Raccolta di citazioni dei grandi Filosofi romani

Citazioni di Agostino d’Ippona!

Ama e fa’ ciò che vuoi.

Amare il peccatore e odiare il peccato.

Comprendi dunque, se lo puoi, o anima tanto appesantita da un corpo soggetto alla corruzione e aggravata da pensieri terrestri molteplici e vari; comprendi, se lo puoi, che Dio è Verità. È scritto infatti che Dio è luce

 

Citazioni di Apuleio:

“Ma il giorno è vicino ormai” gli rispondo “e poi che cosa potrebbero portar via i briganti a un viandante povero e senza un soldo? Forse non lo sai, cretino, ma un uomo nudo non riuscirebbero a spogliarlo nemmeno dieci lottatori di palestra!

Il pudore è come un vestito: quanto più è consumato tanto minor cura se ne ha.

Nessuno di noi è povero se non desidera il superfluo e possiede il necessario, che per natura è assai poco.

 

 

Ario Didimo:

Sostengono gli stoici che l’anima sia generata e peritura. Essa, tuttavia, non perirebbe subito dopo essersi separata dal corpo, ma perdurerebbe per un certo tempo da sola e priva di esso.

L’anima delle persone dotate di buone qualità rimarrebbe in vita fino al tempo della conflagrazione universale, quella degli stolti, invece soltanto per un tempo definito

Arnobio:

Volete deporre ogni parzialità e rendervi conto nel silenzio della vostra meditazione che noi [esseri umani] siamo animali del tutto simili agli altri o non separati da eccessiva differenza? Che cosa indica, infatti, che noi siamo diversi e non somigliamo per nulla a loro? O quale superiorità è in noi così evidente da doverci sdegnare di essere annoverati nel numero degli animali? I loro corpi sono strutturati su ossa e tenuti legati da un sistema di muscoli: allo stesso modo i nostri corpi sono strutturati su ossa e tenuti stretti da un sistema di muscoli.

Che se poi è vero, come si dice in taluni misteri particolarmente occulti, che le anime dei malvagi, una volta separate dai corpi umani, trapassano in bestie o in altri animali, più chiaramente si conferma che noi siamo ad essi vicini e non separati da distanze troppo grandi.

Vorrei però sapere qual è questa ragione per cui noi valiamo di più di tutte le categorie di animali. Perché ci siamo fatti domicili per poter sfuggire ai freddi dell’inverno e ai calori dell’estate?
E che? Gli altri animali non provvedono a ciò? Non vediamo che alcuni si costruiscono dimore di piccoli nidi nei posti più adatti, altri si difendono e si fortificano su scogli e rupi scoscese, altri scavano il suolo della terra e si preparano ripari e tane sicure nei cunicoli infossati? E se madre natura li avesse voluti dotare anche di mani capaci di assecondarli, non ci sarebbe da dubitare che essi pure costruirebbero alti fastigi di mura e modellerebbero artistiche e originali creazioni. Tuttavia in quello che fanno coi rostri e con le unghie vediamo molti segni di un saggio discernimento, che noi uomini non possiamo imitare con nessun tipo di accorgimenti

E se gli uomini o conoscessero a fondo se stessi o potessero ricevere il fruscio di una qualche idea dell’intelligenza divina, non rivendicherebbero mai per sé una natura divina e immortale, né penserebbero di essere qualcosa di meraviglioso solo perché si sono costruiti graticole, bacinelle, bicchieri, e così pure tuniche, vesti, toghe, sopravvesti, trabee, coltelli, corazze e spade, o i rastri, le piccole scuri e il vomero.
Non crederebbero mai, ripeto, gonfi di superbia e di alterigia, di essere divinità di primo grado e uguali alla sommità del Sovrano, perché hanno inventato la grammatica, la musica, l’oratoria e le formule geometriche. In tali arti non vediamo che cosa ci sia di ammirevole al punto da credere che le anime, a motivo di tali invenzioni, valgono più sia del sole che di tutte le stelle e sono superiori, per dignità e natura, a tutto questo mondo di cui esse sono membra

 

Calcidio:

C’è accordo, fra gli stoici, nel dire che è il cuore la sede dell’egemonico[1], e non il sangue, che nasce assieme al corpo.

E così l’anima intera dirama dal suo egemonico, come rami da un tronco, i sensi – che sono le sue funzioni –, destinati a loro volta a diventare messaggeri di ciò che le singole parti percepiranno. L’anima stessa, quindi, come un sovrano, giudica le percezioni comunicate a lei dai sensi.

In verità, è proprio della riflessione e della deliberazione interiore comprendere la perturbazione a cui ogni senso è soggetto e, dai dati che i sensi trasmettono, comprendere quale sia l’oggetto che l’ha causata, accogliere il presente, ricordare ciò che è assente e, parimenti, prevedere il futuro

Dicono  che anche la voce venga emessa da quella parte recondita del petto che è il cuore, a seguito degli sforzi compiuti dallo pneuma nel suo grembo, dove una soglia chiusa dai nervi è interposta fra il cuore da un lato e i due polmoni e le altre parti vitali dall’altro. Mentre lo pneuma urta la strettoia costituita dalle fauci, e la lingua dà forma ai suoni, esso fa emettere suoni articolati grazie all’apporto di altri organi preposti a formare la voce. E i suoni articolati sono gli elementi del discorso che servono a svelare, come degli interpreti, i movimenti segreti della mente.

 

Claudio Eliano:

Si dice che questa storia abbia convinto Cleante di Asso, seppur controvoglia, a cedere e a guardarsi dalla tesi erronea – che lui aveva prima avanzato con forza e convinzione – secondo la quale gli animali non partecipano della ragione. Una volta a Cleante capitò di starsene seduto e di prendersi una pausa più lunga del solito, mentre ai suoi piedi c’era un gran numero di formiche. Ebbene, il filosofo a un certo punto vide un secondo gruppo di formiche trasportare una formica morta e condurla nel formicaio dell’altro gruppo che non era della medesima famiglia. Vide quindi che, mentre se ne stavano sulla sponda del formicaio con la formica stecchita, alcune salivano dal basso e si univano alle formiche ospiti come per fare qualcosa di ben preciso. Vide poi che queste stesse scendevano e per giunta per un numero imprecisato di volte. Alla fine le vide portare, come se si trattasse di un riscatto, una larva. Quelle la accettarono, consegnando in cambio la formica morta che avevano portato. Le altre, quindi, accolsero con gioia il corpo della compagna, e le fecero l’accompagnamento come se si trattasse di un figlio o di un fratello.

 
 
Tito Lucrezio Caro:
Fu la paura la prima nel mondo a creare gli dèi.
 
Alessandro Marchesetti:
Madre degli Eneadi, delizia degli uomini e degli dei,
alma Venere, che sotto le erranti stelle del cielo
vivifichi il mare ricco di navi e le terre portatrici
di messi, poiché per opera tua ogni essere vivente
viene concepito e, nato, vede la luce del sole:
te, dea, te fuggono i venti, te e il tuo avvento
le nubi del cielo; per te l’industre terra
fa sbocciare fiori soavi, per te ridono le distese del mare,
e, rasserenato, il cielo splende di luce diffusa.

A volte, come i bambini che hanno
timore del buio, così noi temiamo, alla luce del giorno,
per cose altrettanto inconsistenti di quelle
di cui al buio ha paura il bambino.

 

 

Ambrogio Teodosio Macrobio:

Gli dei sdegnati hanno i piedi calzati di lana.

In quanto solida misura, il tempo deriva dal movimento del cielo. In esso inizia il tempo, da esso scaturì, a quanto sembra, Crono, che è Chronos (tempo). Questo Crono-Chronos è il creatore del tempo.

 

 

Citazioni di Marco Aurelio:

L’essere dotato di ragione può fare di ogni ostacolo una materia del suo lavoro e trarne vantaggio.

Dal mattino comincia a dire a te stesso: incontrerò gente vana, ingrata, violenta, fraudolenta, invidiosa, asociale; tutto ciò capita a costoro per l’ignoranza del bene e del male. Io, invece, che ho capito, avendo meditato sulla natura del bene, che esso è bello, e sulla natura del male che esso è turpe e sulla natura di chi sbaglia che egli è mio parente, non perché si sia del medesimo sangue e seme, ma perché egli è, come me, provvisto di mente e partecipe del divino, e che non posso essere danneggiato da alcuno di loro, perché nessuno mi potrà coinvolgere nella sua turpitudine, ebbene, io non posso né adirarmi con un mio parente né provare odio per lui. Siamo, infatti, nati per la cooperazione, come i piedi, le mani, le palpebre, i denti in fila sopra e sotto. L’agire gli uni contro gli altri è dunque contro natura, ed è agire siffatto lo scontrarsi e il detestarsi. La morte, la vita, la fama, l’infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali.

 

 

Citazioni di Plinio il Vecchio:

Questa è l’Italia sacra agli Dei.

La terra è benigna, mite, indulgente, ed alle richiedenze dei mortali serva continua; quante cose, costretta, produce, quante altre spontaneamente distrugge, quanti profumi, sapori, succhi, sensi, e colori ci offre! Con quanta onestà ci rende i tesori che a lei affidiamo! Quante cose per utile nostro essa alimenta.

Non c’è libro tanto cattivo che in qualche sua parte non possa giovare.

È proprio vero che la maggior parte dei mali che capitano all’uomo sono cagionati dall’uomo.

 

 

Saturnino Secondo Salustio:

E queste cose non avvennero mai, ma sono sempre: l’intelligenza le vede tutte assieme in un istante, la parola le percorre e le espone in successione.

Ma come si spiega il male nel mondo se gli Dei sono buoni e compiono ogni cosa? In primo luogo bisogna precisare che, se gli Dei sono Buoni e compiono ogni cosa, il male non ha una esistenza effettiva ma nasce per assenza di bene, come l’ombra non ha una esistenza reale ma ha origine dall’assenza di luce.

Ma anche se nulla di tutto ciò fosse vero: senza contare il piacere e la gloria, che da quella discendono assieme a una vita priva di crucci e senza servitù, la virtù stessa basterebbe da sola a render felici quanti scelsero di vivere secondo virtù, e ne furono capaci.

 

 

Citazioni di Lucio Anneo Seneca:

Anche la sfortuna è mutevole. Forse sarà, forse non sarà, nel frattempo non è; tu spera nel meglio.

Che cosa misera è l’umanità se non si sa elevare oltre l’umano!

Chi accoglie un beneficio con animo grato paga la prima rata del suo debito.

Se vuoi credere a coloro che penetrano più profondamente la verità, tutta la vita è un supplizio. Gettàti in questo mare profondo e tempestoso, agitato da alterne maree, e che ora ci solleva con improvvise impennate, ora ci precipita giù con danni maggiori dei presenti vantaggi e senza sosta ci sballotta, non stiamo mai fermi in un luogo stabile, siamo sospesi e fluttuiamo e urtiamo l’uno contro l’altro, e talvolta facciamo naufragio, sempre lo temiamo; per chi naviga in questo mare così tempestoso ed esposto a tutti i fortunali, non vi è altro porto che la morte.

 

 

Citazioni su Quinto Sestio:

Sozione spiegava perché Pitagora si era astenuto dal mangiare carne di animali e perché in seguito se ne era astenuto Sestio. Le loro motivazioni erano diverse, ma entrambe nobili.
Sestio riteneva che l’uomo avesse abbastanza per nutrirsi anche senza spargere sangue, e che divenisse un’abitudine alla crudeltà lo squarciare gli animali per il piacere della gola. Aggiungeva poi che bisogna limitare gli incentivi alla dissolutezza; concludeva che gli alimenti di varia qualità sono contrari alla salute e dannosi al nostro corpo.

 

 

Sozione di Alessandria:

Non credi che le anime siano assegnate successivamente a corpi diversi, e che quella che chiamiamo morte sia soltanto una migrazione? Non credi che negli animali domestici o selvaggi o acquatici dimori un’anima che un tempo è stata di un uomo? Non credi che nulla si distrugge in questo mondo, ma cambia unicamente sede? Che non solo i corpi celesti compiono giri determinati, ma anche gli animali seguono dei cicli, e che le anime percorrono come un circolo?
Grandi uomini hanno creduto a queste cose. Perciò, astieniti da un giudizio e lascia tutto in sospeso. Se queste teorie sono vere, l’astenersi dalle carni ci mantiene immuni da colpa; se sono false, ci mantiene frugali. Che danno deriva dal credere in esse? Ti privo degli alimenti dei leoni e degli avvoltoi

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