavera.

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C’è un luogo dove la pace della natura filtra in noi come la luce del sole tra gli alberi. Dove i venti ci comunicano la loro forza e gli affanni si staccano da noi come foglie”. Non è difficile arrivarci: basta guardarsi dentro e avere un cuore pulito.

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Solo fermandoci conosciamo la verità. Ognuno di noi dovrebbe dedicare almeno un po’ di tempo della vita per ritrovare se stesso. Bisognerebbe ripercorrere i sentieri proprio come fanno le formiche che tornano indietro a cercare i loro nascondigli. ” da Com’è dolce

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Sergio Bambararen

Che tu ci creda o no, amico, c’è un tempo per ogni cosa. Non c’è niente di peggio che tormentarsi con la catena dei se. Si può decidere di prendere una direzione diversa solamente quando si è arrivati in un punto in cui la strada si divide, non prima.

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Ho scoperto tesori sul mio angolo d’isola.Li porterò con me tutta la vita, ma non li sottrarrò mai a quel luogo, perché sono sulla terra a cui appartengono… Stupisciti della luna piena, ma non cercare di portartela con te: il suo posto è in cielo. Riscaldati al sole, ma non dimenticare che non ti appartiene: appartiene a tutte le creature, grandi e piccole. Sogna pure con le stelle, ma lasciale brillare di notte nell’alto del cielo: quello è il loro posto. Non cercare di fermare il vento o di ripararti da esso. Sussurrerà alla tua anima la verità. Spalanca porte e finestre quando le scorgerai nella tua vita, cosi potrai tenerti sempre la tua voglia di vivere. Senza di essa, non andrai da nessuna parte. Ma più di tutto fidati di chi sei: sii sempre sincero con te stesso. Vivere la vita di qualcun altro ti condannerà ad uccidere una parte di te.

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A volte due buoni amici stanno bene insieme da condividere il silenzio, piuttosto di dover parlare per forza di qualcosa. Stare in silenzio è un buon modo per ascoltare la propria voce interiore e per sapere chi è uno veramente.

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 Momenti di autentica felicità possono scaturire soltanto dal cuore, perchè sono racchiuse tutte le risposte che cerchi.

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Agisci! Fallo lentamente, ma non lasciare che il tuo tempo prezioso ti sfugga, oppurre la tua mente potrà ancora giocarti dei brutti scherzi.

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l tuo cuore è un gabbiano che vola libero nei cieli della vita. Lascialo andare senza paura ti saprà condurre alla felicità. Finchè ascolti il tuo cuore fai di tutto per essere felice, sei tu a condurre il gioco con le regole che tu stesso ti sei dato. Credi alla forza dei tuoi sogni e loro diventeranno realtà.

Charlie Chaplin

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Sorridi

Sorridi, anche se il tuo cuore soffre Sorridi,

anche se si sta spezzando Quando ci sono nuvole nel cielo,“Non ci penserai”

Se sorridi Attraverso la tua paura ed il tuo dolore Sorridi

e forse domani vedrai il sole levarsi e splendere Per te.

Illumina il tuo volto con la gioia Nascondi ogni traccia di tristezza.

Anche se una lacrima potrebbe essere sempre così vicina

Questo è il tempo in cui devi continuare a tentare,

Sorridi, che senso ha piangere?

Scoprirai che vale ancora la pena di vivere Se solo sorridi.

Charlie Chaplin

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Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità.Più che di intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e bontàCharlie Chaplin .

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Il silenzio

Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare.

Forse perché non può essere comprato.

I ricchi comprano rumore.

L’animo umano si diletta nel silenzio della natura,

che si rivela solo a chi lo cerca

Charlie Chaplin

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Dono

E’ un dono incontrare qualcuno cui tu piaccia così come sei.
Nel complesso ti giudicheranno sempre.
Quindi vivi e fai quello che ti dice il cuore.
La vita è come un’opera di teatro che non ha prove iniziali:
canta, balla, ridi e piangi prima che cali il sipario
e l’opera finisca senza applausi.
Charlie Chaplin

“È quel che siamo tutti: dilettanti.

Non viviamo abbastanza per diventare di più.”

“Niente è permanente in questo mondo scellerato,

nemmeno i nostri guai.”

Charlie Chaplin .

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La Vita…

Ho perdonato gli errori quasi imperdonabili,

ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili.

Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare,

ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo;

mi sono fatto amici per l’eternità.

Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato,

ma sono stata anche respinto.

Sono stato amato e non ho saputo ricambiare.

Ho gridato e saltato per tante gioie, tante.

Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità,

ma mi sono bruciato il cuore tante volte!

Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto.

Ho telefonato solo per ascoltare una voce.

Io sono di nuovo innamorato di un sorriso.

Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e …

ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale

(che ho finito per perdere) … ma sono sopravvissuto!

E vivo ancora! E la vita, non mi stanca …

E anche tu non dovrai stancartene. Vivi!

E’ veramente buono battersi con persuasione,

abbracciare la vita e vivere con passione,

perdere con classe e vincere osando,

perché il mondo appartiene a chi osa!

la vita è troppo bella per essere insignificante

Charlie Chaplin

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Non sono cittadino di nessun posto, 

non ho bisogno di documenti e non ho mai

provato un senso di patriottismo per alcun paese,

ma sono un patriota dell’umanità nel suo complesso

Io sono un cittadino del mondo.”

Charlie Chaplin .

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“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione.

Perché la tua coscienza è quello che tu sei,

la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te.

E quello che gli altri pensano di te è problema loro.”

(Charlie Chaplin) .

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Solitudine come Sorgente D’Amore

E’ bene tener presente che, indipendentemente dal numero delle persone che ci amano, ci circondano, hanno a cuore il nostro benessere e la nostra serenità, di fatto noi siamo veramente soli. Nessuno, per quanto possa esserci vicino, può comprenderci perfettamente, capire le nostre paure, le nostre speranze, i nostri sogni. Siamo ignoti perfino a noi stessi, e molti trascorrono l’intera vita nel tentativo di comprendere la loro vera essenza. Tale estraniazione può diventare fonte di grande solitudine, ma non è detto che sia sempre così. In realtà essa ci offre il destro di affrontare le nostre paure attraverso un processo di autorivelazione. Noi sapremo davvero chi siamo solo quando vorremo scavare nei recessi più profondi del nostro io. Altri scopriranno chi siamo solo quando ci arrischieremo a dischiuderci. E’ un compito arduo, in continuo divenire. Attraverso l’accettazione della nostra solitudine, possiamo finalmente intuire l’autentico peso dell’amore e il motivo per cui vivere senza amore non è davvero possibile (Leo Buscaglia)

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Il Rischio

A ridere ce il rischio di apparire sciocchi; a piangere ce il rischio d’ essere chiamati sentimentali; a stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere, a mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io; a esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui; ad amare c’è il rischio d’essere corrisposti; a vivere c’è il rischio di morire; a sperare c’è il rischio della disperazione e a tentare c’è il rischio del fallimento. Ma bisogna correre i rischi, perchè il rischio più grande nella vita e quello di non rischiare nulla. La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diventa nulla. Può evitare la sofferenza e l’angoscia; ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava. Ha rinunciato alla libertà. Solo la persona che rischia è veramente libera.

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Leo Buscaglia

Vai Bene come SeiVai bene come sei. Attenti a non cadere vittime della persuasione che non possiamo essere amati perché siamo troppo questo e troppo poco quell’ altro. Andiamo bene come siamo, questa è la verità. La diversità è la vita. Vi sono stuoli di individui, per esempio, che prediligono le persone alte, oppure quelle basse: Ad alcuni piacciono le brune, altri preferiscono le bionde. C’è chi apprezza i grassi, chi i magri: Chi ama i loquaci, chi ha un debole per i taciturni. E così via. Meno ci sentiamo in torto per essere ciò che siamo, più sapremo di poter contare su un affetto veramente duraturo. Con calma, con pazienza, scopriremo le persone che ci sapranno amare. E da quel momento noi potremo contare su un’intera vita sgombra di artifici e delusioni, liberi di essere chi siamo.

Leo Buscaglia

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Esternare il bisogno

Nessuno è mai tenuto a piangere o a soffrire in solitudine. Eppure molti fra noi sarebbero disposti a patire in silenzio pur di non chiedere aiuto di cui peraltro hanno urgente necessità. Tendiamo a ritenere che gli altri siano perfettamente consapevoli delle nostre pene, anche se noi non ne parliamo affatto. E’ dalla forza emotiva, non dalla debolezza, che noi sappiamo trarre la capacità di invocare aiuto. Il timore del rifiuto, o del ridicolo, o di qualunque altro impulso ci spinga a nascondere le nostre sofferenze, dev’essere sconfitto a ogni costo. Diversamente, non otterremmo mai il supporto morale che ci occorre. Naturalmente, nell’atto di sollecitare aiuto noi esprimiamo il nostro apprezzamento nei confronti di un’altra persona. Implicitamente le facciamo capire che nutriamo fiducia in lei, che la reputiamo in gradi di aiutarci in un momento di grande vulnerabilità. Non le chiediamo soluzioni. Vogliamo solo che sia presente, che ci accordi un sostegno temporaneo in attesa di trovare le nostre vie personale di superamento. Un sano”Ho bisogno di te” è un’espressione importante d’amore.

Leo Buscaglia

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Perdonare

Non potrete mai scegliere la vita se prima non imparate a perdonare! Perdonate quelli che vi hanno fatto del male. Imparate a perdonarli. Perché, se non lo fate, allora vi porterete tutte queste cose sulla schiena come albatros morti, che vi appesantiranno. Se imparate a perdonare, potrete staccarvi da dosso questi pesi, e tutte le energie potrete usarle per crescere e diventare splenditi. Quindi non portatevi in giro il vostro passato come un albatros morto. Lasciatelo andare! Imparate da esso e lasciatelo andare.

Leo Buscaglia

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Tiziano Terzani

Che cos’è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l’idea che scomparirà in quell’attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un’ossessione

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Solo se riusciremo a guardare l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella diversità cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo.

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L’unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell’Himalaya… È dentro di noi.

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Guarda un filo d’erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia.

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Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto

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Io chi sono? La risposta sta nel porsi la domanda, nel rendersi conto che io non sono il mio corpo, non sono quello che faccio, non sono quello che posseggo, non sono i rapporti che ho, non sono neppure i miei pensieri, non le mie esperienze, non quell’Io a cui teniamo così tanto. La risposta è senza parole. È nell’immergersi silenzioso dell’Io nel Sé.

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Tutto è qui. Non cercare fuori da te. Tutto quello che potrai trovare fuori è per sua natura mutevole, impermanente… La sola stabilità che può aiutarti davvero è quella interiore.

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Riuscire a staccarsi dalle cose del mondo vuol dire diventare indifferenti? O vuol dire solo non esserne schiavi?

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Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni così, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c’è più.

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Mi piaceva pensare che i problemi dell’umanità potessero essere risolti un giorno… da una congiura di poeti: un piccolo gruppo si prepara a prendere le sorti del mondo perché solo dei poeti ormai, solo della gente che lascia il cuore volare, che lascia libera la propria fantasia senza la pesantezza del quotidiano, è capace di pensare diversamente. Ed è questo di cui avremmo bisogno oggi: Pensare diversamente.

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Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna parte.Per questo viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori. È inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di sé.

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I migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo senza chiedere nulla.

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E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.

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Quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.

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“Attento”, disse. “Quella dei libri è tutta conoscenza di seconda mano, conoscenza presa in prestito. Non vale granché”. L’altra via, secondo il Vecchio, è quella dell’esperienza. L’esperienza fatta su se stessi. Il vero capire non avviene con la testa, ma col cuore. Si capisce davvero solo quello che si è provato, quello che si è sentito dentro di sé.

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Nessuno mi ha mai detto “Volerai”. Nessuno mi ha promesso “Non morirai”. Eppur senz’ali ho già volato tanto e “ora” senza alcun rimpianto, di promesse mancate, di cose incompiute, senza pena aggiunta mi preparo a volare un’altra volta.

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Alla fine tutto va messo alla prova: le idee, i propositi, quel che si crede di aver capito e i progressi che si pensa di aver fatto. E il banco di questa prova è uno solo: la propria vita. A che serve essere stati seduti sui talloni per ore a meditare se non si è con questo diventati migliori, un po’ più distaccati dalle cose del mondo, dai desideri dei sensi, dai bisogni del corpo? A che vale predicare la non violenza se si continua a profittare del violento sistema dell’economia di mercato? A che serve aver riflettuto sulla vita e sulla morte se poi, dinanzi a una situazione drammatica, non si fa quel che si è detto tante volte bisognerebbe fare e si finisce invece per ricadere nel vecchio, condizionato modo di reagire?

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Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente la dove si è: basta scavare.

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Il caso? Difficile dire che non esiste, ma in qualche modo mi andavo convincendo che gran parte di quel che sembra succedere appunto “per caso”, siamo noi che lo facciamo accadere; siamo noi che, una volta cambiati gli occhiali con cui guardiamo il mondo, vediamo ciò che prima ci sfuggiva e per questo credevamo non esistesse. Il caso, insomma, siamo noi.

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Pensa ad una faccenda sulla quale non riflettiamo mai, noi che perseguiamo il piacere in ogni modo: non c’è piacere senza sofferenza e non c’è sofferenza senza piacere. Solo quando capisci questo godi del piacere e accetti la sofferenza!

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Solo dei poeti, ormai, solo della gente che lascia il cuore volare, che lascia la propria fantasia senza la pesantezza del quotidiano, è capace di pensare diversamente, ed è questo di cui oggi avremmo bisogno.

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Certo: ogni conflitto ha le sue cause, e queste vanno affrontate. Ma tutto sarà inutile finché gli uni non accetteranno l’esistenza degli altri ed il loro essere eguali, finché non accetteremo che la violenza conduce solo ad altra violenza.

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L’ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce sul tetto da cui si vede il mondo o sul quale ci si può distendere a diventare una nuvola, quel’ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.

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La mia vita è stata un giro di giostra, sono stato incredibilmente fortunato e sono cambiato tantissimo.

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Che cos’è che ci fa così spavento della morte? Quello che ci fa paura, che ci congela davanti a quel momento è l’idea che scomparirà in quell’attimo tutto quello a cui noi siamo tanto attaccati. Prima di tutto il corpo. Del corpo ne abbiamo fatto un’ossessione

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