Un genitore tossico

Un genitore tossico specializzato nella sofferenza si sacrifica in maniera eccessiva, o almeno questo è quello che fa vedere a suo figlio sin da piccolo. In genere questo ruolo è rivestito dalle mamme.Man mano che il figlio diventa grande, fa in modo che lui sappia tutto quello che lei ha dovuto rimandare e sacrificare per dedicarsi a crescerlo. Non c’è spazio per il piacere ma solo per il dovere e il sacrificio. Nella famiglia sacrificante predominano questi sentimenti:

Gelosia
Possesso
Bisogno di controllo
È importante chiarire che la madre vittimista non agisce con malizia. Crede ciecamente che l’amore materno sia un sacrificio tanto grande da essere doloroso. Il genitore sacrificante accondiscende alle richieste del figlio, ritenendo che, un giorno, tutte le sue rinunce saranno ricompensate dal successo raggiunto dal figlio stesso e da tutto ciò che lui è riuscito ad avere.

Le parole più ricorrenti del genitore sacrificante è “sacrificio”, “dovere” e “privazione”. Tali termini si esprimono specialmente quando si trova a lamentarsi perché coloro che gli/le stanno vicino/a non capiscono il valore del suo sacrificio per il bene comune, esprimendo in questo modo anche tutta la sua delusione.

Il genitore sacrificante manipola suo figlio in modo da fargli credere che è e deve sempre essere la o il protagonista della sua vita. Lo trasforma in una marionetta e manovra i suoi fili con il chiaro scopo di mantenerlo appeso a ciò di cui il genitore ha bisogno.

P.S Non esiste rispetto, si interagisce con l’offesa, la critica costante o addirittura il disprezzo. In questi casi anche i due genitori si disprezzano vicendevolmente.

Ana Maria Sepe

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